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Edinburgh, il futuro è lontano dal Murrayfield?

Creato il 11 aprile 2014 da Soloteo1980 @soloteo1980

meggetlandEdimburgo – Lo avevamo già scritto qualche tempo fa (ecco il link) subito dopo il match vittorioso contro gli Ospreys. Edinburgh si è “innamorato” dell’atmosfera di Meggetland e giocatori e staff vorrebbero, nel prossimo futuro, che la squadra avesse ancora più occasioni di giocare in uno stadio più piccolo, dove i tifosi possano essere davvero il sedicesimo uomo in campo.

Alan Solomons, che aveva già espresso la sua opinione in proposito, è tornato oggi sull’argomento: “I giocatori hanno apprezzato l’atmosfera vissuta a Meggetland contro gli Ospreys; lo stadio è piccolo e i tifosi sono addosso al campo, facendo sentire il calore e il sostegno ai ragazzi. Lo spirito di squadra sta crescendo, il gruppo è compatto e questo tipo di partite e di sensazioni positive aiutano tutto l’ambiente, che ha dimostrato ulteriori segnali andando a vincere una partita dura in condizioni climatiche difficili a Newport”.

All’head coach sudafricano si accoda David Denton, auspicando per Edinburgh un futuro in uno stadio più ‘dimensionato’.

“E’ entusiasmante per noi scendere in campo in uno stadio più ‘compatto’ del Murrayfield – che ha però facilities difficilmente rimpiazzabili – perché ci fa sentire i tifosi davvero vicini, il loro tifo ci spinge in campo e crea l’atmosfera giusta che ti aspetti da un incontro casalingo, con un impatto anche sugli avversari”. Denton ha vissuto il match da spettatore, perché impegnato con la Scozia nel 6 Nations e lasciato a riposo nel match vinto contro gli Ospreys.

“Il Murrayfield è uno stadio meraviglioso e il prossimo anno, con il nuovo terreno, sarà ancora più bello giocarci. Tuttavia, dobbiamo renderci conto che, prima o poi, dovremo spostarci in uno stadio più piccolo, perché purtroppo non abbiamo abbastanza tifosi per riempire le tribune della Highland Cathedral”.

Quando David Davies è stato presentato come general director dei Gunners, fin dalla prima conferenza stampa gli era stato chiesto se c’era la possibilità che Edinburgh trovasse una ‘casa’ più dimensionata alla sua realtà. Sembra che siamo davvero arrivati ad un punto di svolta.


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