Proprio qualche giorno fa rileggevo le parole di Umberto Tozzi nella sua autobiografia, Non solo io-La mia storia (un libro nel quale l'autore si tira fuori molti sassi dalle scarpe), parole molto dure e sofferte contro Bigazzi, presunto colpevole di alcune scorrettezze e colpi bassi nei confronti del cantante, scorrettezze appunto che furono la ragione dell'interruzione di un brillante rapporto professionale legato a canzoni come Ti amo, Tu, Gloria, Notte rosa, Eva.
Dispiace che sia finita così. D' altronde è innegabile quanto Bigazzi sia stato determinante per i testi di Tozzi nell'inventare insieme a lui quella poesia non-sense pensata proprio per il lancio internazionale, testi forse stupidi ed insieme geniali, che è molto difficile ritrovare oggi nelle canzoni attuali.E da notare ancora, come soprattutto negli anni Settanta e Ottanta Bigazzi sia stato un personaggio boccaccesco, prima insieme agli Squallor e poi, sempre nei testi d'amore, più edulcorati, ma alquanto pruriginosi.
Fare l'amore una volta in più, sarebbe come non farlo...Fatti mangiare e bere dalla mia bocca (Da Questo amore non si tocca, di Gianni Bella)
Apri la porta a un guerriero di carta igienica e dammi il tuo vino leggero (con Tozzi in Ti amo)
Pensa per te, pensa per te...che a me ci penso da me! (da Pensa per te, di Marcella)
Ti vorrei dentro i jeans (Ti vorrei, Marco Masini)
Addio Giancarlo!







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