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La Tombola Napoletana, la smorfia e i sogni. Ma qual è la sua storia?

Creato il 17 dicembre 2014 da Vesuviolive

tombola

Mancano pochi giorni al Natale e alle sue celebrazioni tradizionali, che a Napoli, più che in qualsiasi altro posto sembrano per fortuna non svanire. Una di queste è la tombolata tra amici e parenti nelle giornate di festa, ma soprattutto dopo la cena delle due Vigilie di Natale e Capodanno, in attesa della mezzanotte, tra qualche pugno di frutta secca e dolcetti sparsi, qua e là, tra le cartelle.

In ogni casa partenopea che si rispetti non manca la tombola e la sua relativa smorfia, però forse pochi conoscono le sue origini antiche. Nonostante il lotto non sia nato a Napoli (infatti nasce a Genova verso il 1539 mentre a Napoli compare ufficialmente 150 anni dopo) è in questa città, passionale e folkloristica, che viene integrato nella cultura popolare a tal punto che ancor oggi molti cittadini partenopei si affidano alla “smorfia napoletana” per estrarre numeri per tentare la buona sorte.

La tombola napoletana nacque nel 1734 per una battaglia sociale sorta tra il re Carlo III di Borbone, deciso ad ufficializzare il gioco del lotto nel Regno, perché così avrebbe incrementato le casse dello Stato, ed il frate domenicano Gregorio Maria Rocco, che lo riteneva uno svago amorale ed ingannevole per i suoi fedeli. Ed indovinate un po’ chi ebbe la meglio? Beh, il re ovviamente, ma a patto che nella settimana di Natale il gioco venisse sospeso per consentire al popolo di non distrarsi dalle preghiere. Le persone, tuttavia, non volendo rinunciare al gioco si organizzarono in un modo più familiare: i novanta numeri del lotto furono racchiusi in unpanariello” di vimini e furono disegnati i numeri su delle cartelle, trasformando un gioco pubblico in uno a carattere più intimo e popolare. Il termine “tombola” deriva dalla forma cilindrica del pezzo di legno dove è impresso il numero e dal suo rumore quando dal panariello cade sul tavolo.

Ai novanta numeri del gioco furono assegnati significati diversi, che cambiano nelle varie regioni d’Italia, ma quelli della tombola napoletana sono quasi tutti allusivi e talvolta scurrili. Molto famose a Napoli sono le tombolate dei “femminielli“, di cui già abbiamo parlato in un precedente articolo, dei vicoli dei quartieri popolari della città.

La Smorfia, chiamata anche Cabala, è un libro, utilizzato per trarre dai sogni i numeri corrispondenti da giocare al lotto. Secondo la tradizione cabalistica ebraica, la Qabbalah (Cabala in ebraico), nella Bibbia ogni parola, lettera o segno ha un significato misterioso, per questo i cabalisti crearono una sorta di dottrina interpretativa per rivelare i significati nascosti dietro alla realtà apparente.

L’origine del termine “smorfia”, invece è più  incerta, ma la spiegazione più accreditata è che sia legata al nome di Morfeo, il dio dei sogni dell’antica Grecia. La smorfia è diffusa anche in altre città ma è a Napoli che ha avuto un maggiore successo, dovuto anche alla radicata tradizione del gioco del lotto. Nella smorfia napoletana ogni numero corrisponde ad un evento, una persona, un oggetto ed in origine veniva tramandata oralmente, ma in seguito venne trascritta su carta, con figure illustrate rivolte soprattutto agli analfabeti, non rari in quell’epoca.

smorfia

Un esempio di smorfia napoletana illustrata

Qui riportiamo l’elenco dei novanta numeri con il significato corrispondente, per chi volesse esercitarsi, dato che manca ancora qualche giorno al Natale.

1 L’Italia2 ‘ A criatura (il bimbo)3 ‘A jatta (il gatto)4 ‘O puorco (il maiale)5 ‘A mano (la mano)6 Chella che guarda ‘nterra (organo sessuale femminile)7 ‘A scuppetta (il fucile)8 ‘A maronna (la madonna)9 ‘A figliata (la prole)10 ‘E fasule (i fagioli)11 ‘E surice ( i topi)12 ‘E surdate ( i soldati)13 Sant’ Antonio14 ‘O mbriaco (l’ubriaco)15 ‘ O guaglione (il ragazzo)16 ‘O culo (il deretano)17 ‘A disgrazia (la disgrazia)18 ‘O sanghe ( il sangue)19 ‘ A resata (la risata)20 ‘A festa (la festa)21 ‘A femmena annura (la donna nuda)22 ‘O pazzo (il pazzo)23 ‘O scemo (lo scemo)24 ‘E gguardie (le guardie)25 Natale26 Nanninella (diminuitivo del nome Anna)27 ‘ O cantero (il vaso da notte)28 ‘E zzizze (il seno)29 ‘O pate d”e criature (organo sessuale maschile)30 ‘E palle d”o tenente ( le palle del tenente- riferito all’organo sessuale maschile)31 ‘O padrone ‘ e casa (il proprietario di casa)32 ‘O capitone (il capitone)33 Ll’anne ‘ e Cristo (gli anni di Cristo)34 ‘A capa (la testa)35 L’aucielluzzo (l’uccellino)36 ‘ E castagnelle ( sorta di petardi )37 ‘O monaco (il frate)38 ‘E mmazzate (le botte)39 ‘A funa ‘nganna (la corda la collo)40 ‘A paposcia (ernia inguinale)41 ‘O curtiello (il coltello)42 ‘O ccafè (il caffè)43 ‘A femmena ‘ncopp” o balcone (la donna al balcone)44 ‘E ccancelle (il carcere)45 ‘O vino (il vino)46 ‘E denare (i denari)47 ‘O muorto (il morto)48 ‘O muorto che parla (il morto che parla)49 ‘O piezzo ‘ e carne (il pezzo di carne)50 ‘O ppane (il pane)51 ‘O ciardino (il giardino)52 ‘A mamma (la mamma)53 ‘O viecchio (il vecchio)54 ‘O cappiello (il cappello)55 ‘A museca (la musica)56 ‘A caruta (la caduta)57 ‘O scartellato (il gobbo)58 ‘O paccotto (liimbroglio)59 ‘E pile (i peli)60 Se lamenta (si lamenta)61 ‘O cacciatore (il cacciatore)62 ‘O muorto acciso (il morto ammazzato)63 ‘A sposa (la sposa)64 ‘A sciammeria (la marsina)65 ‘O chianto (il pianto)66 ‘E ddoie zetelle (le due zitelle)67 ‘O totano int”a chitarra (il totano nella chitarra)68 ‘A zuppa cotta (la zuppa cotta)69 Sott’e’ncoppo (sottosopra)70 ‘O palazzo (il palazzo)71 L’ommo ‘e merda (l’uomo senza princìpi)72 ‘A meraviglia (la meraviglia)73 ‘O spitale (l’ospedale)74 ‘A rotta (la grotta)75 Pullecenella (Pulcinella)76 ‘A funtana (la fontana)77 ‘E diavule (i diavoli)78 ‘A bella figliola (la bella ragazza)79 ‘O mariuolo (il ladro)80 ‘A vocca (la bocca)81 ‘E sciure (i fiori)82 ‘A tavula ‘mbandita (la tavola imbandita)83 ‘O maletiempo (il maltempo)84 ‘A cchiesa ( la chiesa)85 Ll’aneme ‘o priatorio (le anime del purgatorio)86 ‘A puteca (il negozio)87 ‘E perucchie (i pidocchi)88 ‘E casecavalle (i caciocavalli)89 ‘A vecchia (la vecchia)90 ‘A paura (la paura)

Buona tombolata a tutti!


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