Magazine Cinema

MALEFICENT Disney riscatta la donna cambiando i propri dogmi (purché tutto rimanga com'era)

Creato il 07 giugno 2014 da Furio Spinosi @ilfilmaniaco

MALEFICENT Disney riscatta la donna cambiando i propri dogmi (purché tutto rimanga com'era)

MALEFICENT (R. Stromberg 2014)
Voto complessivo: 5

Azzarda La Disney con questo capitolo fiabesco in live action! Dopo "Biancaneve e il cacciatore" ed altri esperimenti migliori, ma di certo assai imperfetti come "Alice in Wonderland" di Burton e "Il Grande e Potente Oz" di Raimi, continua sulla strada del revisionismo, a tutta velocità, tant'è che riesce a mantenere un unico dogma, anzi due. La durata di novanta minuti, insufficiente per gli avidi cinefili, e la suddivisione netta tra bene e male, che a quanto abbiamo capito in tutti questi anni, guai a cambiarla o anche solo toccarla!
Sebbene la figura di Malefica sia complessa, sfaccettata e nonostante sia stata resa magnificamente dalla fascinosa e truccatissima Angelina Jolie e dal regista Stromberg, reduce da pulirennale esperienza con scenografie ed effetti visivi, che cosa succede in questo strano ed evitabile "Maleficent"? Viene rivista tutta la storia, già ampiamente riscritta nel primo cartone del 1959 "Sleeping beauty", che smorzava pesantemente i toni molto più scuri e tragici delle varie versioni della celebre fiaba, a scopo di dare voce alle ragioni dietro il male che invece nel cartone era puro e immotivato.
MALEFICENT Disney riscatta la donna cambiando i propri dogmi (purché tutto rimanga com'era)

Qui Malefica ha degli ottimi motivi per vendicarsi di re Stefano, che assetato di potere, diventa un sanguinario, la mutila e la condanna e non avrà neanche grande considerazione degli altri ruoli femminili.Oltretutto la Disney compie questo genere di operazione per riscattare la donna, cosciente di aver portato avanti per troppi anni una figura dell'universo femminile arcaica e subordinata. Lo fa già da qualche anno, a partire da Pocahontas finendo col recente Frozen, dove l'amore fra sorelle vince su quello per il bel principe con loschi piani in menteAlla fine quasi sempre nei classici Disney abbiamo visto nelle battaglie finali col villain (il cattivo), solo dei valorosi principi salva-situazione.
Il problema è che così l'uomo viene trasformato nel male puro del primo cartone, quel male netto da cui si devono distinguere i buoni tipicamente da genere "fantasy" (e qui pensiamo all'infinito corollario soprattutto cinematografico di questo genere, primo su tutti, "Il signore degli anelli") e tipicamente da fiaba Disney.Contraddicendo per di più la stessa morale che ci vorrebbe impartire, ossia che come in Malefica convivono lati oscuri e lati luminosi, così è nella realtà nostra, la linea che divide il bene dal male spesso non la vediamo.
È un dato di fatto che in questo film non ci sia affermazione più sbagliata, dato che Stefano viene dipinto come un maledetto pazzoide che pianifica di ammazzarla e quando la figlia torna a palazzo per i suoi sedici anni, manco la saluta, insomma... È lui il Malefico. Ma anche l'altro uomo, l'inutile principe Filippo (Brenton Thwaites) sedato continuamente, è lui l' addormentato. Almeno nel cartone aveva un po' di simpatia e importanza a livello di trama, qui oltre a sembrare che sia stato affidato ad uno sbarbatello dei One direction capace solo di fare gli occhioni e di fare "swish" con la chioma al vento, è stato anche completamente accantonato come personaggio e passa prestissimo nel dimenticatoio... Ma furbescamente viene tenuto come riserva per il gran finale festoso.
MALEFICENT Disney riscatta la donna cambiando i propri dogmi (purché tutto rimanga com'era)
Cambiare perché tutto resti com'era, viene in mente la celebre frase dal Gattopardo. La Disney è riuscita a far questo. Cambiare la fiaba per adattarla ai tempi d'oggi, in cui se venisse raccontata di nuovo come avevano fatto nel cartone non avrebbe avuto la stessa efficacia, è necessario ed efficace a livello di resa col pubblico. Ma a quale costo!
L'estetica cinematografica è buona nelle parti più "dark", ma decisamente kitsch nel prologo, nella Brughiera e nelle odiosissime Fatine, che recuperano solo terreno nel momento che assumono sembianze umane e quindi risultano meno ridicole rispetto alle miniature kitsch di sé stesse. Elle Fanning interpreta Aurora, ancora una volta, similmente al cartone originale, personaggio pressoché inutile e di poco spessore... Oltre ad essere inferiore come attrice rispetto alla ingombrante Angelina 'Malefica' Jolie.
Il modo in cui è trattata frettolosamente per rientrare nei tempi ristretti, manco fossimo in televisione, tutta la parte finale, anche a livello di montaggio, è imperdonabile. Di questo film cosa rimane dunque, oltre ad Angelina Jolie? Il nulla.

MALEFICENT Disney riscatta la donna cambiando i propri dogmi (purché tutto rimanga com'era)


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :