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Cannibal music - i dischi di marzo da jovanotti a madonna

Creato il 28 marzo 2015 da Cannibal Kid
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La rubrica dei dischi del mese continua. È appena il terzo appuntamento, ma è già una delle rubriche più longeve nella Storia di Pensieri Cannibali. In questa puntata si passa da nomi stra famosi come Jovanotti e Madonna ad artisti leggermente meno conosciuti e più indie-rock come Will Butler degli Arcade Fire e i Modest Mouse, senza dimenticare un pizzico di hip-hop e di elettronica. Buona lettura e buon ascolto.
Jovanotti “Lorenzo 2015 CC.” CANNIBAL MUSIC - I DISCHI DI MARZO DA JOVANOTTI A MADONNA
Cioè, figa, ma l'avete sentita l'ultima del Jova? Cioè, sì, quella che passa sempre in radio, quella che ormai l'hanno sentita anche i sordi, sì dai quella... Sabato. Sì, Sabato. La danno tutti i giorni della settimana 24 ore su 24 su tutte le stazioni, ma si chiama Sabato. L'avete sentito il testo? Cioè, 'sto qua rimpiange il lunedì, vi rendete conto? Quello sta fuori. È troppo sabato qui? E di che si lamenta? È proprio un matto, il Jova. Io vorrei che fosse sempre sabato, altroché. Se il primo singolo non l'ho proprio capito, mi sono messo ad ascoltare anche il resto del suo ultimo disco per vedere se il Jova tirava fuori delle altre assurdità. E un'assurdità c'è di sicuro: la durata. Figa, c'ho messo due ore per ascoltarlo, 'sto disco. Non è un modo di dire. Dura 2 ore, davvero! 2 ore e passa. Dentro a “Lorenzo 2015 CC.” il Jova c'ha messo 30 canzoni e io ripenso ai tempi in cui i CD duravano 74 minuti massimo. Figa, 2 ore e passa della mia vita sono troppe. Mica c'ho tutto il giorno per ascoltare il Jova, ou. Fossi stato in lui, avrei fatto un bel taglione e avrei tenuto solo una decina di pezzi. 30 so' troppi! I brani più smielati per esempio io li avrei segati del tutto. Cioè, che flebo “Le storie vere” e “Ragazza magica”. Ma che è, Jova, vuoi finire anche tu a Sanremo? Ci sono poi troppi echi di Colplay, ad esempio in “Tutto acceso”, “Gli immortali” o “E non hai visto ancora niente”, con tutti quei cori che mica sei allo stadio, Jova, che credi? Meno male che diverse altre canzoni pompano di + nelle casse e vanno di più + nella direzione di uno Stromae italiano. Un altro pezzone melenso è “Un bene dell'anima”, che è una di quelle ballatone jovanottesche alla “Per te” che se le ascolti con una tipa ci scatta il limone, ma se le ascolti da solo sono una gran depression e quindi figa Jova potevi anche non metterla. Meglio i pezzi più allegri come “L'estate addosso”, che cita “Cucurrucucu” di Battiato e me la sento bene la prossima estate come soundcheck... volevo dire come soundtrack del prossimo spot Vodafone. E adesso però figa basta. Questo disco non sarebbe neanche male, se solo durasse la metà della metà. Quanto fa, la metà della metà? Che ne so? So solo che questo disco non so se mi piace o no. So anche che qualche canzone qua e là dell'album me la ascolterò ancora, ma io 2 ore di fila da dedicare al Jova non ce le ho più. Non c'ho tempo da perdere, io. C'ho da giocare a Candy Crush. Jova, non è mica vero che è troppo sabato qui. (voto 6/10)

Madonna “Rebel Heart” CANNIBAL MUSIC - I DISCHI DI MARZO DA JOVANOTTI A MADONNA
Che dire, dell'ultimo disco di Madonna, il suo tredicesimo album ufficiale? La prima volta che l'ho sentito ho pensato: “Che merda!”. La seconda volta che l'ho sentito ho pensato: “Non mi sbagliavo. È proprio una merda!”. Poi però l'ho ascoltato varie altre volte e un po' mi sono assuefatto. Resta un disco scarso, con delle produzioni che sembrano scarti di musica house dei primi anni zero, e per una come Madonna, abituata in passato a stare sempre “sul pezzo” e ad anticipare le tendenze musicali questo è un peccato imperdonabile. C'è poco da fare, la Signora Ciccone non azzecca più un disco da Confessions on a Dance Floor del 2005 e di questo nuovo Rebel Heart l'unico dubbio sta se nel considerarlo superiore o meno rispetto agli ultimi due deludenti (per non dire scandalosi) Hard Candy e MDNA. Forse è un pochino meglio, anche se ascoltando il primo tremendo singolo “Living for Love” non si direbbe: la voce di Madonna suona nasale, fastidiosa, sopra una base che sembra la brutta copia di un pezzo degli Alcazar. E non so se vi ricordate gli Alcazar, spero per voi di no, ma erano quelli di “Crying at the Discoteque” ed erano insopportabili. Nel pop reggaeggiante di “Unapologetic Bitch” Madonna offre poi un'altra prova vocale agghiacciante. Il resto del programma per fortuna migliora le cose. Niente di eccezionale, giusto qualche canzoncina vagamente carina come la spirituale “Devil Pray”, la ballad “Joan of Arc” o la tamarrissima “Bitch I'm Madonna” con Nicki Minaj. L'impressione data dai primi ascolti quindi era errata e mi devo correggere. Il nuovo disco di Madonna non è una merda. È solo una merdina. (voto 5/10)
P.S. Un mezzo punto in più Madonna se l'è guadagnato maltrattando Fabio Fazio durante la sua (pessima) intervista a Che tempo che fa.

Prodigy “The Day Is My Enemy” CANNIBAL MUSIC - I DISCHI DI MARZO DA JOVANOTTI A MADONNA
Il problema del nuovo disco dei Prodigy? Fondamentalmente è solo uno: non siamo più nel 1997 e il loro sound non suona più molto attuale o nuovo. Detto questo, i Prodigy sanno essere ancora devastanti, basti ascoltare la title track posta in apertura. Se volete innovazione insomma andate a cercarla altrove. Se però volete un'oretta buona di techno-electro-punk sparato a mille capace di farvi venire un piacevole mal di testa, i Prodigy sono ancora la droga migliore in circolazione. (voto 6,5/10)

Will Butler “Policy” CANNIBAL MUSIC - I DISCHI DI MARZO DA JOVANOTTI A MADONNA
Gli Arcade Fire stavano diventando un po' troppo cerebrali? O, detto in altri termini, gli Arcade Fire si stavano facendo troppe seghe mentali? Dopo un dobbio album complesso e ambizioso come Reflektor, Will Butler ha così deciso di esordire in proprio con un lavoro parecchio più essenziale. Il tastierista, bassista, chitarrista e percussionista della band, nonché fratellino di Win Butler, il leader degli Arcade Fire, ha tirato fuori un dischetto dagli influssi new-wave e glam rock senza troppi fronzoli, che non passerà alla Storia ma che se non altro suona piacevole e fresco. Un buon modo per staccare la spina in attesa di lavorare con i suoi amichetti a un nuovo probabilmente ancora più ambizioso disco che magari proverà a essere più lungo persino di quello di Jovanotti. (voto 6+/10)

Modest Mouse “Stangers to Ourselves” CANNIBAL MUSIC - I DISCHI DI MARZO DA JOVANOTTI A MADONNA
I Modest Mouse erano tra i paladini della scena indie-rock dei primi anni zero. Quell'epoca che vedeva in Seth Cohen della teen serie The O.C. un modello di riferimento esistenziale essenziale. Sembra passato un secolo da allora e invece no. Loro sono ancora qui e sono tornati più in forma che mai, con il loro primo album da 8 anni a questa parte. 8 anni in cui nella scena indie è successo di tutto e di più e quindi la generazione post-sethcoheniana non li avrà manco mai sentiti nominare, questi Modest Mouse. Un buon modo per riscoprirli o per scoprirli per la prima volta è rappresentato dal nuovo “Strangers to Ourselves”. Nonostante sia il loro sesto disco, suona scoppiettante come un esordio e vanta al suo interno un sacco di bombette niente male come “The Tortoise and the Tourist” e “The Ground Walks, With Time in a Box”. E soprattutto “Lampshades on Fire”, uno dei pezzi indie-rock più fighi degli ultimi tempi. Seth Cohen sarebbe andato fuori di testa ascoltandola. (voto 7+/10)

Kendrick Lamar “To Pimp a Butterfly” CANNIBAL MUSIC - I DISCHI DI MARZO DA JOVANOTTI A MADONNA
Nuovo di Kanye West a parte, quello di Kendrick Lamar, da me ribattezzato Anna Kendrick Lamar, era il disco più atteso dell'anno in ambito hip-hop e si può dire che non ha deluso le aspettative. Tutt'altro. “To Pimp a Butterfly” è un lavoro pieno di roba, roba giusta, un suono funk soul molto anni settanta mescolato a un'attitudine tutta moderna. Un album che con un clamoroso gioco di equilibrio riesce a suonare pimp-ante e attuale e allo stesso tempo pare già un classico d'altri tempi. Un gioiello degno dei Fugees dei tempi d'oro e del recente “Black Messiah” di D'Angelo. Imperdibile, e non solo per gli appassionati di musica rap. (voto 8/10)

Canzone del mese Florence + The Machine “St Jude” Se come prima anticipazione ci aveva offerto un pezzo più di impatto come “What Kind of Man”, adesso la rossa Florence ha tirato fuori un incanto di brano rarefatto che sembra uscito da un sogno, “St Jude”. Il nuovo album in uscita a inizio giugno "How Big, How Blue, How Beautiful" si preannuncia quindi sempre più beautiful.

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