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Abandoned

Creato il 22 dicembre 2010 da Soloparolesparse

Storia triste dietro le quinte di Abandoned. La protagonista Brittany Murphy fece appena in tempo a finire di girarlo prima di rimetterci le penne per quella che venne poi diagnosticata come una polmonite (per la cronaca pochi mesi dopo morì anche il marito e la colpa venne data all’umidità della casa in cui vivevano).

Dramma a parte (il film in montaggio venne dedicato alla memoria della Murphy) Michael Feifer firma un thriller degno, molto buono per tutta la parte iniziale e discreto anche nella sua risoluzione.

Abandoned – in morte di Brittany Murphy

Mary accompagna il fidanzato Kevin in ospedale per un’operazione di ortopedia alla gamba.
Lo lascia in nella stanza per la preparazione dell’operazione ma quando, dopo diverse ore, si informa sull’esito scopre che il suo Kevin è scomparso.
In realtà scopre che nessuno l’ha mai registrato, che l’infermiera che li ha accolti non esiste e che il dottore che avrebbe dovuto operarlo è in ferie.

Da qui nasce il cuore del film, in cui siamo continuamente in altalena tra la possibile follia di Mary e l’altrettanto possibile rapimento del fidanzato.
La narrazione è ben gestita e gli indizi ci vengono dati col contagocce.
Quella che all’inizio sembra una scomparsa misteriosa (grazie a ciò che abbiamo visto), siamo portati ad accettarla come possibile follia della ragazza (che scopriamo essere stata in cura per diverso tempo).

Ovviamente non sto a rivelarvi qual è la soluzione, accontentatevi di sapere che abbassa di molto il livello del film.
Abandoned è molto buono fino a quando ci muoviamo nel mistero, poi diventa un discreto thriller senza meriti particolari.

Abandoned – in morte di Brittany Murphy

Brittany Murphy fa il suo con un’interpretazione capace di rendere bene la ricerca disperata, il timore, la paura, lo smarrimento di trovarsi in una situazione inspiegabile.
Il contraltare è un Dean Cain ridotto quasi ad una macchietta.

Si gioca molto, soprattutto all’inizio, con le telecamere di sorveglianza dell’ospedale (ormai sembra un must), mentre rimane un mistero quel puntare fortissimo nelle prime sequenze sul “non  mi abbandonare” (spero di non aver colto io e che non si tratti solo di un triste riferimento al libro che la ragazza sta leggendo e che da anche il titolo al film).


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