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Milleproroghe: emendamento sull’anatocismo allerta le associazioni dei consumatori

Da Butred77

Questa legge proprio non va! Così si potrebbe riassumere l’iter del cd. decreto milleproroghe. E per fortuna è intervenuto Napolitano a manifestare alcuni dubbi di costituzionalità. Il problema sollevato in questi giorni riguarda una norma inserita nel decreto e relativa al famigerato anatocismo.

Cos’è l’anatocismo? In poche parole sono i cd. interessi sugli interessi o meglio, è la capitalizzazione degli interessi su un capitale che, a loro volta, sono produttivi di ulteriori interessi. Questa partica, utilizzata da quasi tutte le banche comporta per il debitore, non solo il pagamento del capitale e degli interessi passivi pattuiti ma, anche degli ulteriori interessi calcolati sugli interessi già scaduti (wikipedia).  

Nel decreto milleproroghe, si ristabilisce che il termine della prescrizione per l’azione legale per pratiche anatocistiche deve partire dalla data di avvio del conto corrente. Di fatto, tale norma, così come scritta, cozza contro una recente sentenza della Cassazione (sentenza n. 24418 del 2 dicembre 2010) con la quale si è affermato il diritto dei correntisti alla restituzione delle somme trattenute dalle banche per interessi illegittimamente addebitati sul conto corrente a titolo di anatocismo, dalla data di apertura del conto e per tutta la durata dello stesso. La prescrizione decennale per chiedere la restituzione invece, inizia a decorre dalla chiusura del conto.

L’Adiconsum nel comunicato stampa del 23 febbraio lancia l’appello: la norma del decreto, “danneggia gravemente tutti i correntisti che hanno avviato o hanno intenzione di avviare le cause per la restituzione delle somme indebitamente versate, e che di fatto annulla tutti gli effetti del comportamento lesivo delle banche, considerato che la norma che impediva l’anatocismo è del 2001.

E’ l’ennesimo regalo che il Governo fa alle banche insieme a quello fiscale a danno di tutti i consumatori e delle imprese, soprattutto quelle più piccole; che da un lato non riescono ad avere credito e dall’altro sono costrette a operare soprattutto attraverso lo scoperto di conto per l’impossibilità di ricevere finanziamenti a medio lungo termine, certamente meno onerosi.

Considerato che la conversione del decreto dovrà nuovamente tornare al Senato per le modifiche introdotte nel testo dopo i giusti rilievi del Presidente della Repubblica, Adiconsum chiede quindi a tutti i gruppi parlamentari di respingere il disegno di legge qualora non venisse cancellata la norma salva-banche, a nome di tutti coloro, i correntisti, che soffrono di una posizione contrattuale mai paritaria rispetto all’intoccabile sistema bancario”.

Speriamo che l’appello delle varie associazioni di consumatori venga ascoltato; anche se, combattere contro le lobbies non è affar semplice!


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