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Knockout: la nuova moda proveniente dagli Stati Uniti, picchiare all’improvviso i passanti con calci e pugni

Creato il 01 aprile 2014 da Giornalesiracusa

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Una nuova moda proveniente dall’America si sta pericolosamente diffondendo tra i ragazzi italiani. Si tratta di un gioco violento, diffuso tra i giovanissimi di età compresa tra i 15 e 18 anni, che consiste nel colpire con pugni, al fine di stenderli, i mal capitati passanti. I ragazzi stabiliscono un luogo di ritrovo e lì, dopo essersi ubriacati, si divertono a colpire i passanti. Tale gioco è stato ribattezzato il gioco del “knockout”.

La moda americana ha preso larghissimo piede in Italia, scatenando episodi di estrema violenza, come quello verificatosi qualche giorno fa, di sera, nel quartiere romano di Trastevere. Non si tratta di un episodio isolato. Il “gioco” del knockout è praticato frequentemente da giovani che si riuniscono a Trastevere.

A spiegarne le modalità e lo svolgimento è il gestore dell’osteria “ Il Vicolo”. I giovani si riuniscono in un vicolo adiacente al locale, il “Vicolo del Cinque”. Qui bevono, si ubriacano, si stordiscono a dovere e sbucando all’improvviso dalla stradina, si catapultano sui passanti colpendoli con un pugno.

Qualche sera fa a farne le spese è stato un cameriere del locale “ Da Checco”, Emilio Di Salvo. Il malcapitato è stato colpito, all’uscita dal locale in cui lavorava verso  mezzanotte. L’uomo ha perso subito i sensi e, solo al risveglio, si è reso conto che  non si

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trattava di una rapina, dato che aveva ancora con se sia il portafogli che il cellulare. Una telecamera della zona ha ripreso l’accaduto.

Gli abitanti del rione Trastevere denunciano i numerosi episodi di violenza che stanno diventando sempre più frequenti. Un gioco questo, oltre che terribilmente stupido, anche molto violento e pericoloso. Un gioco che si basa sul becero piacere di “mandare al tappeto” i poveri passanti ignari di ciò che li attende.

La nostra è sicuramente una società facile all’emulazione e a farne le spese sono soprattutto i ragazzi. Quello che c’è da chiedersi è come mai si emuli proprio un gioco simile e mai qualcosa di interessante e costruttivo?

Perché riunirsi per prendere a pugni la gente e non semplicemente per fare un po’ di baccano, magari con una chitarra in mano?

Evidentemente il sano divertimento non è più di moda. Forse ai ragazzi di oggi questo non basta? Forse non li diverte quanto dar sfogo ai loro più bassi impulsi. Di alternative ce ne sono parecchie e prendere a pugni la gente non è quella che dovrebbe venir in mente per prima.

Quello che più spaventa è l’incapacità di alcuni giovani di oggi di ragionare autonomamente.  “ Se lo fanno tutti lo faccio anche io” è  l’imperativo categorico di questi ragazzi che, evidentemente, non hanno nulla di più costruttivo a cui dedicarsi. Il gioco del knockout è l’estremo simbolo dell’impoverimento culturale del nostro paese, della vuotezza imperante.

Uno dei tanti video su Youtube delle violenze notturne romane:


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