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Canale del Nicaragua: saranno i cinesi a costruirlo

Creato il 04 giugno 2013 da Eldorado

Trentamila milioni di dollari. Questo è quanto costerà al Nicaragua il canale che il governo di Daniel Ortega vuole costruire tra i due oceani Atlantico e Pacifico. Un progetto ambizioso, destinato a fare la concorrenza a quello panamense che proprio ora è in fase di ristrutturazione, e destinato a generare anche la polemica. Saranno infatti i cinesi a guidare il pool di aziende che parteciperanno alla costruzione del canale, una notizia che lo stesso Ortega ha voluto dare personalmente al presidente Usa Barack Obama nel corso della riunione del Sica tenutasi a San José.

I cinesi di fatto sono già all’opera. Dopo una prima perizia che ha scartato la fattibilità lungo il fiume San Juan, che delimita la frontiera sud con la Costa Rica, è quasi sicuro che il canale si farà più a nord, con l’imboccatura nei pressi di Cayman Rock, che permette l’uso delle acque dei fiumi Mico ed Escondido e quindi il passo naturale del Gran Lago del Nicaragua. L’ultimo tragitto sarà nei pressi di Rivas, lungo il fiume Brito che assicurerà lo sbocco all’oceano Pacifico.

L’idea nicaraguense di un canale tra gli oceani è un chiodo fisso che ha più di 160 anni, anteriore di un paio di decenni  al progetto panamense. A realizzarla ci provarono i primi presidenti delle nazioni centroamericane liberatesi dal giogo spagnolo e, soprattutto, William Walker, un avventuriero del Tennessee che nel 1856, al soldo del capitale degli Stati confederati, cercò di fondare in Nicaragua una repubblica bianca e schiavista. Lo scopo era quello di trasformare in un’unica via d’acqua la rotta dai porti di San Juan del Norte (sull’oceano Atlantico) e di Corinto (su quello Pacifico), che serviva agli emigranti per raggiungere la California dalla costa est degli Usa in pieno progresso verso la nuova frontiera. Prima il fiume San Juan, quindi il lago Cocibolca (il Gran lago del Nicaragua) assicuravano un tragitto molto più comodo di quello poi scelto a sud, nelle insalubri paludi panamensi. L’opzione nicaraguense venne scartata perchè il paese era considerato instabile politicamente (e gli Usa lo invasero a più riprese all’inizio del XX secolo) e propenso ai disastri naturali.

La polemica, intanto, è servita. Dalla Colombia, l’ex cancelliere Noemi Sanín ha dichiarato che l’annuncio della costruzione del Canale pone in una nuova luce la decisione della Corte Internazionale dell’Aja del novembre scorso che ha concesso al Nicaragua 70.000 chilometri quadrati dell’oceano Atlantico previamente sotto la sovranità colombiana.

¨La sentenza non ha rispettato il diritto internazionale, di fatto ha diviso l’arcipelago e danneggiato paesi terzi¨ ha spiegato la Sanín, secondo la quale la presenza nel tribunale della giudice cinese Xue Hangin ha contribuito a favorire il Nicaragua e, quindi, la Cina, uniti dal megaprogetto tra gli oceani.

¨Per la Cina mettere le mani sul canale significa appropriarsi di una posizione strategica in materia geopolitica¨ ha concluso l’ex cancelliere.Secondo la legge varata nel giugno 2012 per la costruzione del Canale, il governo nicaraguense possiederà il 51% della partecipazione nella gestione ed il restante 49% sarà acquisito da un alleato strategico, individuato nella HK Nicaragua Canal Development Investment Company, firma cinese con sede ad Hong Kong.

Ortega ha approfittato il 118 anniversario della nascita di Augusto Sandino, nella cittadina natale dell’eroe nicaraguense, Niquinohomo, per annunciare in maniera ufficiale domenica scorsa la costruzione del Canale.

¨Questo progetto accelererà l’economia del paese al punto che dovremo chiedere la manodopera agli altri paesi centroamericani¨ ha promesso il presidente nicaraguense. Sono queste parole che incidono fortemente nell’animo dei suoi connazionali, obbligati da tempo ad emigrare per cercare migliori condizioni di vita. Il canale appare ora come l’occasione del riscatto, di quella che secondo Ortega sarà l’occasione per il rilancio internazionale del Nicaragua.

 

Articolo apparso in esclusiva sull’appzine L’Indro: http://www.lindro.it/


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