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Marco Berry tra sport, Torino e la Marco Berry Onlus

Creato il 29 novembre 2013 da Sportduepuntozero

CaporasoGalloBerryMarco Berry è una persona che sogna un mondo migliore; un mondo in cui “i bambini, che rappresentano il futuro, la speranza e la nostra più grande ricchezza, possano vivere felici”. Marco Berry non è uno di quei sognatori che rimane a braccia conserte in contemplazione, aspettando che qualcosa avvenga; insieme a un gruppo di amici, il 13 ottobre 2011 ha dato vita alla Onlus che porta il suo nome. “Quando ero piccolo mio nonno mi ripeteva spesso che ero un bambino fortunato perché non mi mancavano né giocattoli né felicità” ricorda lo showman torinese, “e mi diceva che avrei dovuto restituire una piccola parte di quella fortuna. Crescendo ho capito cosa intendeva mio nonno; quelle parole hanno fatto nascere l’idea dell’associazione e ancora oggi mi spingono ad andare avanti per questa strada”.

Diversi i punti di forza, innanzitutto il gruppo: “la Onlus porta il mio nome ma è composta da tante persone che lavorano con la mia stessa passione e con il mio stesso impegno. Da ragazzo mi piaceva stupire gli adulti con i miei numeri di magia e adesso che ho 50 anni vorrei meravigliare i più piccoli; per questo avrei voluto chiamarla “Magic for children””. Il nome Marco Berry Onlus permette di dare più visibilità all’associazione; e non potrebbe essere altrimenti, vista la storia di Marco Marchisio, in arte Berry, nel mondo della televisione e dello spettacolo.

La Royal Half Marathon, in programma l’8 dicembre a Torino e organizzata da “Il Giro d’Italia Run”, sostiene la Onlus, devolvendo le iscrizioni delle due gare non competitive (la 6 km e la Monge Pet Race, che si aggiungono alla classica mezza maratona) alla realizzazione di un ospedale pediatrico nel nord della Somalia. “La Marco Berry Onlus ci ha colpito per l’assoluta trasparenza e tracciabilità delle donazioni dei fondi ricevuti” afferma Enzo Caporaso, presidente della società organizzatrice dell’evento. Un elemento assolutamente non scontato, riscontrabile direttamente sul sito http://marcoberryonlus.org/.

“L’ospedale è già in funzione” continua Berry, “è stato diviso simbolicamente in mattoni e tutti quelli che hanno contribuito sono “proprietari” di un piccolo pezzo”. La struttura, completata a giugno in un anno e mezzo, fornisce cure, farmaci e istruzione medica, in collaborazione con l’università locale. Il mago e uomo di spettacolo torinese sarà presente alla mattinata dell’8 dicembre, anche se non è sicura la sua presenza in gara a causa di qualche problema fisico. Ma il cuore è quello di un vero sportivo: “Sono stato agonista, nel nuoto con la Rari Nantes e nella pallanuoto con la Libertas; ma sono anche istruttore sub e ho praticato vela, windsurf, paracadutismo, calcio, sci e golf. Penso che lo sport sia la droga più forte che esista, ti rimette in sesto fisico e testa in ogni momento”.

Viene dunque naturale chiedersi se la Onlus si affiancherà ad altre manifestazioni sportive: “il 28 dicembre organizziamo una gara di slalom nella via principale di Bardonecchia. Per il futuro stiamo lavorando a un progetto (legato all’ospedale in Somalia) che coinvolge lo sport disabile”. L’ultima riflessione non può che rivolgersi al capoluogo piemontese, capitale europea dello sport nel 2015: “ancora una volta Torino ha saputo distinguersi, dimostrando di saper organizzare con passione i grandi eventi e di essere in grado di ricevere un titolo così prestigioso, che contribuirà a darle visibilità. È una città splendida, con l’unica pecca di essere silenziosa e farsi poca pubblicità; ma forse questa è anche la sua grande forza, ciò che la rende così elegante e sabauda”.

Luca Bianco

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