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Le elezioni del 2014 in Indonesia

Creato il 31 marzo 2014 da Geopoliticarivista @GeopoliticaR
Le elezioni del 2014 in Indonesia

Una delle economie in più rapida crescita (oltre il 6%) e potenza prossima a fare il suo ingresso nel gruppo dei dieci Paesi più grandi al mondo, nonché la nazione musulmana più popolosa (sebbene laica, repubblicana e non araba), si sta ora avvicinando alle proprie elezioni presidenziali. A risultare decisivi, questa volta, saranno lo stato d’animo, la saggezza e la passione della classe media indonesiana, in forte ascesa. Oppure, per dirla con le parole di un mio distinto collega, il professor Anis Bajrektarevic: «La classe media è come una tecnologia dalla doppia faccia, può essere impiegata in modo pacifico, ma potrebbe anche essere usata quale arma distruttiva, tanto in patria quanto all’estero».

 
Dal mese di novembre 2013 a gennaio 2014, la Facoltà di Scienze Sociali e Politiche University Jayabaya(UJ) ha periodicamente condotto delle indagini sull’eleggibilità dei candidati alla presidenza e alla vicepresidenza per le elezioni del 2014. I risultati mostrano che l’eleggibilità del Partito Democratico (Partai Demokrat) e del Partito della Prosperità e della Giustizia ( Partai Keadilan Sejahtera – PKS) si è ridotta a seguito di alcuni casi di corruzione. L’indagine è stata realizzata in 33 province, utilizzando un campione di 1.225 persone aventi diritto di voto (maggiori di 17 anni, oppure che non hanno ancora compiuto 17 anni ma che sono già sposate). Il margine di errore è considerato essere del +/- 2,8% e l’intervallo di confidenza del 95%. I dati sulla popolazione sono stati raccolti attraverso interviste, alle quali era necessario rispondere utilizzando dei questionari.

Quando agli intervistati è stato chiesto se considerassero ancora il PKS come un partito pulito, libero dalla corruzione, circa il 66% ha risposto “non sono sicuro”. Solo il 17,5% degli intervistati ritiene che il PKS sia ancora un partito onesto, mentre il restante 18,3% dichiara di non conoscere la risposta. Quando è stato chiesto di indicare il partito i cui dirigenti sono maggiormente coinvolti in casi di corruzione, ben il 67,3% degli intervistati ha citato il PD. Segue, a grande distanza, il PKS con il 5,8%, che prende così il posto del Golkar Party, indicato ora come terzo partito (5,2%). Quando ho chiesto agli intervistati quale partito sceglierebbero se le elezioni si svolgessero oggi, solo il 6,9% ha dichiarato che voterebbe per il PD. E solo il 2,6% voterebbe, invece, per il PKS: un numero di molto inferiore rispetto al risultato ottenuto nel 2009, che era dell’8%.

In termini di eleggibilità, il Golkar Party resta in prima posizione con il 18,9% delle preferenze. Anche facendo riferimento ai risultati delle inchieste promosse da vari altri istituti di ricerca, la possibilità per il Golkar di vincere le elezioni del 2014 sembra essere piuttosto aperta. Il Golkar Party è sempre seguito dal Partai Demokrasi Indonesia – Perjuangan (PDI-P), con un tasso di eleggibilità pari al 16,8%. Il partito Gerindra, che ha concluso le elezioni del 2009 all’ottavo posto, stando al mio sondaggio avrebbe ora raggiunto il 10,3%, diventando così il terzo partito.

L’alta eleggibilità accordata al Golkar Party, sarebbe in apparenza inversamente proporzionale a quella del suo Presidente Aurizal Bakrie (ARB), considerato essere in quinta posizione tra i candidati presidenziali, con l’8,7% delle preferenze. Molto al di sotto, dunque, rispetto a Joko Widodo (Jokowi), che viene indicato dall’opinione pubblica come la prima preferenza tra i potenziali candidati (15,1%).

Jokowi è un simbolo di ritrovata speranza per la gente. È semplice, onesto e populista. Jokowi sta mostrando affiatamento tra i dirigenti e le persone, che lo considerano “uno di loro”. Jokowi è riuscito a presentarsi al pubblico con un certo successo, grazie soprattutto ad una politica che lo ha portato a visitare spesso gli slums di Jakarta. Se negli Stati Uniti le persone hanno eletto Barack Obama perché scontente della guerra al terrorismo condotta dal Presidente Bush, è possibile che se Jokowi emergerà come uno dei candidati presidenziali per il 2014, gli Indonesiani lo sceglieranno a causa della loro delusione circa la guerra alla corruzione condotta dal Presidente Susilo Bambang Yudhoyono, durante il suo secondo mandato, dal 2009 ad oggi.

In media, gli intervistati hanno dichiarato che sarebbero favorevoli ad una candidatura di Jokowi alle presidenziali, non interessandosi al fatto che così facendo non porterebbe a termine il suo lavoro in qualità di Governatore di Jakarta, il cui mandato durerebbe fino al 2017. Solo il 26% degli intervistati non sarebbe d’accordo. Jokowi, che è un dirigente del PDI-P, ha inoltre ricevuto il supporto dagli elettori di altri partiti. Ad esempio, il 26% degli elettori del Golkar sceglierebbero Jokowi, così come il 33,5% degli elettori del PD, il 13,8% di Gerindra, il 35,1% di Hanura, il 26,7% di PAN (Partai Amanat Nasional) e il 59,5% degli elettori del PKS. La scomparsa del Presidente dell’Assemblea Consultiva Popolare Indonesiana (Majelis Permusyawaratan Rakyat – MPR) Taufik Kiemas, del PDI-P, dovrebbe servire ad aprire alla possibilità di una dirigenza più giovane, come quella rappresentata da Jokowi, in modo da massimizzare il risultato elettorale, piuttosto che proporre come candidata la più anziana Presidente Megawati Soekarnoputri.

Prabowo Subianto VS Jokowi

Il livello di eleggibilità di Jokowi supera quello dei suoi avversari. L’unico ad avvicinarsi è Prabowo Subianto (13,9%). Se le elezioni presidenziali si svolgessero in due turni, allora Jokowi sarebbe testa a testa con Prabowo. Ma a Prabowo Subianto e al Gerindra Party sono necessari sforzi maggiori per ricevere il supporto degli altri partiti, in modo da riuscire a formare una coalizione. È per questo che Prabowo ha continuato la sua battaglia, in modo da ottenere supporto. Tra quanti ha incontrato ci sono Hatta Rajasa, Presidente del PAN, e Susilo Bambang Yudhoyono, presidente del PD. Inoltre, è stato bravo nel dialogare con numerosi leader di altri partiti, compreso il PDI-P.

In qualità di candidato presidenziale, Prabowo sarebbe perfetto sotto numerosi punti di vista. Affiancava Megawati, quale candidato alla vicepresidenza, durante la sua campagna, senza successo, del 2009, e sicuramente avrà imparato molto da questa esperienza. La sua reputazione, inoltre, alimenta il credo che l’Indonesia debba tornare ad avere una leadership assertiva, mentre la sua associazione con la precedente famiglia regnante stimola in modo trasversale gli Indonesiani che si sentono delusi dalla democrazia, e che nutrono una certa nostalgia genuina per l’era Suharto.

Sarebbe molto interessante se i due personaggi pubblici favoriti non ottenessero un posto nella competizione; altre figure apparirebbero. Emergerebbero i nomi di quanti sono ora sotto di loro e, tra questi, Megawati, Bakrie, Hatta Rajasa, Dahlan Iskan, Mahfud MD, Jusuf Kalla, e altri. In questo caso sarebbe un altro candidato ad essere scelto. I sostenitori di Jokowi e Prabowo Subianto resterebbero delusi; alcuni sopravviverebbero per seguire il nuovo corso del partito, mentre altri si muoverebbero seguendo una propria logica. Avranno delle opportunità quanti seguiranno la convention del PD. Collegati a questa assemblea si possono trovare il Ministro per le Imprese Statali, Dahlan Iskhan, che ancora la presiede, seguito da Pramono Edhi Wibowo, Gita Wirjawan, Anis Baswedan e Dino Patti Djalal. È molto probabile che il PD smetterà di essere in carica a seguito delle elezioni generali del 2014. Se riuscisse a rimanere tra i primi tre partiti, avrà ancora la possibilità di nominare quale candidato presidenziale il vincitore della propria convention, anche se la formazione di una coalizione con altri partiti diventerebbe necessaria. In caso contrario, chiunque venga scelto come proprio candidato potrà solamente essere considerato quale potenziale concorrente alla vicepresidenza.

Attualmente, i candidati non devono avere a che fare con alcun Presidente in carica o con un aspirante supportato apertamente dal partito di governo. Gli stessi due nomi principali, Jokowi e Prabowo, provengono dai partiti all’opposizione. C’è una certa eccitazione nel voler correggere le politiche pubbliche e nel cercare di proporre un’atmosfera differente rispetto a quella dell’attuale Presidente. Queste due figure rappresentano l’antitesi di Susilo Bambang Yudhoyono. Jokowi è un personaggio rude, una persona comune, non di bell’aspetto, semplice, informale, e via dicendo. Questo contrasta decisamente con Susilo Bambang Yudhoyono: bello, elegante, affascinante e formale. Prabowo, invece, rappresenta il pensiero nazionalista, assertivo e dalla parte delle persone, se non altro nei suoi interventi. Ciò si contrappone, a sua volta, con l’immagine di Susilo Bambang Yudhoyono, che considera eccessivamente gli interessi mondiali e degli investitori stranieri, è vicino alle élite, ed è troppo cauto nel prendere decisioni.

In modo indiretto, tutto ciò risponde alle due domande poste all’inizio. Le elezioni presidenziali del 2014 non sono semplici come qualcuno potrebbe immaginare, specialmente a causa dell’ampia distribuzione dell’eleggibilità su vari candidati. I numeri non sono completamente favorevoli a Jokowi. Resta sempre la possibilità di trovarsi di fronte ad alcune sorprese. Per prima cosa se la Corte annullasse il requisito del 20% necessario a candidarsi, portandolo al 3%. In secondo luogo, se Jokowi, in qualità di Governatore, o qualcuno dei suoi sostenitori commettesse degli errori. L’attitudine fanatica mostrata dai suoi sostenitori nel mondo dei social media, così come la nascita di movimenti pro-Jokowi, rappresenta un punto debole in sé. In terzo luogo, se emergesse una figura capace di far convergere su di sé tutte le aspettative degli elettori. Prabowo Subianto, ostacolato nel passato, è stato accettato proprio perché porta questo messaggio. La stessa aspettativa trova riscontro nella popolarità di Dahlan Iskan e Jusuf Kalla. Inoltre, l’importanza di una figura come il Presidente dell’Indonesia mostra anche che l’opinione pubblica richiede armonia, ordine e decoro. Dall’altro lato però, la sfera pubblica è anche facilmente condizionata dalla pubblicità e dalla fedeltà di tipo tradizionale. Il pragmatismo resta una realtà, che permane all’interno di qualunque società.

Programma di partito

Stando ai risultati dell’inchiesta, le persone desiderano ardentemente vedere emergere quale leader una figura alternativa. Al popolo piacciono i leader che mostrano amore per l’integrità, e che sono onesti, incensurati, populisti; che si impegnano a fondo per seguire l’agenda delle riforme, quali l’eliminazione della corruzione, e che presentano una comprovata esperienza. Le persone sarebbero orientate a considerare un candidato che ha la capacità di risolvere i problemi nazionali e in modo particolare quelli di natura economica.

Da quanto emerge dai vari sondaggi, Prabowo Subianto, dal punto di vista dell’eleggibilità, è di gran lunga il più forte concorrente per Jokowi. Stando al monitoraggio condotto da chi scrive, nei media e nei social media, è evidente che Prabowo, così come Jokowi, siano i leader dei quali si parla maggiormente. La popolarità di Prabowo è capace di controbilanciare quella di Jokowi.

L’opinione pubblica percepisce Prabowo come una figura solida e audace. Ma non solo: è anche considerato capace di risolvere i problemi cronici dell’Indonesia, che sono la corruzione, la povertà e la sicurezza. Prabowo è considerato, rispetto agli altri, come il candidato che presenta una visione e una missione più chiare e definite, in particolare per le politiche collegate al suo programma “Ekonomi Kerakyatan”, come quella in cui propone, nel caso venga eletto come prossimo Presidente, di finanziare con un miliardo lo sviluppo dei villaggi indonesiani. Prabowo è chiaramente supportato dal Gerindra Party quale candidato alle elezioni presidenziali, mentre Jokowi, che pure a livello di eleggibilità supera altri candidati, al momento sta ancora aspettando la conferma della nomina quale candidato presidenziale del suo partito, o quantomeno aspetta ancora la decisione finale e ufficiale del Presidente del PDI-P, Megawati Soekarnoputri. Per Prabowo, invece, il problema principale riguarda se il Gerindra sarà in grado o meno di superare la soglia di sbarramento del 20%, in modo da evitare l’obbligo di formare una coalizione con altri partiti, potendo così nominare in autonomia il proprio candidato o candidati. Infatti, nominare Prabowo Subianto sarebbe per il partito imprescindibile.

Se Gerindra fosse in grado di ottenere il 20% delle preferenze, la strategia successiva per Prabowo, che risulterebbe cruciale, sarà focalizzata sulla sua capacità di scegliere il compagno perfetto per la posizione di vicepresidente, che dovrà essere in grado di ampliare il supporto del pubblico.
In generale, i risultati della consultazione mostrano differenti tendenze:

  • Primo, esiste la possibilità concreta che il PD sia rimpiazzato dal Golkar o dal PDI-P quale principale partito politico. I conflitti interni, apparentemente senza fine, sul presunto coinvolgimento di alcuni leader di partito in numerosi casi di corruzione, stanno danneggiando il PD e questo potrebbe durare per tutto il prossimo anno. Per non parlare poi della questione delle politiche dinastiche, per le quali il Presidente Susilo Bambang Yudhoyono è stato spesso criticato. Pertanto, il fatto che il Presidente Susilo Bambang Yudhoyono desideri che la convention del PD sia posticipata tra luglio e agosto 2014, potrebbe essere interpretato come un tentativo di aumentare la popolarità e l’eleggibilità del partito.
  • Secondo, la mappa politica all’interno della Camera dei Rappresentanti diventerà probabilmente molto più semplificata, a causa del numero decrescente di partiti politici che saranno in grado di ottenere dei seggi nel Parlamento nazionale, dal momento che la soglia di sbarramento è stata alzata dal 2,5 al 3,5%.
  • Terzo, è possibile che il più grande partito politico non ottenga più del 30% dei voti, così che i seggi saranno distribuiti in modo uniforme tra tutti i partiti che hanno partecipato alle elezioni. Gli elettori indonesiani compiranno la propria scelta basandosi principalmente sull’emozione. Per ogni partito che presenta una buona immagine, o che è capace di migliorarla, ci saranno numerose opportunità derivanti dagli elettori indecisi. I partiti la cui immagine sarà in qualche modo danneggiata, invece, perderanno probabilmente i propri voti in modo sproporzionato. Il PDI-P e il Golkar Party tendono ad avere una base elettorale stabile.
  • Quarto, esiste la possibilità che i partiti politici islamici, o che si rifanno all’Islam (Partai Amanat Nasional – PAN, Partai Kebangkitan Bangsa – PKB, PKS, Partai Bulan Bintang – PBB, Partai Persatuan Pembangunan – PPP), siano eliminati dalla competizione elettorale. Le cause vanno ricercate nelle politiche pubbliche errate promosse da questi partiti e dall’assenza di un candidato presidenziale o di un leader di alto profilo. Il declino dell’eleggibilità dei partiti islamici potrebbe condurre alla creazione di un “poros tengah” (asse centrale), un discorso focalizzato sulla creazione di una coalizione tra i partiti islamici, dal momento che esiste un potenziale bacino elettorale visto che la popolazione indonesiana è composta per la maggior parte da musulmani.
  • Quinto, le elezioni del 2014 si svolgono in un momento di transizione generazionale. Al momento, solo il PDI-P e il PD offrono un ampio spazio dal quale potranno emergere dei giovani leader nel corso dell’anno. Circa il 40-70% dei gruppi in età produttiva (18-40 anni), diventati potenziali elettori, vogliono un cambiamento durante il 2014, e questo si riflette nelle tendenze e nelle preferenze di quanti apprezzano i nuovi leader. La convention per i candidati democratici del novembre 2013 – marzo 2014 ha la possibilità di porre fine alla gerontocrazia (il potere mantenuto in maggioranza da persone anziane) in Indonesia. Nelle elezioni generali del 2014, grande peso avranno i nuovi elettori, circa il 40% del totale dei votanti, e molti di loro sono giovani che usano Internet in modo abituale. Pertanto, una campagna basata sull’uso di cyber warriors e dei social media potrebbe rivelarsi il modo più efficace per accaparrarsi i loro voti.
  • Sesto, bisogna valutare la tendenza di quanti non faranno uso del proprio diritto di voto alle imminenti elezioni (astensionisti) e del numero notevole di elettori che non matureranno o non hanno ancora maturato una scelta politica (indecisi). La stessa tendenza è inoltre visibile in una massa oscillante composta da quanti sono delusi dagli attuali partiti di governo e dalla loro visione politica di natura commerciale (vedi i voti di scambio). Le persone giovani sono invece percepite come capaci e integre, e i candidati contano più dei partiti politici.
  • Settimo, la politica è sempre interessata ai calcoli sulle probabilità. Pertanto le manovre, le strategie e le scelte delle élite dei vari partiti politici resteranno cruciali in queste elezioni del 2014, andando oltre ai limiti dei programmi, alle questioni politiche e alle tribune che caratterizzano ognuno dei partiti. In questo contesto, l’uso politico del denaro sarà ancora impiegato per aumentare il proprio supporto, e sarà seguito da manovre politiche assai elastiche che risponderanno alle esigenze e agli interessi dei partiti politici e dei loro leader.

(Traduzione dall’inglese di Giulio Ferracuti)


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