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La missione dell’On. Matteo Salvini in Russia

Creato il 23 ottobre 2014 da Geopoliticarivista @GeopoliticaR
La missione dell’On. Matteo Salvini in Russia

Una delegazione italiana, capeggiata dall’Onorevole Matteo Salvini, si è recata dal 10 al 15 ottobre in Russia, prima in Crimea e poi a Mosca. Oltre all’On. Salvini, alla “missione russa” hanno preso parte anche l’Onorevole Claudio D’Amico, l’Onorevole Paolo Grimoldi, il capogruppo della Lega Nord a Milano Alessandro Morelli, il presidente dell’Associazione Lombardia-Russia e portavoce della delegazione Gianluca Savoini, il vice-presidente dell’Associazione Lombardia-Russia Gianmatteo Ferrari, il portavoce dell’Associazione Lombardia-Russia Max Ferrari, il fotografo del “Corriere della Sera” Stefano Cavicchi. Ha seguito il viaggio della delegazione italiana anche il nostro inviato Eliseo Bertolasi [nella foto].

Obiettivo della missione: allacciare tutta un serie di relazioni finalizzate a ridimensionare le ripercussioni della risposta russa alle sanzioni approvate dall’Italia nei confronti di Mosca. Sanzioni che iniziano a mostrare un doloroso effetto boomerang sull’economia italiana. A Mosca la delegazione è stata ricevuta con esultanza e approvazione dal presidente della Duma Sergey Naryshkin e da tutta l’assemblea in corso. Data la risonanza avuta da tale missione in Russia, pubblichiamo di seguito la trascrizione della conferenza stampa dell’On. Matteo Salvini nelle sale dell’Itar-Tass di Mosca, 15 ottobre 2014, a cura di Eliseo Bertolasi.

 
Matteo Salvini: Un viaggio molto importante: torniamo in Italia soddisfatti. Abbiamo incontrato le massime autorità sia in Russia sia in Crimea e speriamo di aver contribuito a preparare l’inizio del dialogo, già da domani, per la visita del presidente Putin a Milano. Noi abbiamo testimoniato che sia in Italia sia in Europa tantissimi cittadini non vogliono né capiscono le sanzioni contro la Russia. Ci siamo accordati per collaborare con Russia Unita sia in Consiglio d’Europa sia nell’OSCE. Sosterremo in ogni sede le richieste della Russia d’avere una collaborazione privilegiata con l’Europa, perché uno spazio comune che comprenda l’Unione Europea con la Russia sarebbe uno spazio di libertà, di pace e primo al mondo per ricchezza e Prodotto Interno Lordo. Quindi, come Lega, non solo chiediamo con forza l’interruzione delle sanzioni, e lo chiederemo anche oggi al presidente del Consiglio italiano Renzi; ma, anzi, rilanciamo per far si che Bruxelles riprenda da subito il dialogo con la Russia, che per quanto mi riguarda potrebbe a pieno titolo entrare a far parte dell’Unione Europea o collaborare con essa, per farla diventare uno spazio di libertà e di pace dall’Atlantico al Pacifico. Abbiamo concordato che il problema numero uno al mondo è il terrorismo internazionale ed è interesse sia italiano sia russo combatterlo in ogni maniera. In ultimo, ma non ultimo, l’interesse economico di migliaia d’imprese italiane. L’Italia per colpa delle sanzioni decise altrove rischia di perdere cinque miliardi di euro in esportazioni nei confronti della Russia. Ho incontrato tanti imprenditori che incominciano oggi il Salone del mobile a Mosca. Solo nel settore del mobile e del design l’Italia esporta in Russia più di un miliardo di euro di prodotti. Sono tutti preoccupati perché le sanzioni stanno bloccando le banche russe, quindi significa che stiamo perdendo migliaia di possibilità e di posti di lavoro in Italia: non ce lo possiamo permettere.
Una missione, questa, improntata al dialogo e al riconoscimento della Repubblica di Crimea. L’Unione Europea ha riconosciuto il Kosovo, che è stato figlio di un’operazione militare e delle bombe, non si capisce perché non debba riconoscere la Crimea che è figlia di un libero referendum dei suoi cittadini. Spero che, tornando a Milano, tra domani e venerdì i capi di Stato europei usino il buon senso e vadano a sedersi al tavolo con Putin per ricominciare a lavorare e a commerciare con la Russia, cosa che, spero, possa essere realtà fin da domani.

Il federalismo è uno dei vostri obiettivi?

Noi ci chiamiamo Lega Nord. Per l’indipendenza della Padania, da vent’anni lavoriamo per una repubblica federale, perché l’Italia sia un federazione di regioni come la Russia. Per vent’anni l’Italia non ha voluto accettare questa proposta, quindi noi sosterremo ogni pacifica e democratica richiesta di referendum come nel caso della regione Veneto che l’ha già approvata in consiglio regionale.
Detto questom entro la fine di questo mese la Lega presenterà un movimento politico che sarà presente in tutto il Centro e Sud Italia, perché, sia per il Nord sia per il Sud il nemico pubblico numero uno, in questo momento, è l’Unione Europea che non risponde alle esigenze dei cittadini europei.

Siete euroscettici?

Io preferisco che ci chiamino, più che euroscettici, gli unici europeisti presenti a Bruxelles, perché gli euroscettici e gli euro-dementi sono tutti gli altri, quelli che vogliono l’Europa delle banche, e sono la stragrande maggioranza. Probabilmente l’80% del parlamento europeo, dei popolari e dei socialisti è per l’Europa delle banche, delle multinazionali e delle immigrazioni incontrollate. Quelli sono i veri euroscettici. Noi, europeisti, siamo invece alleati di Marine Le Pen, degli austriaci, dei fiamminghi, di tutti quelli che vogliono un’Europa fondata sull’agricoltura, sul commercio, sull’identità e sulle culture locali.

Riguardo alla sospensione del referendum in Catalogna?

Nell’immediato si creerà qualche problema, ma siccome noi crediamo che i popoli debbano scegliere liberamente – in Scozia, in Crimea, in Catalogna, in Bretagna, nel Kurdistan… ovunque – penso che sia solo rimandata di qualche mese un scelta che, in Catalogna, sarebbe assolutamente maggioritaria per i “sì”; e penso che poi toccherà al Veneto. Quindi penso che i “no” di Madrid e di Roma rinviino solo di qualche mese una soluzione naturale se né la Spagna né l’Italia vorranno diventare seriamente delle federazioni.

L’immigrazione illegale, che impatto sta avendo sulla società italiana da un punto di vista economico e culturale?

Tra tre giorni puntiamo a organizzare a Milano la più grande manifestazione degli ultimi anni. L’obiettivo è di portare in piazza 100.000 persone, non solo leghisti, anche italiani e immigrati regolari, che sono i benvenuti, per protestare contro “Mare Nostrum”, che ha portato in Italia oltre 350.000 immigrati senza alcun tipo di documento. I costi sono economici visto che è un’operazione che costerà più di un miliardo di euro, senza contare il rischio sociale e sanitario che un’invasione di questo genere comporta. Senza entrare nel tema ebola, malattie come la tubercolosi e la scabbia sono tornate abbondantemente, stando alle percentuali, nei nostri ospedali.

Quale sarà l’effetto della manifestazione?

Che ci darà la forza da lunedì di andare a Roma e a Bruxelles per pretendere la sospensione immediata di questa invasione e la difesa dei confini italiani e europei. Sarà una manifestazione di massa ordinata e pacifica, però non so quante altre manifestazioni pacifiche saremo in grado di garantire se non cambierà nulla.

I media internazionali continuano a parlare delle tensioni che l’immigrazione illegale sta creando sulla società italiana. Dal suo punto di vista, è veritiero il modo in cui questo viene ritratto?

Secondo me ne parlano anche troppo poco perché soprattutto nelle periferie delle grandi città ci sono tensioni sociali che non c’erano mai state negli ultimi anni: penso a Roma, a Milano, a Torino… Quindi, come non mi sento euroscettico, men che meno mi sento razzista; anzi gli anti-razzisti siamo noi, perché siamo per un immigrazione controllata e qualificata.

Cosa potrebbero fare i politici, concretamente, per risolvere questo problema?

Visto che in Italia molti politici studiano poco, almeno copiassero dalla Svizzera, dall’Australia, dalla Francia, da tutti gli Stati che l’immigrazione la controllano e la selezionano nell’interesse sia dei residenti sia degli immigrati. Che i politici italiani andassero a farsi quindici giorni di stage a Melbourne piuttosto che a Lugano, e poi penso che saprebbero cosa fare.

Quale potrebbe essere l’interesse della Crimea per gli imprenditori italiani?

Un interesse reciproco sia per la Crimea sia per gli imprenditori italiani. Abbiamo incontrato il presidente della Repubblica, il presidente del consiglio di Stato, diversi ministri. C’è spazio per intervenire nel campo dell’agricoltura, del turismo, delle infrastrutture, dell’edilizia, dei macchinari per l’industria.. Occorrono certezze. Gli imprenditori hanno bisogno del riconoscimento della Crimea come repubblica e penso che non aspetterebbero altre che investire in Crimea. Se non lo fanno fare a noi lo faranno i cinesi.

Qual è il livello dell’informazione in Italia riguardo alla Russia?

Purtroppo quasi tutti i media, le televisioni, le radio e i giornali italiani non fanno buona informazione sulla Russia. Dico “quasi tutti” per escludere i presenti. Penso che la posizione da parte dei cittadini sia esattamente l’opposta e che la stima l’interesse e la curiosità nei confronti di Putin e della Russia sia in assoluto aumento. Faccio solo un piccolissimo esempio: nella mia pagina facebook ho pubblicato questa settimana un post dalla Piazza Rossa mettendo le mie impressioni su Mosca e sulla Russia. Si è aperto un dibattito che non si era mai aperto in tutti gli anni in cui sono su facebook e che ha coinvolto tre milioni di persone. Penso che più se ne parli, più se ne conosca, ed è l’obiettivo della nostra missione: la gente avrà un giudizio obiettivo sulla Russia, che ha i suoi problemi ma non è così brutta e cattiva come la descrivono.

Collaborate con Giulietto Chiesa?

Giulietto Chiesa è stato intervistato ieri da “Radio Padania” che è la radio della Lega. Qua non c’è un problema di destra o di sinistra, ma c’è il problema di mantenere la pace. Certo!, poi sarà giusto mettere i puntini sulle “i” e fare chiarezza. Ad esempio ci hanno raccontato per mesi che l’aereo della Malaysia Airlines è stato abbattuto dai filorussi. Se e quando, e ne siamo convinti, emergerà il contrario, ci sarà tanta gente che dovrà chiedere scusa.
Io penso che quello che è successo in Ucraina non sia interesse nemmeno dei cittadini ucraini. L’Ucraina ha un debito con l’estero di quasi 50 miliardi di dollari che sicuramente verrà aggravato dalla situazione presente. Questo per aiutare gli interessi di qualcuno che non sta né in Ucraina né in Russia né in Europa. Quindi conto che tra domani e venerdì s’incontrino Putin e Poroshenko, perché e nell’interesse di tutti che riprendano il dialogo.

È possibile che la Lega Nord apra una discussione nell’Unione Europea sull’infrazione dei diritti umani nel Donbass?

Lo faremo, se avremo tutti i documenti che stiamo aspettando, già la settimana prossima a Strasburgo in occasione della sessione del parlamento.

Cosa ne pensa delle dichiarazione di Biden secondo la quale gli Usa hanno imposto le sanzioni (contro la Russia) all’Unione Europea?

Che se l’affermazione è corretta, e non ne dubito, l’Unione Europea farebbe veramente una figura pazzesca, perché gli Stati Uniti sono bravi a difendere i loro interessi. Vorrebbe dire che a Bruxelles ci sono degli “zerbini” e non degli uomini.

Per ciò che riguarda le sanzioni Lei vorrebbe annullarle solo per il Veneto e la Lombardia? E come sarebbe possibile?

No! Io vorrei fossero tolte a tutta l’Italia e a tutta l’Europa. Abbiamo parlato di Lombardia e Veneto perché sono le uniche due regioni italiane che hanno approvato dei documenti ufficiali che chiedono il ritiro delle sanzioni. Se lo facessero anche tutte le altre regioni d’Italia penso che il governo Renzi sarebbe costretto a prenderne atto. Anzi faccio un invito a tutti i governatori di tutte le regioni italiane ad approvare gli stessi documenti che hanno approvato Lombardia e Veneto.

Non è critica la maniera in cui viene posta l’informazione in Europa riguardo al Donbass?

Purtroppo non è critica: non c’è! Penso che questo si ripercuota negativamente sui cittadini che non ne sanno nulla. Sono sicuro che se voi veniste martedì a Strasburgo e parlaste con cento eurodeputati a caso chiedendo dov’è la Crimea e cos’è successo in Crimea, penso non avreste tante risposte.

Sappiamo che nel Donbass ci sono dei volontari italiani a sostenere la causa dei separati russi, forse anche a combattere. Sa qualcosa di attivisti della Lega che vi sono andati? Appoggerebbe una partecipazione dei membri del vostro partito?

No, non mi risulta e non lo auspico. Io sono per il diritto all’autodeterminazione pacifica dei popoli. In Ucraina, purtroppo, c’è in corso una guerra civile alimentata da qualcuno. Spero finisca il più presto possibile con meno morti possibile. I militanti della Lega sono già abbastanza impegnati a combattere pacificamente nelle periferie di Torino, di Milano, di Brescia, per arrivare nel Donbass.


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