Magazine Italiani nel Mondo

TOP Post dal mondo expat  #16.2.15

Creato il 23 febbraio 2015 da Mamma In Oriente

Come ogni lunedì, ecco la mia personale selezione degli articoli più belli della scorsa settimana dai “Blog Italiani nel Mondo”. Come sempre, in ordine di uscita:

“Un vecchio e un bambino” del blog “Alice e la Bestia” da Parigi

Alice si interroga sulla regola dei parchi gioco di New York che impedisce l’ingresso agli adulti non accompagnati da bambini. E’ giusto che la paura per ciò che potrebbe succedere porti a privarsi, volontariamente, di occasioni meravigliose di contatto, per esempio fra un bimbo ed un anziano? Scrive:

“Alice, non sa se sia giusto o sbagliato, ma ora che e’ tornata a passeggiare per la Vecchia Europa pensa che quel divieto alle porte dei giardini  ammerigani sia un’occasione mancata in nome della paura e della prevenzione.”

“Good bye friend” del blog “Mamme nel deserto” dal Kuwait

Mimma ci racconta com’è difficile salutare gli amici che se ne vanno per rientrare in patria o per volare verso un’altra avventura in una nuova destinazione. È sempre dura separarsi da chi ha fatto un pezzo di strada con te, ma ancora di più lo è se sei tu a restare mentre gli altri se ne vanno. Anche perché sei perfettamente consapevole che molto difficilmente li rincontrerai.
Scrive Mimma:

“Oggi sono triste davvero. Questa è il rovescio della medaglia della vita da expat. E’ troppo piena di saluti. Di lacrime nascoste e asciugate in fretta. Di bicchieri mezzi pieni.”

“Quattro” del blog “Down Under” dall’Australia

Un annuncio tenero e quasi ancora incredulo di una nuova vita in arrivo. Come succede quando un desiderio si trasforma, attraverso il dolore, in un sogno che sembra sempre più lontano e che, quando invece si realizza, ci lascia a bocca aperta e storditi di felicità. Scrive l’autrice:

“Ci sono sogni che si fanno attendere, sogni che sembra non vogliano realizzarsi mai, ci sono sogni che ti lasciano l’amaro in bocca, ma in cuor tuo non smetti mai di credere che un giorno si avvereranno, e ci sono sogni che per realizzarsi hanno bisogno che tu li prenda per mano.”

“La Nutella e l’autismo” del blog “Un’Alessandrina in America” dagli Stati Uniti

L’autrice ci riporta un articolo di un’amica scritto dopo la morte di Ferrero in cui si racconta come, proprio la Nutella, insieme all’amore ed alla costanza, ha aperto un varco nell’isolamento e nel silenzio del suo bimbo autistico. Nell’ultima frase c’è un messaggio bellissimo:

“Ma il messaggio vero, per tutti noi e’ che l’amore e la costanza misti al coraggio ed alla caparbietà’ portano dove mille enciclopedie non arrivano.”

“L’Immigrata” del blog “Smila Blomma in UK” dall’Inghilterra

Un articolo molto interessante sul fatto che non basta saper parlare bene una lingua per non sentirsi straniera durante una conversazione. Per quanto infatti tu possa studiare un idioma, ti mancherà sempre, o almeno per parecchi anni, quel substrato culturale per cui, se non hai vissuto in un luogo, ti sfuggirà sempre la comprensione di una battuta o di una citazione. Oltre a mancare a te questa capacità, tu non riuscirai a trasmettere ad uno straniero quello che è stato invece il tuo di substrato culturale ed il tuo mondo prima. Le conversazioni rimarranno inevitabilmente più sterili e senza tante sfumature sia ironiche che sentimentali. Scrive l’autrice:

“E dopo quasi quattro anni qui sono stanca di essere sempre quella che non sa, quella che deve chiedere spiegazioni, quella che interrompe la goliardia di un gioco di parole perché non sa il sottotesto.
É eccitante farlo ogni tanto. Viaggiare e mettersi nella posizione scomoda dell’intruso e scoprire un sacco di cose nuove e sfidare se stessi e tornare a casa migliorati, sapendo più cose.
Farlo tutti i giorni è frustrante.

TOP Post dal mondo expat  #16.2.15

Immagine da https://www.hopespeak.com/blog/

“Il parcheggio” del blog “Qui (non) è Taipei” dal Canada

L’autrice sta per affrontare l’ennesima tappa della sua vita itinerante da expat che da Taiwan l’aveva portata in Canada ed ora, dopo soli 18 mesi la vede in procinto di volare a New York. La destinazione è meravigliosa e forse solo chi ha vissuto questo tipo di vita può capire il suo senso di sconforto. Perché non era pronta a spostarsi di nuovo, perché pensava che in Canada sarebbe stato bello restare anche per sempre al punto di averci acquistato una casa. Questa è la vita da expat: iniziare spesso una nuova vita da capo. Scrive:

“Ecco Montreal è quel parcheggio in divieto di sosta dove, per 18 mesi, avevo finalmente trovato pace e dedicato energie a sistemare una casa, la mia, acquistata per un discorso di convenienza economica, certo, ma anche perché, inconsciamente e un po’ da ebeti, speravamo di arrestare il nostro vagabondaggio proprio qui a “Topolinia” dove sono tutti buoni e sorridenti.”

“L’adulto che sarà” del blog “Donna con fuso” da New York

L’autrice si diverte ad immaginare come sarà suo figlio da adulto. Un post tenero, divertente e combattuto fra quello che desidererebbe per lui e ciò che lui già dimostra con il suo carattere. Scrive:

“Cercherà la serenità per se e per quelli a cui vuole bene. E credo che spesso la troverà. Perchè non avrà un sogno solo da inseguire. Ne partorirà almeno uno a sera, taluni sfioreranno l’utopia, ma a lui andrà benissimo anche realizzare i più piccoli.”

Prima di concludere do’ un tenero benvenuto a Kiki, un’altra piccola italiana nel mondo nata da mamma Arya in Svezia.

Per oggi ho finito, buona lettura!


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