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Il caso dei libri scomparsi

Da Aquilanonvedente

IlcasodeilibriscomparsiNell’attesa di questo ennesimo ferragosto padano che ci porta scompensi climatici nefasti per le mie delicate vie respiratorie, ho pensato di leggere qualcosa di leggero leggero, ripescando questo libro acquistato qualche mese fa.

Israel Armstrong, bibliotecario laureato londinese alquanto imbranato, riceve un incarico presso il paese nord irlandese di Tundrun. Ma arrivato sul posto, scopre che la biblioteca è chiusa, che gli affidano un vecchio bibliobus scassato e che i quindicimila volumi della biblioteca sono… scomparsi. Legato al contratto che ha firmato, Israel non può rifiutare l’incarico e deve scoprire dove sono andati a finire tutti i libri, prima di potere tornarsene a Londra.

Inizia così una commedia degli equivoci e una serie di disavventure del protagonista che, però, non riesce a decollare e a fare non dico ridere, ma almeno sorridere.

Alla fine Israel opterà per rimanere nel paesino nord irlandese, tra tutte quelle stravaganti persone che, malgrado tutto e a modo loro, si sono affezionate a lui.

Certo, il passaggio da Charlotte Bronte a questo Ian Sansom forse è stato troppo brusco, ma comunque il libro si è guadagnato un posto tutto suo… in cantina!

Musica!



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