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Recensione di Polvere di silenzi di Giovanni Sicuranza

Creato il 31 dicembre 2014 da Leggere A Colori @leggereacolori

Recensione di Polvere di silenzi di Giovanni SicuranzaVoto:
Informazioni sul libro
Titolo:Giovanni Sicuranza
Pubblicato da:Youcanprint
Collana:Narrativa
Genere:Narrativa Contemporanea
Formato e pagine:
Social:Goodreads
Disponibile su:
in offerta
scontato
Trama:

Trovare una trama dove trama non c’è, è cosa demenziale, per cui non mi voglio impantanare in ricerche assurde. Mi limito a dire che i personaggi/interpreti del libro sono svariati tra cui uno scrittorucolo, un gruppo facebook di Recensorum, ma il ruolo principale lo fa il lettore che in un clima onirico e irrazionale compie un dialogo con l’autore e soprattutto con se stesso e carpisce ciò gli è possibile. Ne zampillano impressioni, sentimenti e passioni scatenate dall’inconscio, dalla parte più nascosta di chi legge.


E se non sai di cosa parlo, beh, spero che tu mi stia leggendo non in e-book, ma in cartaceo, così puoi sperimentare la consistenza alle sporgenze, quei denti che ti rendono tanto affascinante, mentre sorridi …”.
Ecco parto già male: non posso passarmi le pagine del libro come filo interdentale. Il formato in cui sto leggendo Polvere di silenzi è ePub su un eReader, dispositivo di ultima generazione. Potrebbe essere questo il motivo per cui non riuscendo subito a entrare in empatia con Giovanni Sicuranza, lo strano personaggio che di professione fa il medico con particolare interesse nel settore della Medicina Sociale e della Tanatologia e non solo, ma per hobby è uno scrittore così di nicchia, che non interessa nemmeno a se stesso (questo ce lo racconta lui su Linkedln), cerco quindi di proseguire. M’impantano così in una palude, dove devo prestar attenzione a non cadere nel farneticare più profondo. Mi ritrovo nei percorsi a singhiozzo nella landa di neurotopia, in un romanzo tra prosa e poesia, nei deliri di un medico legale. Per fortuna il tipo di scrittura mi fa tener alta la concentrazione e vigile sui concetti esposti. Mi resta sempre la voglia di voltar pagina e capire dove voglia andar a parare.
Incontro così, i Recensorum, l’elite dei lettori con la puzza sotto il naso, che hanno condannato uno scrittore a vivere tra le pagine del suo libro, nei suoi personaggi Adolfo, Vagina Seminuova, Nostra Signora della Fossa ecc. proprio con il loro disprezzo, non condiviso dal pubblico, in quanto, nonostante tutto ha avuto successo.
Sotto certi aspetti, in un primo momento, m’identifico in loro: in coloro che l’hanno stroncato, povero Giovanni Sicuranza! Anzi nello stesso momento in cui sto scrivendo, mi par metaforicamente di aver palpato con Polvere di silenzi, la carta igienica ruvida, scura, che non ha appagato i miei rosei gusti e di essere una di loro, di quel gruppo di facebook che esilia, che individua la qualità, decanta apprezza e imprime il marchio DOP agli autori sconosciuti. E questo… a dire il vero… questo non mi piace per niente. Ecco perché decido di cambiar direzione, di lasciare questo supponente ruolo critico e di umilmente gettarmi in un sogno. Voglio essere pura lettrice senza giudicare. Già, perché se uno decide di leggere, prima deve sapere da cosa parte e dove deve arrivare.

 

Approfondimento
Se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido” lo disse Albert Einstein; quindi se il pesce in questione è un metaromanzo gotico – surreale: cosa ci si deve aspettare? Sicuramente cose inconsuete, uno scritto diverso.
Prima di tutto si ha un dialogo con lo scrittore attraverso una narrazione ammaliante che assume come proprio oggetto l’atto stesso del raccontare così da sviluppare un romanzo nel romanzo. Se poi lo scrittore è imprigionato nel suo libro, come in questo caso, allora l’interpretazione è ancora più assurda: si arriva quasi a un automatismo psichico, ovvero quel processo in cui l’inconscio del lettore, quella parte di noi che emerge durante i sogni, affiora anche quando siamo svegli e ci permette di associare libere parole, pensieri e immagini senza freni inibitori e scopi preordinati con lo scrittore. Si giunge al surrealismo e ci si abbandona a esso senza chiederci perché e questo ci permette di percepire i nostri sentimenti più profondi leggendo non più i racconti, ma entrando in essi, in storie senza tempo, in eventi non lineari e in interpretazioni personali. Si legge di omicidi, morti. Si provano così emozioni come amore, rabbia, disgusto, simpatia: si percepiscono attraverso la fine ultima, la vita, la nostra vita e i nostri sentimenti con la pelle anserina, l’accelerazione cardiaca e il morso allo stomaco, che magari erano nascosti e aspettavano che qualcosa li facesse riaffiorare.
Sono bastati uno scrittorucolo con Polvere di silenzi e la nostra volontà ad abbandonarci a un mondo fantastico a trattenere il fiato e ad andare verso il vero inizio, poche righe a sud da qui… ad andare per mano con l’homo interrogans pseudonimo dell’intelligente Giovanni Sicuranza… c’è bastato leggere e sognare.



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