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Da Biblioragazzi

Ebooklearn: Libri liquidi

Abbiamo appena finito di dirvi che siamo entusiaste del corso ebooklearn e vogliamo raccontarvi qualcosa di quello che stiamo imparando. Questa settimana abbiamo avuto uno splendido seminario con una signora chiamata Noa Carpignano che di mestiere fa l’editore (ha creato BBN) ma di quelli visionari che a noi piacciono un sacco.

Una delle cose belle di questo ebooklearn è che anche chi non è iscritto accede a un sacco di materiale e il seminario lo trovate qui.

Di che parliamo? ma di ebook per la didattica ovviamente.

Tutto ruota attorno al bellissimo concetto di ebook come libro liquido e a chi vi replica che un ebook è alla fine un pdf potete opporre questa suggestiva immagine (il libro come mash-up?)

Ma il mio concetto di liquidità del testo non è limitato solo al flusso di lavoro, di contributi: bisogna considerare anche la sua perdita di confini fisici dovuta non solo alla scomparsa della sua solidità, ma alla sua permeabilità a contenuti “altri”, alla sua miscelabilità con contentuti “altri”.
Le connessioni –che permettono di esplorare– e l’hackerabilità –che consente di appropriarsi e rimescolare e sperimentare i contenuti– fanno sì che il testo sia fluido e possa diventare un vero e proprio ambiente di apprendimento.

E poi si parla anche di libro ambiente.

Allo schoolbookcamp si è parlato di “libro ambiente”, ne hanno parlato Giorgio JannisGianni Marconato (una visita al sito è raccomandata per chi si occupa di apprendimento) e io penso che la combinazione dei due concetti “libro liquido” e “libro ambiente” sia quella giusta.

(Per chi si fosse perso l’incontro sintesi qui)

Appunti sparsi, sulle cose che ci hanno colpito in questo seminario:

  • immagini; nella stampa ci vogliono i santi 300 dpi ma un pdf tirato fuori da un prodotto di questo tipo pesa uno sproposito e non ha mica tanto senso.  Due begli esempi:1 e 2 scegliete voi qual è la best e la bad practice
  • dislessia e accessbilità: l’ebook può essere la chiave di volta o la Caporetto del disabile visivo, dell’ipovedente o anche di chi ha modi di apprendimento diversi. Sta alla sensibilità o meglio alla competenza dell’editore fare le scelte giuste. Per approfondire: http://noa.bibienne.net/2010/03/18/ebook-dislessia-design-for-all/
  • spassosissimo capitolo sulla pirateriacroce e delizia. Che tra le righe ci induce a una riflessione secondaria forse rispetto al testo di Noa ma importante per noi bibliotecari: se i nativi digitali sono sempre più “visivi” come la mettiamo con le immagini per la didattica ad esempio?

Reperire le immagini: dove le prendono i ragazzi e i loro insegnanti le immagini che utilizzano producendo il materiale in proprio? tze tze, non si possono rubare al testo della Zanichelli, e poi se sparissero davvero gli editori non esisterebbero neanche più i libri dai quali fotocopiarle
E non è così banale che le scuole abbiano accessi e abbonamenti alle banche immagini, insomma, tra foto e disegni gli apparati iconografici non sono cosa di così poco conto.

E risolleviamo anche il benedetto problema delle risorse elettroniche per i nativi digitali che se iniziassimo a dargliene un po’ prima che arrivino all’università non sarebbe male. Dove sono i produttori di risorse elettroniche per i ragazzi italiani? Parliamone.

  • Come si legge un e-book?

E poi sono anche problemi da affrontare in modo specialistico, come l’accesso alle varie disabilità, e il tipo di lettura che non è più lineare, bisogna tenere presente la tendenza allo scansionamento visivo della pagina, alla frammentazione della lettura, agli elementi che consentono di agganciare parti diverse del discorso creando personalissimi percorsi di lettura

  • Ci è piaciuto tanto anche il pezzo sulla militanza nell’epoca digitale

Ma c’è modo e modo di fare pirateria, ci sono forme di militanza che non sono perseguibili: condividere idee, buone pratiche e novità osteggiate dalle lobby e quindi non pubblicate sui media mainstream. I canali li avete, da quelli reali (consigli di classe, di istituto, associazioni studentesche) a quelli virtuali (blog, forum e social network), e questi sono potentissimi e costituiscono il vantaggio “rivoluzionario” della vostra generazione. Ma pensate un po’ che casino avremmo tirato su se li avessimo avuti noi nel decennio dal ’68 al ’78 :D ]

  • Ma veniamo agli attori: we want you!

Anche perché stiamo parlando di un ambiente, la rete, che i ragazzi vivono sempre di più come il principale mezzo d’informazione, ma per molti è difficile trovare il filo conduttore e la complessità si fa sconcertante. È l’insegnante che deve quindi in qualche modo riposizionarsi, deve portarsi non più di fronte ma di fianco all’allievo per fare, oltre che da guida, da mediatore culturale tra la tecnologia e i ragazzi, che da parte loro sappiamo essere sempre meno disposti a interpretare il ruolo del vaso da riempire.

Esercizio:  sostituire la parola insegnante con bibliotecario e ditemi se funziona.

Anzi rilanciamo: e se proprio l’e-book aiutasse il bibliotecario scolastico a uscire dal limbo in cui si trova e gli desse maggiore visibilità come esperto di queste nuove tecnologie per la didattica? Un po’ come succede ai bibliotecari delle Università che hanno acquisito un nuovo ruolo con l’esplosione delle risorse elettroniche?

Altri gadget di approfondimento:

Nel forum collegato al master Serena Simoncini ci informa che tramite un’utilità chiamata Didapages l’anno scorso con la sua classe ha realizzato questo che come vedete è molto più ebook di tante cose che ci spacciano gli editori

Per un approfondimento sul mercato editoriale italiano (situazione fotografata un po’ di tempo fa) si veda: Serena Fusco: GLI ORIZZONTIDELL’EDITORIA ONLINE: Analisi delle opportunità e delle minaccedella nuova editoria in rete attraverso l’esperienzadegli editori che hanno accolto la sfida dell’ebook. Scaricabile gratuitamente in CC qui

Se non avete tempo di leggere tutto il discorso di Noa Carpignano una corsista di ebooklearn ha fatto una sintesi migliore della nostra sul suo blog e la trovate qui (Grazie Serena Turri!)

Infine: un editore da tenere d’occhio oltre a BBN? Sicuramente Garamond!

Adesso vedo di inviare il mio CV a Noa che casomai cambio vita :-P


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