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Una germania rimorchio di mezza europa

Creato il 01 aprile 2013 da Pasquale Mattera @pasqualem85
UNA GERMANIA RIMORCHIO DI MEZZA EUROPAIn questo articolo voglio tentare, di dare una spiegazione ad una affermazione che, come vedremo nei fatti, è fonadamentale per capire almeno in parte la Crisi che stiamo affrontando. La frase a cui mi riferisco è: LA GERMANIA NON E' MAI STATA LA LOCOMOTIVA DELL' EUROPA, COME TENTANO DI FARCI CREDERE, MA E' STATA SOLO IL RIMORCHIO, E I PAESI CHE ADESSO SONO IN CRISI SONO PROPRIO QUELLI CHE HANNO ARRICCHITO LA GERMANIA. 
E cercheremo di capire il perchè. 
Prima però voglio precisare che Il mio pensiero nasce da diversi punti di informazione messi insieme e da dati di fatto che mi hanno portato a "tirare" queste righe. Come al solito la voglia di scrivere ed informare ,è quella che prevale per piacere ed in modo innegabile per tentare di chiarire a me stesso e, magari agli altri, alcuni concetti che la classe politica, economica e di giornalisti di regime, che sino ad oggi ha appoggiato tutte le politiche imposte dall' Europa, si ostina a diffondere con messaggi illusori, e che con scorrettezza cerca di farli passare per la sola verità a chi li legge e chi li sente. Vogliono seguire la stessa strada che ha portato al miracolo Tedesco che in verità, di miracolo non ha niente. Le verità sono ben diverse.
I dati di oggi confermano che la Germania ha reso molto efficiente la sua macchina industriale, ma giocando in modo poco leale nei confronti dei paesi limitrofi, puntando su una Politica di bassa inflazione e liberalizzazione sfrenata del mercato del lavoro, diventando cosi la vera Cina dell' eurozona ma a al contrario della Cina, non ha permesso ai paesi periferici di svilupparsi.
Ma partiamo dalla Storia... 

Con la caduta del muro di Berlino (nov. 1989), il potente cancelliere tedesco Helmut Kohl si trova ad affrontare un difficile e costosissimo processo di unificazione, tra la Germania Repubblica Federale e l' arretrata Germania Repubblica Democratica. La differenza tra i due paesi è caratterizzata da squilibri incredibili; basti pensare che la disoccupazione nella Germania democratica era al 20%, L' industria era ferma ai primi periodi del dopoguerra, c'erano da ricostruire da zero città intere come Berlino Est, Lipsia, Dresda. Alcune recenti stime, dicono che la riunificazione tedesca è costata circa 1500 miliardi di euro. Una Cifra Abnorme. Più o meno il PIL italiano di un' anno di produzione.
La Germania federale, invece, poteva contare su un robusto tessuto produttivo, basato sulla chimica, l'industria pesante e l' automotive. Tuttavia malgrado i prodotti erano di indubbia affidabilità, i prezzi erano ancora troppo alti rispetto a paesi come Italia, Spagna, e Francia che potevano poggiare sulla svalutazione di una moneta più debole del marco, e quindi, essere più competitive nelle esportazioni. Sono paesi che all' epoca potevano contare ancora sulla sovranità monetaria e quindi potevano agire sulla leva della svalutazione nei confronti del marco per poter migliorare le esportazioni e riequilibrare eventuali sbilanci nella bilancia dei pagamenti (Esportazione - Importazioni).
Helmut Kohl, dovendo fare "cassa" per risollevare le sorti della nazione, non restò altro che puntare al processo di unificazione europea e monetaria, che oltretutto fu già avviato nel corso degli anni, anche dal presidente francese Francois Mitterand, e dal primo commissario europeo Jaques Delos al quale era stato affidato il compito di creare un progetto per la progressiva riunificazione delle monete nazionali in MONETA UNICA (Euro). Dopo un inizio tiepido, da parte del cancelliere Kohl, inprovvisamente la Germania diventa la principale fautrice della nascente Unione Monetaria, che allora contava solo su 11 paesi rispetto ai 17 di oggi.
La Germania nei panni del Cancelliere, strinse un patto di ferro con la francia di Mitterand, ed il seguito dell' unificazione, ebbe un' accellerata incredibile; nel 1992 vennero firmati a Mastricht i trattati di adesione all' unione europea (Trattato Di Mastricht). I Propositi bellici di Kohl erano chiari un po a tutti tranne che ai nostri politici che governavano i paesi coinvolti nel trattato. Ricordiamo per L' Italia (Prodi, Monti, Padoa Schioppa, Draghi, Amato, Ciampi, Dini). Cosi facendo, la Germania voleva spalmare i costi della riunificazione su quei paesi dell' Europa periferica, che per via delle loro non politiche esilaranti, dei loro problemi di bilancio, di corruzione sono loro malgrado costrette ad accettare, anche per interessi personali, il progetto Franco-Tedesco. Paesi più solidi economicamente ed intelligenti, come Svezie, Inghilterra e Norvegia, non ci pensano minimamente di far parte di questa grossa "Orgia", che prima o poi avrebbe fatto grande la Germania a spese dei paesi Periferici (oggi PIGS).
Nel 1998 vengono fissati rigidi tassi di cambio, ed in previsione del successivo ingresso nell' euro, la valuta Italiana vienne agganciata a quella tedesca con un cambio di 990 lire per un marco. Un tasso di cambio ancora favorevole per l'Italia che proseguì con esportazione abbastanza sostenute verso la Germania. Nello stesso anno con le elezioni in Germania, il cancelliere Kohl venne sostituito dal socialdemocratico, Gerhard Schroeder, che nonostante l' idea politica diversa, continuò senza sosta il lavoro, il lavoro incominciato dal suo predecessore. Bisognava mettere la Germania in condizioni vantaggiose rispetto ai suoi concorrenti europei (si, perchè i tedeschi hanno sempre raggionati in termini di predominio e non di alleanza), cosicchè non appena verrà introdotta la moneta unica, nessun paese potra più beneficiare delle svalutazioni, e la Germania potra accumulare enormi esportazioni e surplus nella propria bilancia dei pagamenti.
Magari ora vi chiedere, se L'Italia ed altri paesi non potevano più svalutare rispetto ad altre monete esterne e perchè la moneta era unica e 1 euro in italia valeva 1 anche in Germania, in che modo i Tedeschi si sono potuti arricchirse ? Risposta. Applicando un serie di provvedimenti politici che apportarono una svalutazione interna, cioè del lavoro, dei salari e quindi della produzione, ed in questo modo i prodotti della Germania (soprattutto quelli di qualità) ebbero una sorta di rilancio esterno, che si riflesse sui mercati limitrofi, che divennero cosi paesi molto meno esportatori e più importatori. In 12 anni, dal 1997 al 2009, il governo tedesco ha abbassò l'aliquota massima di imposta per i cittadini, dal 53% al 42%, e per le imprese addirittura dimmezzò fino ad arrivare al 29,4%. I margini di profitto delle aziende tedesche vennero cosi rimodificati su prezzi inferiori. Ma non è tutto, sfruttando i livelli ancora alti di disoccupazione (8-11%), la minaccia di delocalizzamento delle imprese e di licenziamenti, il governo mise in atto una politica sfrenata di liberalizzazione del lavoro e di riduzione delle tutele sindacali: infatti dal 2003 al 2009 i salari diminuirono di circa il 6%.

UNA GERMANIA RIMORCHIO DI MEZZA EUROPA(Mentre in Italia i salari si mantennero stabili in Germani si abbassarono proprio in concomitanza dell' entrata nell' Euro). 
Nel 1998, venne inaugurata la BCE (Banca Centrale Europea), che su invito della Banca centrale tedesca, la BUNDESBANK (principale azionista della BCE), si impegnò a mantenre i tassi di inflazione intorno al 2%, per tutti i paesi aderenti all' euro, senza però tener conto delle differenze, economiche, produttive e di spesa, che caratterizzavano i vari stati. Cosicchè tutti i paesi si adeguarono, tranne uno; proprio quella Germania, che dal 2000 al 2007 mantenne un' inflazione più bassa (prezzi più bassi) pari a circa 1,6%, abbastanza al disotto dei target fissati dalla BCE, e senza che quest' ultima gli abbia fatto mai notare che in un ambito di Moneta Unica mantenere un inflazione più bassa rispetto agli altri, potrebbe creare squilibri macroeconomici, ed è segno di scorrettezza nei confronti degli "pseudo alleati". Se si fa un verifica attenta dell' inflazione di altri paesi, nello stesso periodo, si nota che: L' inflazione media dell' Irlanda è del 3,4 %, Grecia 3,2%, Spagna 3,1%, Portogallo 2,9% e quindi risultano notevolmente più alte. L' Italia si mantenne sul 2,1 % e quindi nei parametri decretati dalla BCE, ma comunque nettamente superiore ai tedeschi. La cosa importante è che questa costante forbice di prezzi che divide la Germania dai paesi (PIIGS) risulterà la causa determinate degli squilibri macroeconomici che si sono vissuti sino ad oggi e che hanno portato ad una crisi del sistema Europeo.
UNA GERMANIA RIMORCHIO DI MEZZA EUROPA(dal grafico si può notare come, gli stessi paesi che importano dalla Germania sono anche quelli che tendono ad indebitarsi in modo veloce).
Fu cosi che le banche tedesche incomniciarono ad accumulare enormi surplus, tramite le esportazioni dei vari settori di produzione, e investirono il loro lauti guadagni, proprio in quei Paesi che compravano/importavano dalla Germania, (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo). Tutto questo per sostenere i consumi di quest' ultimi accellerando cosi il loro processo di indebitamento privato. Cosa significa questo? Che la favola del Debito Pubblico che ci hanno raccontato i soloni nelle Tv e quelle che ci raccontano dall' Europa, è semplicemente infondata e non veritiera. Il problema reale non è tanto il Debito Pubblico ,quanto il Debito Privato che le aziende hanno accumulato nel corso degli utlimi dieci anni. A supporto di questa tesi, c'è proprio la Spagna, che per lunghi periodi si è mantenuta al disotto dei paramentri di Mastricht (Debito Pubblico del 60% rispetto al PIL e deficit di bilancio al di sotto del 3% rispetto al PIL), ma con indebitamenti privati/esteri, pian piano, non supportabili. I capitali che affluivano dalla Germania all' Italia e a tutti gli altri paesi di periferia, erano regolati da un sistema di pagamenti intebancari tutt' ora vigente relativi all' area Euro, chiamato Target 2. Un sistema illogico che non poneva limiti all' indebitamento dei paesi residenti (privati e aziende) degli stati dell' eurozona, e che incentivava i prestiti, a basso tasso di interesse, dalle banche locali alle aziende e i privati dei paesi che ne usufruivano.
UNA GERMANIA RIMORCHIO DI MEZZA EUROPA
Ci sono anche casi come quello del governo Greco, che nel 2009, truccò i conti del bilancio grazie all' appoggio di uno dei grandi creditori di debito pubblico della grecia, come Goldman Sachs, e con la tacita approvazione della BCE e delle istituzioni europee, che pur sapendo cosa stesse accandendo, nasconsero il tutto dagli occhi dell' opinione pubblica, non avendo alcuna intenzione di interrompre i flussi finanziari e commerciali, che tanto bene stavano dando alla Germania. Il problema è che poi quando il "pesce viene a galla" la soluzione arriva proprio da quei tecnici e operatori finanziari, che sono i veri colpevoli dei disastri: scaricare sui paesi e quindi sui popoli colpe che non hanno. La copla viene riversata sul popolo spendaccione e non sul banchiere di turno che magari ha concesso prestiti e mutui oltrepassando ogni limite della decenza. Cosicchè il popolo è costretto tramite le politiche servili dei propri governi, a ripagare euro per euro, tutti i debiti contratti da una minima parte dei propri concittadini. C'è da dire che, nel mezzo di tutto questo, lo stato si impietosisce nei confronti delle banche, e cosi intermendia lui, inizialmente, finanziando con titoli di stato, quelle banche che devono recuperare il credito perduto, cosicchè il debito privato diventa debito pubblico e quindi si spiega anche il motivo del crescente tasso di interesse che ogni anno lo stato deve garantire sul debito pubblico crescente ai prori creditori. A dimostrazione degli squlibri vigenti tra paesi forti (Francia, Germania) e paesi deboli (Italia e Spagna in evidenza), c'è anche il fattore della Produttività totale dei fattori variabile del rapporto tra il valore di mercato di della produzione e il valore di mercato dei servizi produttivi impiegati, come capitale umano, capitale fisico (ammortamenti e nuovi investimenti), energia, materie prime e intermedie, importazioni. Come si può ben notare anche da seguente grafico, la differenza di salari e prezzi hanno creato forbici sempre più marcate, senza che mai nessuno, nelle istituzioni, alzasse almeno un dito, per far notare e magari modificare e cambiare le inefficienze, tanto marcate tra gli stati del centro e quelli della periferia, tramite i vari trattati firmati nel corso degli anni. Ma nelle modifiche ai trattati esiste il veto di Francia e Germania e quindi nessuna decisione viene presa se non con l'approvazione dei due stati principi (figuriamoci se vanno contro loro setssi).
UNA GERMANIA RIMORCHIO DI MEZZA EUROPA
Altra sciocchezza che, politici ed economisti raccontanto, è quella che la Germania è riuscita aD ACCUMULARE GROSSI SURPLUS perchè è penetrare con le esportazione nei mercati di paesi emergenti come Cina, Brasile, Russia, India e SudAfrica. Ma se diamo uno sguardo alla tabella, qui sotto, notiamo che le cose sono ben divere da quelle che ci vengono raccontate: 
UNA GERMANIA RIMORCHIO DI MEZZA EUROPA
ok.. Dal 1999 al 2007 il saldo commerciale, tedesco, tra esportazione e importazioni nei baesi BRIC, è diminutio del -2% (di cui -8% solo in Cina che esporta in Germania più di quanto importa). Ma i maggiori surplus sono stati accumulati per il 66% in Europa (di cui il 32% nei paesi PIGS, Italia e Spagna fra tutte). 
Ancora in questo grafico: 
UNA GERMANIA RIMORCHIO DI MEZZA EUROPA
Viene messo in evidenza come la crescita dei saldi netti della bilancia commerciale (esportazioni meno importazioni) sia stata sempre superiore in nei mercati Europei, piuttosto che in tutti gli altri paesi del mondo (BRICS, STATI DELL' UNIONE EUROPEO MA NON EURO, STATI UNITI ECC..).
FLUSSI COMMERCIALI BILATERALI TRA GERMANIA E CINA: 
UNA GERMANIA RIMORCHIO DI MEZZA EUROPA
Questo grafico conferma ciò che prima dicevamo, e cioè che tra il 2000 ed il 2010 i saldi dei bilanci commerciali (differenza tra esportazioni e importazioni) nei confronti della Cina sono negativi per la Germania, che importava dalla Cina più di quanto esportava.
TABELLA SALDI COMMERCIALI DAL 1999 AL 2010
UNA GERMANIA RIMORCHIO DI MEZZA EUROPA
Se entriamo ancora di più nel dettaglio, possiamo verificare che dal 1999 al 2010 I maggiori surplus della Germania si sono formati nell' area Euro in quanto quello che esportava era maggiore rispetto a quanto importava, per via della poca convenienza dei prezzi dei paesi PIIGS data dalla svalutazione di produzione, prezzi e salari che la Germania aveva applicato al suo interno. Se ci concentriamo solo sulla colonna delle esportazioni, vedremo che le esportazioni nel resto del mondo dono state si superiori rispetto a quelle dell' area Euro, ma se confrontiamo le importazioni ci accorgeremmo che il maggior surplus è stato accumulato prorio nell' euro zona, e che la Germania importava molto di più dal resto del mondo in proporziane a quanto importava dai paesi limitrofi.  Giunti a questo punto sembra abbastanza chiaro come la Germania non è mai stata la vera Locomotiva del continente, in quanto la sua espansione economica è stata accumulata sono nell' area Euro, mentre nel resto del mondo le performance sono risultate alquanto modeste. La Cina invece, è si la vera locomotiva per la sua area, ma perchè i suoi maggiori surplus li accumula col resto del mondo, mentre risulta quasi sempre in deficit con i suoi paesi limitrofi, facendo da volano per l' intero continente di cui fa parte. Quindi è ingannevole e fuorviante paragonare la Germania alla Cina perchè i cinesi consento lo sviluppo delle economie dei paesi vicini, e non li indebbitano come invece ha fatto la Germania nel corso degli ultimi dodici anni, nei confronti pi paesi periferici (Italia, Spagna, Gracia, Portogallo).
Dopo questa analisi, risulta ancora più evidente come il modo con cui la Germania ha messo in atto un progetto per perseguire i propri interessi, a danno di tutti i suoi pseudo alleati dell'area EURO: progetto avviato tramite la svalutazione interna competitiva (salari, produzione), liberalizzazione sfrenata del lavoro e il consenso e assenzo della BCE, delle istituzioni europee, e con lo strumento subdolo del Debito per far acquistare i prori prodotti. Ora che questo sistema sta franando, proprio la Germania "grida" attenzione alle spese, austerità, rigore nella gestione del bilancio, come unica via d'uscita da questo disastro, sviando per il problema vero e proprio da cui derivani questi problemi. e cioè gli squlibri macroeconomici, che grazie a le sue politiche scorrette e a quelle politiche compiacenti e ingenue messe in atto dai paesi che oggi si trovano in difficoltà, si sono ampliati sempre più.

Ma come, prima è la stessa Germania che invoglia ad utilizzare lo strumento del debito mandando in crisi popoli interi, e adesso invece chiede Rigore e Austerità, porprio a quei popoli che hanno contribuito ad arricchirla? 
Questo è l'atteggiamento che un paese europeo dovrebbe tenere nei confronti dell' alleato? E dove sono finiti tutti i buoni proprositi di Democrazia e Solidarietà che in questi anni i grandi soloni (infatti L'Europa fatta cosi è una SOLA) hanno sbandierato un giorno si e l'altro anche?
Sarebbe SODDISFACENTE avere delle risposta a tutto questo, ma probabilmente ce ne faremo una ragione e usciremo con le nostre gambe da queste disuguaglianze.
Per finire in bellezza, ci tenevo a ricordare quello che accadde lo scorso anno quando furoni formalizzati gli accordi di salvataggio della Grecia: Germania e Francia hanno imposto alla Grecia l'acquisto di armamenti per svariati miliardi di Euro, come condizione principale all' approvazione del piano di salvataggio, nonostante gia i greci erano stati costretti, sempre da Germania e Francia, a grossi tagli alla spesa publica; pensioni, sanità, salari ecc. Il governo greco provò a negoziare in qualche modo gli accordi, ma alla fine fu costretto a sborsare 1,7 miliardi di euro alla Germania per l'acquisto di due sommergibili e carri armati Leopard, mentre 4,4 miliardi di euro alla Francia per 6 fregate, 15 elicotteri e 15 motovedette. Viva l'Europa della collaborazione fra i paesi alleati !!!
PS. 

O cambiamo il modo di stare in Europa e cominicamo un vero processo di socializzazione e aiuti con intendi politici, fiscali ed economici, con la trasformazione della BCE in banca pubblica che stampa denaro e compra titoli a basso tasso di interesse per finanziare gli stati per quanto c'è ne bisogno, oppure è meglio uscirne ritornare alla Sovranità Monetaria, che resta in tutti i casi la migliore strada per recuperare tutto il terreno perso grazie (si fa per dire) all' Euro.Il Click Per un Blog Utile

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