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Scrittura personale: la vita, o la si vive o la si scrive?

Creato il 04 maggio 2014 da Ireneferri

Da qualche tempo tengo un diario. Mi dedico alla scrittura che parla di me.

Non è esattamente il diario che tenevo vent’a

journaling
nni fa, quando le pagine bianche mi servivano per registrare i miei sfoghi durante le prime storielle d’amore.

Lo faccio per abituarmi ad essere introspettiva.

Mi sono accorta che fissare i miei pensieri sulla carta

  • mi aiuta ad organizzare meglio le cose da fare
  • mi dà una visione d’insieme sul periodo della vita che sto attraversando
  • Mi serve per capire i miei punti di forza
  • mi ricorda di lavorare sulle mie fragilità.

Mi piace anche vedere i miei pensieri fissi sulla carta, perchè diventano vivi, pesanti. Acquistano materialità e struttura. Non sono più una semplice idea: diventano realtà.

Ho notato una cosa, nella scrittura

Che nei momenti in cui sto vivendo intensamente un fatto, un’emozione o una persona, tendo a scrivere di meno. Come se mi volessi godere appieno o non riuscissi ad astrarmi così tanto da passare l’emozione “dalla pancia alla testa”.

Mi serve una sorta di “periodo di incubazione” per elaborare il pensiero e trovare le parole giuste per metterlo sulla carta.

Nel periodo di stasi

  • penso
  • elaboro
  • ripenso e rielaboro
  • ascolto
  • attivo il flusso di coscienza.

Ho sempre bisogno di un momento di calma per sedermi e parlare della vita che ho vissuto. Che, nel momento della scrittura, si ferma, si prende un momento di riposo.

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A volte, se devo scrivere per lavoro, mi fermo per studiare.

fiumetao
Non riesco a scrivere di getto, quando non mi sento sicura dell’argomento. Ma poi, è proprio vero che la scrittura migliore è quella d’impulso? 

Per molti è così. Scrivono quello che viene loro in mente o che sentono di provare nel cuore. Scrivono con urgenza, durante la piena del sentimento. A me succede così solo in poesia. Nella prosa, lavoro molto di limatura. E quindi, edito moltissimo il testo.

Quando mi sento poco ferrata su un progetto, mi fermo per studiarlo. Se ciò di cui devo scrivere è molto lontano dalla mia personalità o dal mio interesse, mi devo prendere del tempo per capire.

Capita anche a te? O per te scrivere vuole dire farlo di getto, sotto l’onda di un sentimento?

“E proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovrete provare. Ecco, quando leggete per esempio, non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice che molti uomini hanno vita di quieta disperazione.

Non vi rassegnate a questo! Ribellatevi!
Non affogatevi nella pigrizia mentale. Guardatevi intorno!
Osate cambiare. Cercate nuove strade.”

L’attimo fuggente


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