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Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti

Creato il 16 marzo 2012 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

 

Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti> LoSpazioBianco" alt="Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti >> LoSpazioBianco" height="300" />Per i fan dei Doors il 2011 è stato un anno particolare: si è celebrato infatti il 40esimo anniversario della morte di James Douglas “Jim” Morrison, avvenuta il 3 Luglio 1971, a Parigi. E proprio nell’anno del quarantennale due apprezzati autori francesi come Jef, nome d’arte di Jean-François Martinez , eFrédéric Bertocchini, giornalista e sceneggiatore specializzato in biografie, danno alle stampe “-Poète du Chaos” (titolo molto più efficace della banale traduzione italiana), prima trasposizione in nuvole parlanti della vita del Lizard King.
La storia di Jim Morrison è stata trasportata su film e libri innumerevoli volte: il caso più famoso è sicuramente il film “The Doors” (1991), diretto da Oliver Stone, lungometraggio molto criticato dai fans del gruppo. Nel 2009 è la volta “When you’re Strange” del regista-videoclipper Tom DiCillo che, tramite un docufilm, cerca di fare quello che il film di Stone non ha fatto, ovvero smitizzare il personaggio di Morrison per conferirgli una visione più umana e meno leggendaria. Ed è con queste premesse che Jef e Bertocchini si muovono per il loro lavoro.

Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti> LoSpazioBianco" alt="Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti >> LoSpazioBianco" height="206" />Narrato in prima persona dalla stesso cantante, la narrazione si alterna su piani temporali differenti, prendendo come spunto una discussione fra Morrison e Pamela Courson (sua storica fidanzata) durante il loro purtroppo breve soggiorno a Parigi, partendo dagli esordi con i Doors del  “Whiskey a Go Go” fino all’abbandono del gruppo da parte del cantante. Quel “Voglio parlare dei Doors” sussurrato da Jim è l’inizio di un’analisi sofferente e oscura dell’esperienza di Morrison con gli altri membri della band.

Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti> LoSpazioBianco" alt="Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti >> LoSpazioBianco" height="300" />Prima di questa discussione Bertocchini narra della giovinezza del cantante, dei suoi primi amori, delle sue prime letture e delle inevitabili prime ubriacature. Raccontando anche periodi della vita di Morrison poco noti ai più (come la sua giovinezza prima del trasferimento all’UCLA di Los Angeles, e dei suoi ultimi viaggi in Marocco e Corsica nel ’71), Bertocchini vuol presentare un Jim Morrison che corre volontariamente sul filo del rasoio, vuol narrare della vena autodistruttiva del cantante, che fungeva da vera e propria musa ispiratrice per la sua poesia, esplicitandola con la frase (che mette in bocca allo stesso Morrison): “Desideravo così ardentemente questa sofferenza ispiratrice da trovarmi preso nella mia stessa trappola”.

Il merito di Bertocchini è quello di collocarsi a metà strada fra il lavoro di Stone e quello di DiCillo: pur conferendo alla sceneggiatura una vena psichedelica e trasognante (Stone), l’autore riesce ad ottenere una malinconia che è alla base del libro (Di Cillo). Non rinuncia a far analizzare allo stesso Morrison il suo mito, la sua leggenda, e tutto quello che comporta, compresi i suoi sogni irrealizzati, le sua aspirazioni da regista e poeta, aspirazioni che troveranno una valvola di sfogo solo con la musica.

Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti> LoSpazioBianco" alt="Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti >> LoSpazioBianco" height="251" />Di contro, Bertocchini realizza però una sceneggiatura forse troppo sussurrata, piena di spunti mai veramente risolti o soltanto approfonditi. La guerra in Vietnam, i movimenti hippie del ’68, la scena musicale dell’epoca, lo stesso rapporto (spesso conflittuale) con gli altri membri del gruppo: Bertocchini imbecca il lettore senza mai soddisfarlo. Lo stesso momento della morte di Morrison non viene raccontato, ma solo citato tramite gli evocativi disegni di Jef. Pare quindi audace identificare questa graphic novel come una biografia, in quanto Poete du Chaos” è più un personale tributo dell’autore a Jim Morrison.

A questa leggerezza di sceneggiatura rispondono i disegni di Jef, perfetti per il raggiungimento di quell’atmosfera malinconica alla base della lettura: il disegnatore mischia in maniera quasi maniacale un tratto molto realistico (si notano anche con una certa insistenza continui primi piani di Morrison presi quasi tutti da foto esistenti) con una stilizzazione marcata delle situazioni e degli ambienti, con l’intento forse di dare risalto all’affascinante figura del cantante, e mettere in secondo piano tutto il resto, le ambientazioni, le situazioni, i personaggi che gravitano intorno alla rockstar.  

Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti> LoSpazioBianco" alt="Ti racconto di Jim Morrison: la biografia a fumetti >> LoSpazioBianco" height="300" />Una potente china scura che annebbia le tavole (a tratti quasi delle splash-page), ma che non disdegna il dettaglio, anzi, riesce ad esaltarlo mettendolo in primo piano. Nonostante il discreto lavoro di Bertocchini, si può considerare l’operato di Jef come il vero valore aggiunto di questa graphic novel, un lavoro messo forse parzialmente in ombra dall’abuso che si è fatto di decine di foto, ricopiate fedelmente nei disegni, troppo fedelmente, provocando durante la lettura una fastidiosa sensazione didejà vu.

Una biografia per soli fan, insomma, che non si spende in troppe parole per raccontare la vita di Jim Morrison (alcune situazioni possono non esser facilmente interpretabili ai novizi del gruppo americano), ma che narra della personalità del Re Lucertola attraverso un sapiente uso delle parole e dei disegni, più che dei fatti storici.

Caso strano, forse è stato proprio il medium fumetto più che il medium cinema a dare giustizia ad una figura fra le più chiacchierate della storia della musica e della cultura popolare mondiale. 
Lo scopo non era forse raccontare la vita di Jim Morrison quanto raccontare Jim Morrison stesso. Anche il semplice fatto che gli autori di questa biografia siano francesi non è da trascurare: è stato proprio a Parigi che Morrison si è liberato di tutti gli orpelli e le finzioni da star, è stato a Parigi che Morrison ha dato sfogo al suo malessere di vivere più intimo, sposando questo autolesionismo fino al tragico quanto inevitabile epilogo.

Abbiamo parlato di:
Jim Morrison – La Biografia a Fumetti
Frédéric Bertocchini, Jef (Jean-François Martinez)
Traduzione di Massimo Cotugno
, 2011
120 pagine, brossurato, bianco e nero – 12,00€
ISBN: 978-88-6213-867-1


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