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Gennaio nel Paesaggio rurale del Salento leccese

Da Antoniobruno5
Gennaio nel Paesaggio rurale del Salento lecceseGennaio nel Paesaggio rurale del Salento leccese
di Antonio Bruno*
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“[…] il piccolo seme contiene tutto in se stesso. Alimenta dentro di se il dinamismo interno che
produrrà l’ottimo raccolto d’avena, il campo d’orzo, la spiga ricolma di grano.“ da “L’eremita”
di David Torkington. Ogni parte di Paesaggio rurale ha delle sue caratteristiche, certamente il Salento leccese si distingue dagli altri territori. Cosimo De Giorgi ha stilato un bellissimo Calendario del floricoltore di terra d’Otranto da cui è possibile ottenere utili indicazioni per i lavori della terra.
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Il freddo di Gennaio
Oggi scriverò del mese di gennaio che rappresenta il periodo più freddo per il Paesaggio rurale del Salento leccese. In particolare le temperature scendono ancora di più dal 15 al 25 gennaio.
Ma a gennaio c’è la neve nel Salento leccese? Non sempre, infatti un recente studio di Giuseppe De Vitis ha registrato la diminuzione dell’accumulo proprio nei mesi classicamente più freddi, cioè in Gennaio e Febbraio.
Per quanto riguarda i venti in questo mese si registrano il Maestrale e il greco levante che possono diventare fortissimi anche di notte. E’ consigliabile assicurare gli arbusti teneri a pali tutori perché i venti freddi rendono le piante quasi vitree e tendono a spezzarsi per l’urto dei venti forti.
Lavorazioni del terreno
Se la stagione come quest’anno è temperata, dopo le piogge si può fare una sarchiatura alla terra, si possono estirpare le erbe spontanee ed è consigliabile spostare nei vasi le piante che potrebbero essere colpite dal freddo se lasciate nel terreno, oppure possiamo ricoprirle con stuoie o paglia. Se invece non piove il terreno sarà secco e chiuso dal gelo in questo caso si lascia a riposo nell’attesa che la temperatura divenga più mite.
Proprio ieri c’è stata una intensa pioggia e Leonardo Marcuccio mi ha detto che ha provveduto a fare una lavorazione del terreno e che la stessa era ben riuscita.
Trapianti e traslochi degli alberi e arbusti
Gennaio è il mese adatto ai trapianti e al trasloco degli alberi e degli arbusti. Tale periodo è da intendersi adatto sia nei due mesi precedenti ovvero Novembre e Dicembre che nei due successivi ovvero Febbraio e Marzo.
Consigli per l’impianto degli alberi e degli arbusti
E’ opportuno che gli alberi da trapiantare abbiano due o tre anni. Una volta che gli alberi o gli arbusti siano arrivati nella campagna è bene che stazionino li per 5 – 8 giorni stesi per terra in un luogo all’ombra e coperti di terra umida lasciando fuori soltanto le cime.
Bisogna aspettare una giornata tiepida e umida per trapiantarli nel terreno.
Ruolo delle gemme nel trapianto
Il trapianto va accelerato o ritardato in funzione dello stato delle gemme. Nel Salento leccese la schiusura delle gemme è precoce ed è per questo motivo che consiglio di acquistare gli alberi alla fine del successivo mese di febbraio quando il pericolo delle gelate è scongiurato.
I Vivai di Rosa Gallica
A gennaio si devono fare i vivai di Rose del Bengala nome dato alla Rosa Gallica al fine di ottenere dei buoni soggetti d’innesto per le varietà scelte. Tutte le rose galliche discendono dalla specie botanica Rosa gallica, piccolo arbusto rustico e vigoroso, poco spinoso, dal fiore semplice rosa chiaro. La Rosa gallica era già conosciuta in Europa all'epoca dei Romani ed è possibile che siano stati essi a diffonderne la coltivazione.
Una di queste rose, la Rosa gallica officinalis, fu coltivata nei giardini dei primi monasteri per la produzione di acqua di rose, di conserva di rose e per usi medicinali. Tra gli ibridi di questa specie si trovano alcune bellissime varietà dalle magnifiche sfumature di colori come il carminio, il porpora, il malva. I fiori possono essere da semplici a stradoppi. Formano bassi cespugli ed emanano ricche fragranze.
Con queste rose è possibile costituire delle siepi vive intorno alle aiuole più grandi attraverso la moltiplicazione per talea perché attecchiscono facilmente.
Moltiplicazione per talea
Già gli antichi conoscevano questo sistema di propagazione delle piante, inizialmente per divisione delle ceppaie, successivamente con porzioni di rami e radici. Già Plinio il Vecchio aveva osservato che le rose propagate con porzioni di rami andavano in fioritura prima di quelle seminate e anche così facendo si potevano moltiplicare quelle con fiori più interessanti.
Bibliografia
Cosimo De Giorgi, Calendario del floricoltore di Terra d’Otranto
Giuseppe De Vitis, Elenco nevicate nel Salento dal 1929 ad oggi. http://www.supermeteo.com/nevesalento.php
Angelo Frascarelli, Nell’aridocoltura sono ammesse solo due lavorazioni del terreno. Terra e Vita n. 28 del 2010
Suzanne Verrier, Rosa gallica
Plinio il vecchio, Naturalis historia

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