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MashRome Film Fest III edizione: i vincitori

Creato il 10 giugno 2014 da Af68 @AntonioFalcone1

festival_cinema_sperimentale_roma_mash_romeSi è conclusa lo scorso 6 giugno la terza edizione del MashRome Film Fest: quattro giorni di full immersion nello straordinario mondo del mashup e del cinema sperimentale, oltre 120 film in programma, un ospite visionario e geniale come Peter Greenaway, giornate intense a confronto con i creativi di tutto il mondo, fra i quali i nove vincitori che saranno tutti distribuiti sulla piattaforma Ownair: per la categoria Mash Feature il francese Thomas Rio con Hsu Ji Behind the Screen, ha visto premiata la sua capacità di coniugare una piccola favola fuori dal tempo con uno stile piuttosto originale, che mescola tra loro in maniera eterogenea il film di narrazione, l’espressionismo del film muto e la leggerezza dell’animazione. Nella sezione Experimental ha vinto l’ungherese Istvan Horkay con il suo Gravity of Light, un lavoro di intensa sperimentazione che mixa foto d’archivio, l’animazione 3D, i film del passato, in maniera del tutto personale, dando vita ad uno stile assolutamente riconoscibile di indubbio impatto visivo e valore artistico, dove antico e moderno si fondono rimandando ad altri mondi e annullando magicamente le barriere spazio-temporali.

MashRome Film Fest III edizione: i vincitori

“Hsu Ji Behind the Screen”, Thomas Rio

Maya Meiri da Israele con This night, This World ha portato a casa il primo premio per la sezione Lyrical: un film intenso, capace di trasmettere con delicatezza i sentimenti del protagonista e trascinare lo spettatore direttamente nel suo flusso di coscienza. Nella categoria Music ha vinto invece Mns di Denis Carbone, dalla Germania: un mix sapiente delle tecniche che, attraverso l’elaborazione in digitale delle immagini, ha saputo restituire all’impiego dei laser una funzione creativa ed originale, diversa rispetto all’uso che solitamente se n’è fatto in passato, il tutto mettendo perfettamente in sincro musica elettronica e video, fondendole in maniera tale che l’una non possa funzionare senza l’altra.
Il premio alla migliore Web Series è andato ad Everything Is Perfect and There Are no Problems del norvegese Matt Willis Jones, al quale è stata riconosciuta la capacità di mettere in scena in ogni singolo episodio della serie la rappresentazione di un vizio della società attuale in rapporto al mondo del lavoro e non solo, mostrandone tutte le storture e aberrazioni attraverso uno stile assolutamente surreale ed ironico che rende l’opera certamente singolare nel suo genere, ma perfettamente capace di trasmettere in maniera efficace il suo messaggio.

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Per la categoria Animation ha vinto il primo premio Hitler Reloaded di Tobias Bieseke (Germania) premiato indubbiamente per l’originalità del soggetto, che dietro una trama fantascientifica cela una feroce critica alla violenza della società contemporanea, in cui il progresso è quasi esclusivamente a servizio del denaro tralasciando qualsiasi tipo di etica. Un’animazione dallo stile caricaturale che trae spunto dalla storia recente portando una componente di coraggioso realismo anche laddove il racconto ci trasporta nel fantastico, immaginando un inquietante futuro prossimo.
Vincitori per la categoria Documentary sono stati i brasiliani Thiago Mendonça e Rafael Terpins, con Comics at War, un documentario di straordinaria originalità che, pur essendo biografico, riesce a sconfinare nella fiction mettendo insieme in maniera armoniosa, animazione, fumetto e film footage. Un’opera che si lascia seguire in maniera piacevole, regalando allo spettatore sia spunti di riflessione che di divertimento, un gradevole esempio di mix tra generi che in più ha il merito di nobilitare l’arte del fumetto.

Nella sezione Remix hanno invece vinto gli italiani Fabio Scacchioli e Vincenzo Core, con No More Lonely Night, premiato per la bravura nel mixare centinaia di frammenti tratti da diverse pellicole del passato, dando vita ad un’opera esemplare nel suo genere per la capacità di reimpiegare in modo creativo le fonti utilizzate. Un film sperimentale che all’interno dell’atmosfera tipica del noir sconfina, coraggiosamente, nei meandri dell’inconscio rivelandosi fortemente onirico e visionario. Infine il Premio speciale del pubblico, che è andato a The Good, the Bad and the Milky Way di Etler Dieter (Austria), apprezzato per il divertente miscuglio di generi che, pur non abbandonando mai il tono leggero da commedia strampalata, passa agevolmente dal film di zombi al western, dalla fantascienza all’erotico, dal noir al poliziesco, fino all’animazione.


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