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ZeniMax vs Oculus: piovono soldi e dichiarazioni dal definitivo verdetto appena emesso

Creato il 02 febbraio 2017 da Oculusriftitalia
ZeniMax vs Oculus: piovono soldi e dichiarazioni dal definitivo verdetto appena emesso

Le incredibili vicende tra ZeniMax e Oculus sono riuscite ad incollare milioni di curiosi agli schermi dei loro, ormai consumatissimi, device, dividendo l'opinione pubblica in una simmetrica metà e dando modo a ciascuno di noi di farsi un'idea ben precisa di quanto accaduto; è difficile rendersi effettivamente conto dell'enorme importanza di una causa simile, ma ancora più arduo è il compito di decidere chi tra le due parti possa risultare essere la vittoriosa dell'incessante e faticosa battaglia che sta logorando ormai da anni entrambe le fazioni. Tutte le storie più vorticose raggiungono una fine, e anche le tempeste più burrascose, presto o tardi, mostreranno una nuova e raggiante alba. La causa tra ZeniMax e Oculus, non da meno, ha trovato, infine, una sua conclusione, ed il verdetto definitivo e finale vede ZeniMax intascarsi la non indifferente somma di 500 milioni di dollari, ma, contemporaneamente, proclamare Oculus VR innocente dall'accusa di appropriamento indebito di segreti commerciali. Una vittoria molto più per Oculus piuttosto che per ZeniMax, se proprio vogliamo dirla tutta, soprattutto considerando che l'originale accusa di ZeniMax del 2014 pretendeva un rimborso economico che andava dai 2 ai 4 miliardi di dollari (si, avete letto bene), e che l'attuale cifra di 500 milioni è la somma di diverse vittorie separate, ma riconducibili comunque al nocciolo della questione.

A seguito del verdetto che, ragazzi, rendiamoci conto, ha segnato la fine di un'importantissimo capitolo che andrà ad influenzare la storia, la vita e il futuro, non solo della realtà virtuale, ma anche delle tecnologie affini, innumerevoli dichiarazioni si sono susseguite, esprimendosi tanto sulle decisioni prese dalla giuria quanto a come tutto ciò andrà a ledere o meno le proprie attività. Oculus prende la palla al balzo, e allo sbattere del martelletto che dichiara il caso chiuso, si esprime così:

Il cuore di questo caso riguardava unicamente se Oculus si fosse appropriata illegalmente dei segreti commerciali di ZeniMax oppure no, e la giuria si è scoperta decisamente a nostro favore. Ovviamente siamo in disaccordo con alcuni, pochi, altri aspetti del verdetto di oggi, ma nonostante tutto siamo imperterriti. I prodotti Oculus sono costruiti con la tecnologia Oculus. Il nostro impegno per il successo a lungo termine della VR rimane lo stesso, e l'intero team continuerà il lavoro che sta facendo dal day one - sviluppare tecnologia VR che trasformi il modo in cui la gente interagisce e comunica. Non vediamo l'ora di depositare il nostro appello e, finalmente, lasciarci questa causa alle spalle.

Ma, se da una parte prendiamo atto delle dichiarazioni di Oculus, che trasudano la soddisfazione per il verdetto raggiunto e la voglia di lasciarsi questa brutta storia alle spalle, dall'altra arriva la dichiarazione di ZeniMax, che non esita un solo istante a minacciare un'ingiunzione attraverso una lunga dichiarazione anch'essa rilasciata in giornata:

Siamo contenti che la giuria ci abbia assegnato la somma di 500 milioni di dollari per l'illecita violazione dei nostri diritti d'autore e marchi di fabbrica, e per la violazione dei nostri NDA, inoltre la giuria ha accolto la nostra denuncia per quanto riguarda il furto da parte di John Carmack del codice sorgente di RAGE, oltre che di migliaia di file elettronici mediante un dispositivo di archiviazione USB che conteneva tecnologia ZeniMax VR. Nonostante ci dispiaccia essere arrivati a tanto pur di rivendicare i nostri diritti, si è reso necessario prendere posizione contro le società che svolgono attività illegali nel loro desiderio di ottenere il controllo di una nuova tecnologia.

Prenderemo in considerazione il bisogno di ulteriori passi necessari a garantire che non vi sia ulteriore uso illecito della nostra tecnologia, ciò potrebbe includere un'ingiunzione per frenare Oculus e Facebook dal loro uso continuo di codice informatico che la giuria ha dichiarato aver violato i diritti di ZeniMax.

Le parole di ZeniMax sono piuttosto inequivocabili, e non sembra volersi accontentare del denaro risarcito, tutt'altro. Un verdetto a lungo atteso, e che ha visto i protagonisti di questa vicenda spingersi in proclami anche piuttosto forti pur di riuscire a sopravvivere agli incessanti assalti della controparte, come la dichiarazione di Palmer Luckey riguardo il software di Carmak, oppure le parole di Zuckemberg sui prodotti Oculus. Sappiamo per certo che ZeniMax è ben intenzionata ad avanzare incessantemente verso lo sviluppo in VR, come l'acquisizione di Escalation Studio può dimostrare, e che anche Oculus, come da dichiarazioni, proseguirà il suo lavoro per rendere la VR sempre più apprezzata, ma come reagirà l'opinione pubblica davanti ad un verdetto simile? Non è facile rispondere ad una simile domanda, e certamente entrambe le parti di questo leggendario scontro hanno motivo di rintanarsi per un po di tempo a leccarsi le ferite (chi più chi meno); ciò che è certo è che oggi è stato segnato un pezzo di storia in quello che è il lungo racconto che vede la realtà virtuale protagonista, e che sicuramente influenzerà la produzione e l'evoluzione di innumerevoli progetti, tanto in cantiere quanto in corso d'opera, delle più disparate compagnie. Davanti ad un walzer così energico e ricco di pericolosissimi passi azzardati, non possiamo fare altro che chinare leggermente il capo e unirci in un silenzioso applauso pregno del rispetto che dobbiamo ad entrambi i contendenti. Il match si può dire concluso e, nonostante il ring sia ancora bagnato del fresco sudore dei suoi lottatori, molte altre cose aspettano di essere dette; ma le platee sono già sgombere dal suo pubblico, palpitante più che mai di raccontare e testimoniare quell'indimenticabile lotta che ci ha fatto tutti rimanere con il fiato sospeso per così tanto tempo, quindi a voi spetta il compito di afferrare questo scalpitante microfono e dire la vostra, ovviamente senza veli e censure, and let's the Second Round... Begin!


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