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Quell’innato bisogno di cambiare…

Creato il 21 ottobre 2013 da Cozzanews

Voi bipedi siete ingombranti! Io non ho mai davvero capito questo innato bisogno che avete di occupare spazio. Tutti a far gli occhi da triglia per una casa da 17 metri quadri dove ci sta tutto! Cioè, è la capacità di sfruttare lo spazio e togliere l’ingombro. E’ anche una cosa pratica se ci pensate. Ed economica. Rifletteteci: meno soldi di riscaldamento, meno di tasse. E anche risparmio di tempo per pulire e per far la caccia al tesoro quando non trovate qualcosa. Voglio dire, che ci vuole a mettere sottosopra uno spazio ristretto? Io c’impiego davvero un secondo a generare il caos nella mia testa! (Non mi è ancora riuscito di fare una stella danzante ma, hey, avete idea di che significhi averne una che ti balla la rumba tra i pensieri tutto il tempo?) Comunque vi assicuro che io ho il guscio mignon per i vostri standar, ma è comodissimo e ho tutto quello che mi serve (sono tipo quello che s’è costruito la casa stile hobbit: bravissima ad appallottolare qualsiasi cosa: chiedetelo a Scoglio. Quand’è tempo di grandi pulizie e tiro fuori tutto ogni volta organizza un torneo di biglie da quante sfere tiro fuori! L’unico problema è quando mi scuote per ciuffo per farmi calmare se sono agitata che risuona tutto neanche fossi una maracas. Alla fine si scorda che sono la sua cozzina preferita, s’intestardisce a suonar la cumbia finchè non mi viene un mal di mare pazzesco. Che per una cozza è tutto un dire…) Comunque, se voi foste più elementari avreste risolto da tempo sto problema. Invece avete la propensione all’estensione. Anche dell’ego. Tendete sempre ad appioppare agli altri le caratteristiche vostre. Adesso pure ai poveri pennuti volete far crescere le braccia. Ma v’immaginate che cosa accadrebbe? A parte che sarebbe stato un macello in passato quando utilizzavate i piccioni viaggiatori: quelli si leggevano la corrispondenza se avevano due mani per srotolare il bigliettino. Magari stavano in qualche convento di amanunesi e sapevano scrivere: prendevano una penna e, così, tanto per fare uno scherzo, cambiavano qualche parola qua e là (voi non lo sapete, ma sono un po’ così loro, uno humor tutto loro…) La cosa positiva è che magari spunta a qualche usignolo tecnologico e impara a usare l’amplificatore: così la mattina li sentireste bene. Ora come ora si sgolano per tirarvi giù dal letto! Comunque, la cosa davvero buffa è che agli altri appiccicate addosso caratteristiche vostre… e poi andate dal chirurgo per assomigliare a un altro! Come quello che c’ha perso 5 anni di vita in interventi per avere il viso di Justin Bieber. Solo che adesso gli manca la voce, il fisico, il conto in banca e pure l’età. Insomma, ho capito la fissa di apparire più giovani, ma avete idea di quante cose son meglio stagionate? (Basta non lasciarle in un angolo troppo a lungo, che il tempo ha la sua concezione di miracoli: non trasformerà l’acqua in vino, ma il vino in aceto sì!) Lo so, a volte può esser carino fingere di essere una persona diversa… infatti hanno inventato Carnevale e Halloween apposta! Però a volte basta anche solo cambiare ambiente e uno si può reinventare da zero. Basta che non si trovi in mezzo ai musi di tutti i giorni, che ti fanno subito tornare al tuo posto. Io una volta ho provato. Mi son svegliata una mattina e ho detto: da oggi non voglio più essere cozza, voglio essere sirena! E mi son pure sistemata per benino, stirato ciuffo, infilata la coda, ho pure nascosto una radiolina così se mi chiedevano di cantare potevo andar di playback. La verità? E’ scomodissimo mettersi nella pelle di un altro, anche se ce lo siamo inventati. Io avevo sta cosa pinna che teoricamente sarebbe dovuta servire per nuotare e schizzar tutti con fare ammiccante che finiva per pender in giù, il trucco mi colava (mai capito come fanno a esser sempre a posto, è tipo come quando guardi un film e la gente si sveglia la mattina con capelli perfetti, pigiama fresco di stiratura e zero occhi gonfi… e poi il cinema dovrebbe rifarsi alla realtà!) e sta parruccotta s’impigliava in tutte le alghe che incrociavo. Insomma, me ne sono andata a zonzo così per tipo un’ora (solo perchè quarantacinque minuti buoni li ho persi per capire come fare a scuotere la chioma senza rovesciarmi nè darmi le punte negli occhi) e quando son tornata ho trovato Sco’ che ancora si rotolava dal ridere. Insomma, uno a volte dovrebbe limitarsi a esprimere se stesso e basculare sereno nella vita. Cioè, tipo: “fai del tuo meglio con quello che hai”. E invece avete sto granello di sabbia di pensiero che v’infastidisce tantissimo di dover essere sempre di più (in genere capita perchè sguscia via il fatto che il “di più” è esattamente quell’unicità che non hanno gli altri… tipo io vorrei avere una mente sovrapescina ma se poi diventassi come grande polipo finirei per dover star tutto il giorno a rispondere alle domande che mi vengon poste mostrando pure un’aria intelligente. Francamente mi sembra una gran fatica dover dar retta all’universo oceano…) Ma in tutto dico. Pure le squadre di calcio che si cambiano allenatore in corsa. Cioè, quattro mesi prima un genio, in estate gli è evaporata ogni capacità? Insomma, date retta a me, svegliatevi domani mattina e siate bipedemente voi. Mal che vada capita come a quelli della Lazio che il pullman li lascia a piedi: e da quando in qua camminare fa male?

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