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Hotel Disperazione

Da Nubifragi82 @nubifragi

Hotel Disperazione

La si potrebbe intitolare “cartolina da Napoli”, ma sarebbe riduttivo. Si rischierebbe, anzi, che la benpensante faciloneria di cui siamo oramai assuefatti ci spinga a classificare la foto alle categorie “Disagio sud” o “Questione meridionale”. In pratica, se abiti al nord la cosa non ti riguarda, se abiti al sud, sbuffi e dici “e che ci vuoi fare? Si sa, qui è così.”

No, questa foto non rappresenta Napoli, rappresenta l’Italia intera. Una terrazza panoramica in zona Posillipo, un belvedere dal quale chissà quanti di noi hanno ammirato il golfo di Napoli. Un punto di osservazione che poggia sulla miseria e la disperazione. La povertà sembra mostrare vergogna, ma anche pudore, non chiede atto di denuncia, preferisce negarsi all’occhio del turista. Non è sua intenzione rovinare le meritate vacanza del piano superiore.

E’ un’immagine che si presta a diverse letture. Essa infatti può rappresentare il passato, la miopia di un paese che non si accorse di quanto e come il mondo stesse cambiando, di come l’orticello fosse sempre più stretto e meno produttivo. Rappresenta anche il presente, un paese che dalla miopia è passato alla cecità e vorrebbe cancellare i propri errori, perché non ha il coraggio di affrontarli.

Oppure, potrebbe rappresentare il futuro, una società gerarchica dove la classe media è distrutta da un neoliberismo che non funziona, anzi, funziona per pochi con il beneplacito di molti e le persone si dividono tra chi sta sopra e non vede e chi sta sotto e non è visto.

Ed infine si può leggere questa cartolina per quello che è veramente: un aborto di hotel, uno dei tanti abusi edilizi sulle nostre coste, fermato dalla magistratura quando, purtroppo, il cemento aveva già fatto presa su un’amministrazione sorniona. Ciò che rimase fu una struttura alveolare, con le stanze già delimitate ma private di un muro perimetrale. Così i turisti si dovettero accontentare di ammirare il golfo da un tetto, invece che dalla finestra di una stanza d’albergo. Chi invece sembrò apprezzare lo scempio edilizio furono i poveracci: tutto sommato quei loculi fornivano una copertura ben migliore che un ponte.

A quanto pare è molto difficile trovare una stanza all’Hotel Disperazione. La povertà non conosce recessione.



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