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Il Vuoto e le Forme 2012

Creato il 06 marzo 2012 da Roberto Milani
Torna a Chiavenna, l'annuale appuntamento con "Il vuoto e le forme". Evento internazionale di scultura, installazioni e dipinti, creato dalla infaticabile Anna Caterina Bellati, giunto alla terza edizione. Quest'anno intitolato al "Cantico della Natura" e dedicato a San Luigi Guanella.Fra gli invitati, mi piace sottolineare la presenza di molti amici e fra questi l'impareggiabile Domenico di Genni
Il Vuoto e le Forme 2012 Il Vuoto e le Forme 2012
Il Vuoto e le Forme 2012
CANTICO
dedicata a San Luigi Guanella
gli artisti
MAURO BENATTI
ROLF BIENENTREU
JEAN-Noël BRAZIER
GIANLUCA CAPOZZI
DOMENICO DI GENNI
DONATO FRISIA JR
TRENTO LONGARETTI
MONICA MARIONI
MARIO PASCHETTA
UGO RIVA
ALESSANDRO SPADARI
BARBARA TOFFANO
ROMANO TROJANI
La 3. Edizione de IL VUOTO E LE FORME si intitola Cantico perché in filigrana rilegge Il Cantico delle Creature di Francesco d’Assisi. In questa laude di estrema semplicità e rara bellezza la preghiera indirizzata al Creatore riguarda tutto ciò che esiste riconoscendo a ogni componente del nostro mondo la medesima importanza e uguale dignità. Il centro del canto di ringraziamento è l’uomo, visto tuttavia non come essere superiore, più dotato, più forte o più scaltro, ma come creatura fra le altre creature, senza distinzione tra Sole, Stelle, Animali o, appunto, esseri umani. Una tale leggerezza non appartiene più alla nostra esperienza da lungo tempo. Non solo distruttori del pianeta ma violenti oltre ogni misura nei confronti di tutto quel che ci circonda, da secoli abbiamo scelto l’avere rinunciando allo spirito. Questo ci ha fatto perdere la dignità di creature. La realtà di cui Francesco parla non prevede l’esistenza del male. Ne consegue che il mondo sembra essere un luogo di pace e calma assolute, ma la pienezza di questa magia è del tutto scomparsa dal nostro quotidiano. La mostra, dedicata a San Luigi Guanella, uomo di grande tempra morale e di solida saggezza pratica, vuole testimoniare attraverso il raffinato lavoro di tredici artisti che la grazia e la purezza della natura possono ancora commuoverci. Abitatori del terzo millennio, abbiamo da lungo scoperto di non essere al centro dell’universo, da secoli sappiamo che il nostro sistema solare è solo uno fra le miriadi di congegni celesti che popolano lo spazio. Tuttavia abbiamo ancora occhi per guardare e cuore per assorbire l’armonia. L’esposizione mira a questa banale equazione, le emozioni sopravvivono là dove la natura resiste agli attacchi della razza umana.
Così il Coro di personaggi in rete metallica bruciata opera dello scultore Mauro Benatti o il suo Cristo di profilo dicono il nostro bisogno di consonanza con la perfezione del Creato, mentre le tavole specchianti color gesso del performer tedesco Rolf Bienentreu catturano e rimandano la luce pura che attraversa le finestre coagulando lampi di colore-calore sulla loro superficie. Chi passa davanti a questi lavori vi lascia una fuggevole traccia inconsapevole. Le figure del parigino Jean-Noël Brazier propongono invece un’indagine sugli esseri umani nella loro multiforme composizione di razze, colori, fisionomie, un panorama variegato delle culture contemporanee. Il controcanto ai lavori del francese è rappresentato dalla ricerca di Gianluca Capozzi che propone nelle sue composizioni astratte una caleidoscopica indagine sull’animo umano. Le macchie sovrapposte di questo giovane pittore sembrano ricostituire la sostanza dei sogni, paradisi terrestri perduti si aprono allo sguardo dello spettatore. Ci sono poi i paesaggi immaginifici di Domenico Di Genni. Grande viaggiatore, l’artista abruzzese racconta luoghi e persone con passione e intensità. Per Cantico ha realizzato dei lavori che dicono la speranza di un mondo aperto alla diversità. Donato Frisia jr non è insensibile all’aspra meraviglia della montagna. I suoi Montespluga e le visioni di Stuetta sono di un tale lindore da far annusare l’aria frizzante delle cime solo con l’artificio del colore. Al maestro Trento Longaretti, ospite eccezionale dell’evento,  spetta il compito di raccontare la necessità, tutta umana, di una terra dove vivere e crescere i propri figli. I suoi magnifici Vaganti incarnano la storia infinita di genti cacciate dalla terra natale che raccolte le proprie cose partono alla ricerca di un luogo dove trovare rifugio. Anche la ricerca di Monica Marioni si muove intorno all’essere umano, alle sue paure e fragilità. In questa mostra la giovane pittrice presenta alcune Ninfe che incarnano i quattro elementi primigeni, l’aria, l’acqua, la terra, il fuoco. A dire la sostanza dell’universo. L’idea di un luogo dal quale ripartire sostiene invece i lavori candidi di Mario Paschetta che ridisegna i profili delle cime di questa vallata declinati nel colore virginale della neve. Un cartone bianco sul quale è scritta la nostra storia. Singolare è anche la sua Crocifissione che rinuncia alla figura del Cristo per ammantarsi di un paesaggio in rilievo fatto di stracci incrostati nella materia. A Ugo Riva spetta il difficile compito di sperimentare nel bronzo il tema dell’oltre. Quel che accada tra l’infinita felicità del Paradiso Terrestre e l’assoluta disperazione del peccato è uno degli argomenti che ha sollecitato tutte le filosofie del mondo Occidentale. Lo scultore bergamasco affronta la questione con la consueta maestria indicando le possibili/impossibili vie d’uscita. Alessandro Spadari parla della volta celeste. E lo fa corteggiando le stelle o la neve e ancora i tramonti che spalma sulla tela in pennellate larghe scivolanti verso la base del quadro. Così riassume la magia del tempo e dello spazio. A Barbara Toffano, delicata performer e fotografa, ho voluto affidare il tema del vento. Le sue immagini evanescenti che testimoniano installazioni create nella laguna di Venezia portano fra le nostre montagne il tema dell’effimero e del volatile relativi alla nostra esistenza. Infine a Romano Trojani, importante pittore lombardo, ho chiesto di parlare dell’acqua che scorre. Ed ecco le Adda furibonde degli anni Cinquanta e Sessanta in cui la natura esplode nel suo estremo splendore.
Venezia, marzo 2012
Anna Caterina Bellati
BELLATI EDITORE di Anna Caterina Bellati
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