Pubblichiamo il testo di una lettera pubblicata in data 10.03.2011 sul quotidiano l’Eco di Bergamo.
Cari Genitori di Yara, sono un ragazzo cieco di nome Enea e ho 37 anni. nel porgervi le mie piu sentite condoglianze, vi regalo queste parole che spero vivamente vi siano di conforto: una Persona cara, se ne è andata, e ancora di piu, lo si sente quando è un figlio, o una figlia, anzi un angelo. ma Yara, non vi ha abbandonato. ha mosso le ali ed è andata in cielo, e si è trasformata in una stella, per poter risplendere per sempre. essa resterà sempre dentro di noi, e il suo spirito ci proteggerà. Quando in cielo alla sera vedremo “e sono io a dirlo”, una stella che brilla piu delle altre, capiremo che Yara, ci osserva da lassù, e se qualcosa che sta andando male volge improvvisamente al bene, sapremo che lei ci stà aiutando. cosicchè con questi segni capiremo che Yara sarà con noi per l’eternità.
Enea





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