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Unioni civili omosessuali, il NO della piazza in difesa dei figli

Creato il 21 giugno 2015 da Mrinvest

Al “Family Day” di ieri centinaia di migliaia di persone hanno manifestato contro le unioni civili omosessuali e contro il tentativo di distruggere la famiglia.

Family day - unioni civili omosessualiForse è una mia impressione, ma credo che la manifestazione nazionale svoltasi ieri a Piazza San Giovanni a Roma, avente come slogan “Difendiamo i nostri figli” e contro le unioni civili omosessuali, sia stata snobbata nella sua preparazione e presentazione dalle testate giornalistiche e dai media. Forse perchè la notizia di un gay pride “tira” di più o forse perchè appoggiare ideologicamente un qualcosa di trasgressivo fa più tendenza ed è simbolo di modernità e progresso.

Comunque, dopo otto anni, è tornato il “Family Day”, che si è svolto regolarmente e neanche la pioggia battente che si alternava al sole caldissimo ha impedito che la piazza si riempisse di un milione di partecipanti, secondo gli organizzatori, mentre il Viminale parla di 400mila partecipanti. Sono un bel numero lo stesso.

Difendere i figli contro le unioni civili omosessuali.

Lo slogan è stato “Difendiamo i nostri figli”, per la tutela della famiglia fondata sul matrimonio ed a difesa del ruolo dei genitori nell’educazione sessuale dei figli. Era presente una piazza variegata, con associazioni cattoliche ed evangeliche, ma anche famiglie laiche e comitati pro life, comitati parrocchiali e di quartiere. Presenti anche un centinaio di Parlamentari, ma nessuno del centrosinistra. Chissà dov’era il Sindaco Ignazio Marino, sostenitore e sponsorizzatore del “Gay pride” di una settimana fa.

L’idea di fondo della manifestazione è che la famiglia è una ed è formata dal padre e dalla madre. Vanno bene le unioni di fatto, con annessi diritti, ma che non siano equiparati alla famiglia. Dunque, “NO” alle unioni civili omosessuali ed alle adozioni, un “NO” anche all’ipotesi che nelle scuole sbarchino progetti educativi rivolti ai più piccoli sul cosiddetto Gender.
In effetti sembra esistere un progetto disgregativo della famiglia tradizionale, di togliere alla famiglia il proprio ruolo, la propria responsabilità educativa. Ma non si insegna questo rispetto dei diritti insegnando il gender.

Cirinnà e Fedeli per le unioni civili omosessuali e l’insegnamento Gender.

Tutti dunque contro il ddl Cirinnà (Monica Cirinnà, Senatrice Pd), che prevede l’equiparazione delle unioni civili omosessuali ai tradizionali matrimoni, che legittima la pratica dell’utero in affitto e che consente di conseguenza l’adozione di bambini da parte di coppie dello stesso sesso.

Tutti contro anche il ddl Fedeli (Valeria Fedeli, Senatrice PD), sostenitrice della teoria del Gender, secondo cui si afferma una sorta di negazione della differenza tra maschio e femmina, che non è legato alla natura, ma alla libera scelta della persona. E sembra che vogliano introdurre nelle scuole questa teoria fantastica confusionale, danneggiando lo sviluppo e l’innocenza dei bambini.
Proprio questa teoria ha causato, qualche giono fa, la censura della pubblicità dei pannolini Huggies, che ha proposto modelli differenti per maschi e femmine. Roba da matti, aggiungo io.

Attaccate anche le frasi di Ivan Scalfarotto, Pd, Sottosegretario di Stato al Ministero delle Riforme costituzionali, promotore della legge che istituisce il reato di omofobia, che dal Milano pride, nell’Expo, ha detto, ieri, che è inaccettabile una manifestazione come quella contro le unioni civili omosessuali di Roma. E bravo Scalfarotto, questa è democrazia.

In definitiva, premesso che io rispetto le opinioni di tutti anche non condividendole, ma penso che gli esseri umani siano nati da un uomo e da una donna, che siamo maschi o femmine, che non si può imporre le teoria utopistica del gender, che un neonato non si può comprare o vendere mediante affitto dell’utero di una donna, che un bambino ha bisogno di un papà e di una mamma e non di un genitore 1 e genitore 2, che non si può equiparare il matrimonio tra uomo e donna con quello di una coppia dello stesso sesso fermo lasciando i diritti delle unioni di fatto.

Insomma, si vuole stravolgere la natura in nome di un progresso malato che ci porterà all’autoannullamento fisico e morale.


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