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Agroenergie: opportunità per il Salento leccese da 160 milioni di euro

Creato il 28 novembre 2010 da Antoniobruno5
Agroenergie: opportunità per il Salento leccese da 160 milioni di euroAgroenergie: opportunità per il Salento leccese da 160 milioni di euro
di Antonio Bruno*
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Venerdì 26 novembre 2010 nella Tenuta Caradonna SS 101 Lecce – Gallipoli al Km 8 si è svolto il Workshop “Le filiere agroenergetiche nell’Area Convergenza: un’opportunità per il territorio.
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Non sapevo se fosse il caso di scriverne, ma quando ho preso atto che mi hanno telefonato tanti colleghi per chiedermi cosa fosse accaduto il pomeriggio di Venerdì 26 novembre 2010 nella Tenuta Caradonna, dove si è tenuto un convegno sulle agroenergie, ho capito che era accaduto qualcosa di importante. Venerdì c’era questa iniziativa, ma c’era anche il mio amico prof. Luigi De Bellis alla fiera del libro di Campi dove coordinava Dario Stefàno e Francesco Pacella in un dialogo con Paolo De Castro l'autore del libro “L'agricoltura europea e le nuove sfide globali” (ed. Donzelli), poi a Casarano il presidente della CIA Giulio Sparascio mi aveva invitato a un convegno sulla PAC post 2013, ma la telefonata del presidente del mio Ordine che mi pregava di sostituirlo a Lequile mi ha tolto dall’impaccio di dover scegliere tra tre interessantissime iniziative tutte alla stessa ora dello stesso giorno e dello stesso interesse.
A Lequile del Salento leccese c’erano tutti a partire dall’on.le Paolo De Castro Presidente Commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, al Presidente della Provincia di Lecce dott. Antonio Gabellone e per finire con Gianni Stefàno, assessore alle Politiche energetiche della Provincia di Lecce e il Sindaco di Lequile Antonio Caiaffa.
Squisito ospite il collega Dottore Agronomo Santo Ingrosso Presidente FEDAGRI Puglia che ha sapientemente guidato i lavori iniziati alle 16,00 e finiti intorno alle 19 e 30.
Per raccontarti tutto devo parlarti delle foglie e della fotosintesi clorofilliana che cattura l’energia solare che è trasformata in energia chimica, ovvero quella legna e quelle ramaglie che vedi ammassate nella foresta degli ulivi del Salento leccese e della sansa proveniente dalla estrazione dell’olio dalle olive, che possono dare energia attraverso la combustione.
Quando si parla di combustione si parla di fuoco, come quello che presto vedremo brillare a Novoli per la “Focara”. Fuochi che è vietato vengano appiccati nelle campagne del Salento leccese perché tutti sappiamo che il D.Lgs. 152/2006 considera i residui della potatura rifiuti di attività agricole e agro-industriali e per questo motivo li pone fra i “rifiuti speciali” e quindi ne vieta la combustione nella campagna. Che cosa fare delle ramaglie?
Intanto dagli olivi con la potatura vengono asportati circa 20 chili di ramaglia, nel Salento leccese abbiamo 9 milioni di alberi di olivo possiamo affermare che si hanno circa 200 mila tonnellate di ramaglie.
È noto che l’olivo ha un potere calorico piuttosto elevato e i residui di potatura, opportunamente lavorati, possono venire utilizzati sia per le grandi centrali sia per le caldaie casalinghe a biomassa.
Per raccogliere, pressare o cippare i residui di potatura dell’olivo ci sono dei macchinari adatti allo scopo.
Attualmente il mercato della biomassa non esiste, oppure riguarda pochissime persone, ma il Libro Bianco sulle energie rinnovabili dell’Unione europea e il protocollo di Kyoto, fanno presente che la strada dell’utilizzo dei residui di potatura come “biomasse” sia una opportunità per il territorio del Salento leccese.
Nel 1995 solamente 1,9 % dei consumi globali di energia primaria proveniva dal legno e dai rifiuti solidi agro-industriali, oggi la strada si apre a un possibile utilizzo. In una mia nota avevo ipotizzato la convenienza economica di un piccolo generatore di energia alimentato a biomasse di 50 kW ma poi ho ascoltato da Dino Tabasso, delegato Confcooperative al tavolo POI Energia, che mi ha raccontato del bando già chiuso in istruttoria per l'efficientamento energetico delle aziende ospedaliere in materia di reti di distribuzione del calore per 60milioni di euro ed uno di 30 per la realizzazione di interventi a sostegno della produzione di energia da fonti rinnovabili, rivolto alle amministrazioni statali, Regioni, Province, Comuni e comunità montane.
Mentre alla riqualificazione degli edifici scolastici, sempre in relazione all'efficienza energetica, alla messa a norma degli impianti ed all'abbattimento delle barriere architettoniche è stato finalizzato un bando già pubblicato di 20milioni di euro. I comuni ed i borghi antichi, invece, per "interventi di efficientamento energetico ed interventi sulle reti di distribuzione del calore, hanno a propria disposizione un bando di 80milioni, anch'esso già pubblicato. Ascolto con interesse la narrazione del Protocollo d’Intesa tra Confcooperative Puglia e le Province UPI per lo sviluppo della Filiera Agroenergetica e l’efficientamento e il risparmio energetico nel settore agricolo e agroalimentare. Un accordo che valorizza le fonti rinnovabili, “un’opportunità per l’agricoltura”, in riferimento al Libro Bianco sull’Energia della Commissione Europea che prevede contributi al settore agricolo dei Paesi membri attraverso “incrementi sostanziali di biomasse derivanti dalla produzione agricola ed agroalimentare”.
Nel Salento leccese c’è una risorsa rappresentata dalle biomasse vegetali coltivate e da residui di lavorazione agricola e agroalimentare, che io ritengo importanti nella prospettiva di sviluppo del reddito agricolo e dell’industria che a esso fa riferimento.
Ascolto l’appello del collega Dottore Agronomo Angelo Martino presidente dell’Oleificio cooperativo di Monteroni e a capo anche della Cantina sociale di Arnesano che chiede che sia la Provincia di Lecce a farsi carico di mettere insieme tutti i produttori per creare una filiera capace di utilizzare le biomasse prodotte dall’agricoltura del Salento leccese. La sansa che produciamo a tonnellate deve diventare fonte di reddito. L’opportunità è quella delle centrali a biomasse che potrebbero utilizzare e valorizzare la biomassa locale.
Ho parlato anch’io, ma non vi dico di cosa, così imparate quando prendete parte ai lavori di un Convegno a rimanere sino alla fine oppure a venire quando ci sono incontri come quello svoltosi nella tenuta Caradonna di Lequile che rappresentano una festa dell’agricoltura e un'opportunità per tutti.
*Dottore Agronomo
Bibliografia
Alberto Grimelli: ECCO COME GESTIRE I RESIDUI DI POTATURA DELL’OLIVO http://www.teatronaturale.it/articolo/1533.html
Antonio Bruno: Nel Salento leccese piccoli generatori per produrre energia dai residui dell'agricoltura http://centrostudiagronomi.blogspot.com/2010/09/nel-salento-leccese-piccoli-generatori.html
Nicola Saracino: Filiere Agro-energetiche, Mercuri: “Gli inceneritori debilitano l’ambiente e il lavoro” http://www.statoquotidiano.it/05/11/2010/filiere-agro-energetiche-mercuri-%E2%80%9Cinceneritori-danneggiano-ambiente-e-occupazione%E2%80%9D/36917/
Poi Energia e Poin Attrattori culturali patto da 4 mld tra Campania e Puglia http://www.denaro.it/VisArticolo.aspx?IdArt=612583&KeyW=

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