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Il baco da seta di Robert Galbraith, alias J. K. Rowling

Creato il 14 gennaio 2015 da Annare

il baco da setaRobert Galbraith è lo pseudonimo usato dalla scrittrice J. K. Rowling, l’amato Harry Potter, per firmare la serie dedicata all’investigatore Cormoran Strike, Il baco da seta è il secondo volume della serie, e, nonostante oggi tutti siano a conoscenza del giochino sono io – non sono io, la Rowling ritorna in libreria sotto le spoglie di Galbraith, che tutti sanno non esistere, e tutti sanno essere lei. Insomma tanto rumore per nulla, in sintesi la signora Potter sa scrivere anche gialli, e, sebbene Il richiamo del cuculo mi avesse lasciata un po’ perplessa, devo ammettere che questo secondo Il baco da seta è un bel libro. 

Colpito e affondato.

Non fraintendete, la signora Rowling ha già ampiamente dimostrato di saper scrivere molto bene,  inventarsi tutto il mondo di Harry Potter non è certo cosa da tutti, soprattutto considerando i tanti libri dedicati, la complessità della trama e il successo, meritato. I tentativi gialleschi rischiavano di deludere, perché nulla hanno a che fare con i bambini ne tanto meno con il fantasy. Invece, Il baco da seta riesce a unire senza sbavature la sua bravura ad una trama complessa, l’autrice fa risaltare ogni singolo personaggio, sottolineando pregi, difetti e stranezze, portando il lettore all’ovvia conclusione senza mai stancare o annoiare.

Owen Quine è scomparso, ma lo scrittore eccentrico e dimenticato dalla critica ama scomparire per far parlare di sé, tanto che nessuno ci fa caso. La moglie però, dopo una decina di giorni, decide che questa volta il tempo della sparizione è eccessiva, per questo motivo, con un misto di apprensione che tende a diventare noia, la donna si rivolge al famoso investigatore Strike. Il fine è ritrovare lo scrittore, che, a quanto pare, si è nascosto meglio del solito.

Strike viene così catapultato nel mondo perverso dell’editoria, dove tutti odiano tutti, i manoscritti spariscono mentre affiorano manie e episodi del passato ancora non dimenticati. Il morto c’è, ovvio, così come un numero sorprendente di candidati assassini tutti con un motivo valido per uccidere.

Un romanzo davvero ben costruito, dal ritmo veloce, capace di far intuire al lettore chi potrebbe essere l’assassino senza mai fornire una conferma fino all’atto finale. Al contrario de Il richiamo del cuculo dove modelle bellissime e personaggi marginali non convincevano, Il baco da seta appare realistico e presenta il protagonista Strike sotto una veste più sincera, inizio ad amare questo omone dal capello scompigliato e zoppo.

Da leggere, aspettando il nuovo capitolo di Harry Potter (io continuo a sperarci).

Se pensavano di procurargli dei fastidi, si sbagliavano. Non aveva altro da fare e gli avevano persino offerto un pasto decente. Se solo gli avessero consentito di fumare, si sarebbe sentito a suo agio. La donna che lo interrogava gli aveva detto che se voleva farsi una sigaretta poteva uscire, accompagnato, sotto la pioggia, ma un po’ per inerzia e un po’ per curiosità, Strike non si era mosso dalla sedia. Aveva accanto la sua bottiglia di whisky nel sacchetto di plastica e pensò che, se lo avessero fatto aspettare ancora a lungo, l’avrebbe aperta. Gli avevano portato un bicchiere di plastica con dell’acqua.

Titolo: Il baco da seta

Autore : Robert Galbraith/J. K. Rowling

Traduttore: Andrea Carlo Cappi

Editore: Salani

Anno: 2014


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