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Tendenze Marocco: Nuovi Nomadi on the Roads

Creato il 07 giugno 2011 da Paolo

Tendenze Marocco: Nuovi Nomadi on the RoadsSi  chiamano Marco, Zacaria, Joshua, Nelly, Tony, Isabella…e si incontrano sempre più spesso sulle  strade marocchine,  nei  loro  camions/caravans  di ogni tipo, immatricolati in Europa e adattati per viverci, belli o trash, a seconda dei mezzi  economici a disposizione. Ma chi sono questi nuovi nomadi con tende d’acciaio e pneumatici? Il gipsy roads sta prendendo sempre più piede come nuova filosia di vita, alternativa, bohemienne, ecologica  e smart. La maggioranza di questi viaggiatori-nomadi sono persone tra i 20 e i 50 anni,  provengono  da ogni paese dell’Europa, ma principalmente dalla Francia, dall’Inghilterra e dalla Germania. Hanno scelto una  vita diversa, una vita fatta di libertà, una vita nomade. Quando un angolo, un panorama, un ritaglio di spazio, piace, si fermano per un po’ di tempo; un ora, un pomeriggio, qualche giorno, forse per mesi.  Viaggiano spesso in convogli per condividere i più spettacolari panorami che si susseguono nei loro spostamenti con gli amici. Ma cosa fanno in Marocco? Fuggono dal freddo e dalla pioggia, scendono nel sud per trovare un sole immenso, una vita meno dispendiosa che in Europa e una libertà perduta oramai nel vecchio continente. Le autorità europee non permettono campeggi ovunque, e si è obbligati a parcheggiare nei campings attrezzati per mobilhomes; ci si sente sorvegliati, malvisti a volte,  e le quote giornaliere sono realmente care. In Marocco, è tutto il contrario! I nomadi del terzo millennio sono accolti nelle regioni rurali, la popolazione li apprezza e possono campeggiare ovunque. Il Marocco, per questi spiriti liberi, è il paese della libertà. Qui ci sono ancora i veri nomadi, è un modello di vita che è ammesso dalla società, uno stile di vita che non soprende e che non fa paura. Quindi i nuovi nomadi si sentono a casa, con un cielo come tetto, e una duna sull’oceano  come finestra sul mondo.  Zacaria è un fotografo norvegese free lance; è più di trenta anni che girovaga nel mondo con la sua inseparabile macchina fotografica. Negli anni ’90 ha percorso le strade verso la Cina, in America Latina e in Alaska. Per definizione, il suo lavoro e la sua vita sono sempre in parallelo con il viaggio. E chi dice  viaggio (non vacanza) dice nomadismo. Il fotografo ha scoperto l’affascinante mondo dei trucks e la sua avventura ora è l’Africa, per reportage mozzafiato, collaborando a volte con differenti giornali. Il suo universo fotografico è vasto, ma oggi si concentra sugli incontri con le persone. Ama fotografare la vita quotidiana nei luoghi più sperduti. Ogni tanto, quando le casse sono vuote,  si produce in piccoli lavori, come la raccolta della frutta, per mantenersi dignitosamente e rimanere un nomade tout court. Il fatto di vivere in un camion permette di essere mobile e di spostarsi dove ci sono degli avvenimenti che interessano, cosa che in una casa stabile è impossibile. Pagare un affitto, spese correnti come la bolletta dell’acqua e dell’elettricità, è fuori dalla visione nomade. Si è liberi, si vive di poche cose, si fanno incontri sempre nuovi e ci si reca dove la voglia e l’entusiamo ti portano, questa la filosia nomade. Quando un luogo non piace ci si sposta e si scoprono altre culture, si condividono altre esperienze e si entra, quasi senza accorgersene, nel mondo della solidarietà. Quando si decide di partire verso paesi lontani, i camions sono quasi sempre stipati di abiti, di biciclette, di forniture scolastiche, che verranno distribuiti on the road, in cambio di un tajine, di un fumante cous cous e, cosa più importante, di amicizie sincere con famiglie che si incontrano sul cammino.  E ci si spinge sempre più a sud, nel Sahara, in Mauritania, in Senegal, in Mali, nel Burkina Faso.  Da non dimenticare che i viaggiatori in camions rappresentano una certa economia, certo non come il turismo di massa, ma in generale dispensano moneta corrente nei luoghi di commercio  e tra gli artigiani. E poi ci sono i meccanici, i carrozzieri, i gommisti,  che sono sempre presenti nelle strade di percorrenza verso l’Africa centrale. Tendenze Marocco: Nuovi Nomadi on the RoadsDietro la loro apparenza  beat e chip, i nuovi nomadi sono promotori di  tendenze fashion etno-eclettiche e monitorati dai fashion-victim, e nei loro camions, con decorazioni a volte discutibili ma sempre originali, si nascondono delle persone rispettose della natura e dei  luoghi che visitano, eco-friendly dunque. Vivono vicino alle popolazioni, frequentano gli  hammam  del posto, il bar del villaggio,  cercando di comprendere la cultura delle persone che incontrano.  A volte sono le stesse Autorità che segnalano  ai viaggiatori- nomadi la zona dove accamparsi, per passare una notte in luoghi sicuri, e le consegne sono sempre rispettate, tenendo conto che tutte queste segnalazioni sono per il loro bene. Joshua, 22 anni, di Londra, si è installato per diverse settimane in un quartiere di Tarroudane, davanti alla casa del meccanico che stava riparando il suo camion in panne. Le riparazioni sono state lunghe e laboriose e Joshua si è visto costretto a condividere le sue giornate con i residenti. L’ultimo venerdì, prima della sua partenza, è stato invitato a mangiare in tre case differenti il cous cous. Poi è ripartito, verso l’ovest della Spagna, per la raccolta degli asparagi, con in testa il solo pensiero  di ritornare velocemente in Marocco.  I suo amici, Tony, Nelly, Elisabetta, sono scesi verso Tafraoute, per visitare Ourzazate,  arrivando a Zagora giusto in tempo per  un Festival di musica etnica. Infine, nuovamente verso il nord, inventandosi nuovi lavori, per racimolare i soldi sufficienti per ripartire ancora una volta verso la libertà, che si chiama Marocco.

Tendenze Marocco: Nuovi Nomadi on the Roads
Tendenze Marocco: Nuovi Nomadi on the Roads
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 Credits:  Marcus d’Haeenen


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