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F1 | La F1 ai tempi della crisi

Da Tony77g @antoniogranato

Pietro SacconeF1Sport.it

12 novembre 2014 – Crisi F1, tra minacce di addio e finanze in crisi il futuro di alcuni team rimane incerto. La proposta di Ecclestone di mettere in corsa le super GP2, vetture di GP2 potenziate come team clienti, allarma le piccole scuderie.

bgp05Bernie Ecclestone ha pensato di inserire in griglia cinque scuderie ‘super GP2‘, delle vetture di GP2 potenziate, come accade in Moto Gp con i team cliente, che hanno parametri diversi ed agevolazioni economiche. Le macchine sarebbero veri team clienti, l’idea di Ecclestone è di avere 5 team  principali  e 5 clienti. La cosa preoccupa molto proprio i piccoli team, soprattutto Sauber, Force India e Lotus.

Nelle settimane scorse proprio Force India, Lotus e Sauber, hanno minacciato di boicottare gli ultimi GP, salvo poi fare marcia indietro per l’ammissione di colpa di Bernie Ecclestone che ha dichiarato come la divisione degli introiti favorisca solo i top team. Non dovrebbero esserci problemi per il prossimo GP ma i discorsi si infiammeranno nella pausa invernale.

Lo sport della F1 è in una crisi profonda, economica e di idee. Le squadre meno ricche vorrebbero una ripartizione più equa dei fondi e più potere decisionale, indicando come a comandare siano attualmente i team importanti, Mercedes, Red Bull, Ferrari e Williams. Ecclestone ha sì ammesso che il sistema è sbagliato, ma ha dei contratti firmati e si ritrova con le mani legate, a meno che le grandi non gli vadano incontro: ipotesi difficile da immaginare.

Già persa la Marussia, fallita di recente dopo aver provato in ogni modi a rimanere nel circus, ci sono altri team in crisi.
La Caterham sta provando a rendere possibile la sua partecipazione al GP finale ad Abu Dhabi. Il team, nelle mani degli amministratori, ha aperto un’asta online per raccogliere fondi.

Chi sta economicamente meglio tra i piccoli è la Force India. La scuderia di Vijay Mallya non naviga certo nell’oro, ma ha meno problemi delle ”colleghe”. Arrabbiata per il poco peso politico, la scuderia indiana non dovrebbe avere grossi problemi a proseguire la sua attività in F1 nel 2015. Dopo una stagione comunque più che sufficiente, il team proseguirà con Hulkenberg e Perez. Riguardo un futuro più lontano, la scuderia è molto preoccupata, soprattutto dalla proposta di Ecclestone:

C’è un’alternativa, che è quella delle ‘Super GP2’”, spiega Fernley, team principal Force India. Sarebbero delle macchine simili a quelle da GP2, ma con un motore potenziato. La chiara direzione in cui si sta andando è che c’è un desiderio di avere cinque team costruttori e cinque team clienti. Per chi possiede lo sport sarebbe la via migliore”. Ovviamente ciò a discapito dei team politicamente meno importanti.

La Lotus ha problemi grossi, con debiti per quasi 100 milioni. Il team inglese rimarrà in F1 nel 2015, cambiando fornitore della power unit da Renault a Mercedes e proprio oggi ha confermato Grosjean al fianco di Maldonado, pilota ‘con portafoglio’ che contribuisce al budget del team. Il  proprietario del team di Enstone, Gerard Lopez è infuriato con Ecclestone dopo la bizzarra dichiarazione del manager che ha suggerito ai team in crisi di spendere meno.

lopez_sponsor_lotus_2013Noi non controlliamo i costi base, al massimo possiamo decidere di apportare meno aggiornamenti aerodinamici, che è poi quello che facciamo, ma di certo non scegliamo il prezzo del motore, che tra l’altro è passato da 8 milioni di euro a 40. Per quanto mi riguarda a suo tempo mi ero opposto all’introduzione della power unit, quindi non è colpa mia se siamo in questa situazione. Il dito andrebbe puntato contro chi non vuole cambiare sistema. Nessuno ne parla. Nessuno dice che non abbiamo mai chiesto più soldi ma solo meno costi, un budget cap. E’ comunque assurdo che ci siano 900 milioni di dollari disponibili e si lascino andare via dei team. Beh, accreditateci una somma ragionevole di denaro per essere qui. Stiamo promuovendo persone che stanno guadagnando più soldi, promuovendo i motori. È ridicolo che stiamo ancora avendo queste discussioni”. Sul tema del costo delle power unit e del possibile ritorno ai V8 si era espresso favorevolemte anche Chris Horner, team principal Red Bull. Contraria invece la Mercedes.

Paradossale la situazione in casa Sauber. Dopo un 2012 con tre podi ed un 2013 più che dignitoso, la scuderia di Monisha Kaltenborn in questa stagione non ha ancora raccolto un punto. Il team principal sospetta che i grandi team vogliano eliminare i piccoli. La Sauber ha ammesso di essere molto preoccupata per  un futuro con ‘team clienti’ e che ai top team interessi solo la propria situazione.

840474-2012-f1-sauber-kaltenborn“Guardando alle proposte che sono state fatte, c’è da credere che ci sia una precisa agenda dietro tutto quello che sta succedendo. L’agenda sembra essere quella per cui si sta cercando di far rimanere in Formula 1 quattro o cinque nomi. Quando ci vengono fatto proposte come quella di un telaio vecchio di un anno o di motori di un tipo diverso o cose di questo tipo, o persino modalità di competizione differente, deve per forza esserci un piano dietro. E dato che nessuno fa niente di fronte a tutto questo, non sappiamo di chi sia questo piano”. La Kaltenborn prosegue: ” Poi bisogna considerare che ogni giorno cambiano le carte in tavola. Il fatto è che non si può andare avanti così, non è il modo in cui vogliamo e possiamo lavorare. Più idee vengono fuori, più noi tre (considerando anche Force India e Lotus) abbiamo la sensazione che qualcuno ci voglia far fuori e che ci sia l’idea di cambiare radicalmente la natura dello sport”.

Parole dure che confermano i sospetti della responsabile della scuderia che ha lanciato Kimi Raikkonen. Il team elvetico nel prossimo campionato avrà due piloti ‘con portafoglio’, in quanto sia Ericsson che Nasr pagheranno un contributo al club per correre. Peraltro la scuderia, non avendo raccolto punti, non parteciperebbe a parte della ripartizione degli utili ed è dietro in classifica alla Marussia (già sparita!!) che ha in classifica i 2 punti raccolti dal povero Jules Bianchi a Montecarlo.

Alcuni team hanno paventato l’ipotesi di schierare 3 vetture nel prossimo campionato per sopperire alla mancanza di vetture in griglia. Per contratto, alcuni team potrebbero farlo. L’idea di una F1 con alcuni team a schierare 3 o 4 macchine corrisponde con quella di Flavio Briatore, mentore di Alonso in F1.

O si opta per una F1 con tre o quattro vetture per team o si cambia totalmente il mondo delle corse. Se guardiamo al pubblico ed a ciò che sta accadendo alle scuderie, non è un buon momento. Il sistema economico si è rotto”.

EcclestoneI team ‘autorizzati’ da Ecclestone si dividono. Ferrari e Red Bull sembrerebbero pronte alla terza macchina, mentre McLaren e Mercedes non vedono di buon occhio questa possibilità. Eric Boullier, team principal McLaren, ha dichiarato:

“Non credo sarà possibile. L’anno venturo, con nove squadre si potrebbe fare un buon campionato. Nel 2016 avremo l’ingresso del team Haas. Penso che abbiamo molte cose a cui pensare per risolvere il problema prima di fare un cambiamento radicale come l’introduzione della terza auto”.

Il vecchio Bernie, per mitigare il clima e tranquillizzare i ‘piccoli’ team, ha escluso la ‘novità terza auto’ specificando che alcuni team faticano a mantenerne due.

Insomma, lo scontro è vivo. Il magico e favoloso mondo della F1 è ferito e barcolla: la crisi è pesante e molti protagonisti sono in difficoltà. Il calendario mira più ai dollari che alla tradizione (abbiamo perso, negli ultimi anni, tante piste storiche e tradizionali), la gente si è allontanata, lo spettacolo è calato. Dopo l’atto finale di Abu Dhabi serve un tavolo dove i team si riuniscano, mettendo da parte gli interessi egoistici, per discutere il rilancio di questo fantastico sport; forse, serve un deciso passo indietro da parte dei vertici su alcuni dei cambiamenti importanti che sono arrivati in questo campionato e che hanno diminuito spettacolo e competizione.

 

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