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SHALL I COMPARE THEE TO A SUMMER'S DAY ? ...quando le parole d'amore diventano immortali

Creato il 15 maggio 2011 da Francy
SHALL I COMPARE THEE TO A SUMMER'S DAY ? ...quando le parole d'amore diventano immortali
Il SONNET XVIII - SHALL I COMPARE THEE TO A SUMERR'S DAY - è probabilmente il sonetto più famoso di William Shakespeare e il fatto che parole scritte più di quattro secoli fa ( la raccolta completa di 154 sonetti fu pubblicata nel 1609) possano ancora brillare in tutta la loro bellezza se cantate da un'icona della musica rock contemporanea come David Gilmour, leader dello storico gruppo rock dei Pink Floyd ( e la musica è stata composta da Byan Ferry), ha in sè qualcosa di straordinario. Come sottolinea lo stesso Shakespeare alla fine del sonetto...'la mia poesia sopravviverà al tempo e  tu con essa'. Aveva ragione: a distanza di tutti questi secoli noi siamo in effetti  ancora qui a leggerle queste splendide parole d'amore.
Musica e poesia: un connubbio perfetto... Enjoy!


Shall I compare thee to a summer's day?
Thou art more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer's lease hath all too short a date:
Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimmed,
And every fair from fair sometime declines,
By chance, or nature's changing course untrimmed:
But thy eternal summer shall not fade,
Nor lose possession of that fair thou ow'st,
Nor shall death brag thou wander'st in his shade,
When in eternal lines to time thou grow'st,
So long as men can breathe, or eyes can see,
So long lives this, and this gives life to thee.
 

IL SONETTO  XVIII CANTATO DA DAVID GILMOUR...BELLISSIMO!

Sonetto XVIII
Dovrei paragonarti ad un giorno d’estate?
Tu sei ben più raggiante e mite:
venti furiosi scuotono le tenere gemme di maggio
e il corso dell’estate ha vita troppo breve:
talvolta troppo cocente splende l’occhio del cielo
e spesso il suo volto d’oro si rabbuia
e ogni bello talvolta da beltà si stacca,
spoglio dal caso o dal mutevol corso di natura.
Ma la tua eterna estate non dovrà sfiorire
né perdere possesso del bello che tu hai;
né morte vantarsi che vaghi nella sua ombra,
perché al tempo contrasterai la tua eternità:
finché ci sarà un respiro od occhi per vedere
questi versi avranno luce e ti daranno vita.

SHALL I COMPARE THEE TO A SUMMER'S DAY ? ...quando le parole d'amore diventano immortali
FORSE VI INTERESSA SAPERE CHE... Il sonetto (dal provenzale sonet, "piccola melodia", nel senso di "poesia per musica"), insieme con la canzone, da cui probabilmente deriva, è una delle più importanti forme metriche della poesia italiana. SHALL I COMPARE THEE TO A SUMMER'S DAY ? ...quando le parole d'amore diventano immortaliComponimento di quattordici endecasillabi disposti in due quartine e due terzine . Le rime delle quartine possono essere incrociate (ABBA, ABBA) o alternate (ABAB, ABAB); quelle delle terzine alternate (CDC, DCD), replicate (CDE, CDE) o invertite (CDE, EDC). Se ne attribuisce l'invenzione a Jacopo da Lentini(1210-1260), appartenente alla scuola siciliana. Particolarmente usato dagli stilnovisti e da Dante, raggiunse altissimi livelli espressivi con Francesco Petrarca (1304-1374) .  In Inghilterra il sonetto fu introdotto nel Cinquecento dal poeta Thomas Wyatt che, di ritorno da un viaggio in Italia, lo adattò alla differente struttura linguistica utilizzando lo schema ABAB CDCD EFEF GG (tre quartine e un distico). Questa forma, adottata da William Shakespeare e teorizzata da George Gascoigne nel 1547, soppiantò in Inghilterra la forma italiana.


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