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De che stamo a parlà?

Creato il 05 settembre 2012 da Antonioriccipv @antonioricci

Mi sono imbattuto in queste considerazioni, sul sito del nuovo libro di Ivan Scalfarotto, considerazioni che al momento non fanno una piega:

Renzi o Bersani? Non ti chiedono nient’altro in questo momento. Amici, parenti, compagni di partito, giornalisti. Renzi o Bersani? O sei per caso un “non allineato”, come l’Egitto e l’Iran? Nessuna delle tre, è solo che ci sono troppe cose che ancora non ho capito. Non ho capito, per esempio, quando si fanno queste primarie.

Tipo: tra il ponte dell’Immacolata e le feste di Natale? Un momento perfetto per attrarre l’attenzione, non c’è che dire. E sono primarie di partito o di coalizione? E la legge elettorale? Vendola sta in coalizione oppure no? E non ho capito chi ci partecipa: Boeri c’è o non c’è? Il gruppo ipermontiano di Ichino e Morando avrà un suo candidato? E Pippo (Civati) che fa? E non ho capito nemmeno qual è la proposta dei candidati: Bersani si farà dare la linea economica da Fassina? E Renzi sui diritti civili resisterà?

Insomma: ma de che stamo a parlà?

Il libro lo consiglio veramente.

Si intitola: Ma questa è la mia gente.

De che stamo a parlà?

Nel libro Ivan chiede: “Che cosa significa oggi essere democratici?”  a 17 esponenti del partito democratico, dagli eredi delle grandi tradizioni politiche del Novecento come Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani, Walter Veltroni e Rosy Bindi, ai “giovani” emergenti come Pippo Civati, Debora Serracchiani e Stefano Fassina, ad amministratori locali come Michele Emiliano, Renato Soru e Stefano Boeri – Scalfarotto non risparmia i quesiti spiazzanti e intenzionalmente provocatori, come quelli sulle unioni civili, sui diritti degli omosessuali e sui temi etici, che mettono il dito nella piaga di contraddizioni e contrapposizioni interne talvolta laceranti.



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