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Nasceva oggi: la voglia di non pagare per debiti altrui...

Creato il 29 ottobre 2011 da Calcisulcalcio
NASCEVA OGGI: LA VOGLIA DI NON PAGARE PER DEBITI ALTRUI...
Tanto per cambiare, ieri sera me ne stavo beatamente chiacchierando tra colleghi, quando il buonumore è stato rovinato come ormai quotidianamente accade dalla questione "debiti", che nel gergo delle mie parti è solitamente indicata con il termine "buffi" (ed è paradossale il fatto che non sia per niente un argomento buffo, ne spiritoso ecc...). Tra una frase fatta ed una congettura da novello economista improvvisato, mi sono accorto di non ricordarmi se avevo o meno affrontato su queste pagine l'argomento "No al saldo del debito pubblico". Cercando così sul web uno dei miei articoli, mi sono imbattuto in quello che vi riporto di seguito, che mi sembra veramente il caso di far girare, almeno per dovere d'informazione. Ecco quindi che cedo spazio caratteri e righe a Savino Frigiola, che pare che di "buffi" pubblici se ne intenda meglio del sottoscritto (la mia competenza, quasi enciclopedica, si riferisce a quelli privati...).
"Chi semina vento, raccoglie tempesta...
Il contadino che ben semina, ben raccoglierà...
Anche se un politico, o un banchiere, seminano vento...
Raccoglieranno sempre e comunque ...
Buona parte dei frutti della semina...
Del suddetto contadino."

Buona Lettura.
Andrea Mariani
Per uscire dalla crisi e rilanciare sviluppo ed occupazione è indispensabile che i vari soggetti, circoli, associazioni, comitati, gruppi di vario colore, genere e provenienza, desiderosi di recuperare la propria libertà e sicurezza nel proprio futuro, intraprendano una azione comune finalizzata ed imperniata nella condivisione dei tre punti, capaci mandare fuori scala l’attuale politica.
1 ) Depennare il debito pubblico,
2 ) Bloccare la fabbrica dei debiti per
fermare la crisi,
3 ) Rilanciare l’economia, il sociale e
l’occupazione.
Questi tre punti interdipendenti fra loro sono conseguibili se l’azione da intraprendere prevede il contestuale raggiungimento di tutti e tre gli obbiettivi pena l’impossibilità di realizzarne neanche uno.
1 ) Il debito pubblico non deve essere pagato poiché scaturito con il cedimento incostituzionale della sovranità monetaria affidata ai banchieri privati di Bankitalia / BCE. Queste cedono moneta, che a loro non costa nulla, a fronte dei titoli di debito dello Stato, formando così il debito pubblico. Oltre a ciò il “debito detestabile” non deve essere pagato, secondo i giuristi internazionali, poiché ricade nei tre requisiti necessari per poter definire un “debito pubblico detestabile" e sono : A) Il governo del Paese deve aver conseguito il prestito senza che i cittadini ne fossero consapevoli e senza il loro consenso. B) I prestiti devono essere stati utilizzati per attività che non hanno portato benefici alla cittadinanza nel suo complesso. C) I creditori devono essere al corrente di questa situazione economica, e disinteressarsene.
2 ) Lo Stato, nella consapevolezza del “valore convenzionale della moneta”, in nome e per conto dei propri cittadini, deve ritornare ad emettere la propria moneta. La deve acquisire a titolo originario e registrarla all’attivo del proprio bilancio al valore corrispondente al signoraggio che si verifica sempre in queste circostanze. L’attività così conseguita dovrà essere utilizzata per le spese istituzionali, senza produrre ulteriore debito come ora avviene, a dimostrazione che le istituzioni sono al servizio del cittadino e non viceversa.
3 ) L’immissione sul territorio nazionale della moneta emessa dallo Stato senza costi, tranne quelli tipografici, come realizzata dallo Stato italiano per 100 anni, dal 1874 al 1975, deve avvenire mediante il pagamento delle opere e delle attività di pubblica utilità: a - manutenzione degli edifici pubblici, b - opere a difesa del territorio, c - costruzione di manufatti ed infrastrutture di interesse pubblico e nazionale, d – ricerca, istruzione ed attività sociali, ecc. ecc. Il rilancio dell’economia, dell’occupazione e delle attività sociali è così facendo, talmente evidente e comprensibile da rendere superflua qualunque ulteriore argomentazione.
Savino Frigiola (economista)

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