Magazine Diario personale

La città dei pazzi

Da Giovanna @giovanna_rai
Un sondaggio di cui non potevamo fare a meno, ha appurato che nella mia città c'è un altissimo numero di pazzi.
MA VA è l'eloquente risposta che il mio cervello ha partorito dopo la lettura di questo geniale articolo.
Poco dopo ho avuto la conferma che il giornalista non mentiva.
Ma andiamo con ordine.
C'era una volta un tizio che voleva fare l'imprenditore.
Ma ELLO era l'opposto di Mida, trasformava in procedura fallimentare tutto quello che toccava.
Nella mia città, che soprannomineremo affettuosamente "valle di lacrime" ci ha provato due volte, con due attività diverse, ma potenzialmente stupende e redditizie.
Ma non ce l'ha fatta.
E non perchè l'attività fosse sbagliata, fosse caro, fosse in culonia, fossenonsoche, solo per un motivo:
era, come dicono a Oxford, un cacacazzi.
Tale uomo come seconda attività aprì una caffetteria letteraria.
Non m'è parso vero. La cultura approdava nella mia città, la stessa che ha condannato a morte il congiuntivo, la stessa che organizza serate con gente che balla sotto il tuo ombrellone.
Sono per cui diventata sua assidua cliente/onnipresente/avevo le stesse presenze delle piastrelle del bagno, portavo un libro e bevevo il the.
Era un periodo tristO, di disoccupazione e di forzata residenza qui.
Praticamente quel bar era la mia vita sociale.
L'unico problema fondamentale era che non si capiva quando apriva nè quando chiudeva, non si capivano i prezzi, non si capiva, riassumendo, una ceppa.
A Capodanno volevamo brindare da lui, ma era CHIUSO.
A valle di lacrime nessun locale rimane chiuso a Capodanno, nemmeno se il gestore è tipo MORTO.
E' come il palio di Siena dove il cavallo può vincere anche da solo, qui i locali aprono anche senza proprietari.
Quando ha aperto, sono passata a salutare e mi ha risposto aciTo che la gente forse non aveva capito che era un locale e che non si passava a salutare e basta, si consumava.
"Ammazzati" è stata una delle prime parole del 2012.
Intrepida ho continuato a frequentare il locale, perchè sono tossicomane e ho bisogno di libri.
Per quanto mi riguardava poteva gestirlo Peppa Pig, la cosa non mi tangeva.
In ogni locale dell'universo in cui io abbia ordinato un the, portano i biscottini, che siano anche 3 e del discount, ma li portano.
E li aveva sempre portati anche lui.
Fino a quando decise che era il caso di farli pagare.
Di far pagare UN EURO a MACINA.
"Ammazzati" è stata una costante del 2012.
Ho smesso di andare al locale, far pagare a una cliente, e una è da intendere non come articolo indeterminativo ma come numerale, una macina è vergognoso, tanto vergognoso che non è nemmeno venuto alla cassa quando ho pagato.
Poi niente, pensavo fosse morto, finchè un giorno, dopo un anno, mi arriva un mess su fb, messaggio che fb posiziona in "altri", solo perchè non è ancora stata crata la categoria "minchioni":

  • Lui: Toc! Toc...


  • Io: ciao dimmi tutto


  • Solo un saluto. Per farmi dire tutto da te! -_o


  • ehm... tutto cosa?


  • Naturalmente, per amicizia, notizie in genere. Ma poiché ho terminato un mio romanzo - questa mattina sono alla stesura definitiva del IV capitolo e un gruppo di amici sta leggendolo parallelamente alla Curcio - mi chiedevo se nelle tue amicizie, nei tuoi viaggi, hai fatto conoscenza di agenti letterari, uffici stampa, editor... -_o Inoltre, com stai?
    Inoltre ammazzati.
    Affogandoti con una macina.

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