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L’Età dei Miracoli: la Stagione dei Cambiamenti Apocalittici

Creato il 18 ottobre 2012 da Dietrolequinte @DlqMagazine
L’Età dei Miracoli: la Stagione dei Cambiamenti Apocalittici

Parlare di un esordio letterario non è mai cosa semplice. Lasciarsi trasportare dall’iniziale entusiasmo per una scrittura brillante e una narrazione che funziona, può per certi versi risultare controproducente, e a volte – leggendo i lavori successivi – anche un po’ deludente. Neppure con Karen Thompson Walker farò dunque eccezioni, anche se di certo bisogna dare atto a questa giovane editor di San Diego, che il suo “L’età dei miracoli” (Mondadori, 2012, traduzione di Silvia Stramenga) è davvero un interessante biglietto da visita e una buona speranza per il futuro. Il romanzo, che negli Stati Uniti è diventato un caso editoriale prima ancora di uscire in libreria, in Italia è trionfalmente approdato il 28 agosto di una calda estate ormai finita. L’idea della scrittrice è molto lineare: raccontare un evento straordinario con gli occhi semplici e puri di una ragazzina dalla vita decisamente ordinaria. La protagonista del romanzo è Julia, un’adolescente californiana, figlia unica, con una madre iperprotettiva e un padre dalla doppia vita. I giorni, i pensieri e i piccoli drammi interiori di una bambina che sta per diventare grande vengono snocciolati pagina dopo pagina in modo graduale, lento e senza particolari picchi d’intensità, nonostante in realtà, il mondo circostante stia cambiando in fretta a causa di un improvviso rallentamento di rotazione dell’asse terrestre che pian piano modifica le abitudini degli uomini, alterandone il loro ritmo biologico. Così si inizierà a non distinguere più il giorno dalla notte e ci si ritroverà di fronte balene spiaggiate, uccelli che muoiono, “sindromi da stress da rallentamento”, alberi che non danno più frutto e la gravità che comincia a mancare. In un pianeta che cambia inesorabile e in modo irreversibile, dove i rapporti umani sono il più delle volte fragili e crudeli, l’unico punto di riferimento e di conforto per Julia appare il legame che la unisce al suo coetaneo Seth Moreno, con il quale condivide la curiosità di capire il mondo, senza subire passivamente l’imprevedibilità degli eventi.

una immagine di Karen Thompson Walker 620x533 su L’Età dei Miracoli: la Stagione dei Cambiamenti Apocalittici

“L’età dei miracoli” rientra perfettamente nel sottogenere della fantascienza apocalittica, ma è soprattutto un romanzo di formazione, in cui si racconta, come se ci trovassimo dinanzi al diario di un’adolescente, l’evolversi di un personaggio che attraverso il pretesto della catastrofe imminente, ci descrive giorno dopo giorno i mutamenti del suo mondo interiore nonostante intorno ci sia solo il frastuono. Mentre là fuori tutti stanno col naso all’insù aspettando la fine, Julia, rendendosi protagonista e testimone di un’epoca destinata a concludersi definitivamente, cerca comunque di guardare avanti ed esserci, anche se «il passato è lungo e il futuro è breve». Un grande plauso alla Walker dunque, che con uno stile asciutto e abbastanza sobrio, ha saputo mettere in piedi una storia che si riesce a leggere dall’inizio alla fine, senza mai stancare. Probabilmente ci si aspettava il classico colpo di scena da un romanzo distopico come questo, ma forse sta proprio in questa voluta mancanza la forza del libro: riuscire a rendere interessante una storia che cerca di raccontare la quotidianità di una ragazzina, anche se è solo il frutto di una fervida immaginazione.

una immagine di Copertina de Letà dei miracoli Mondadori 2012 620x927 su L’Età dei Miracoli: la Stagione dei Cambiamenti Apocalittici


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