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We are the champions

Creato il 23 maggio 2010 da Durruti78

We are the champions

E finalmente è arrivata la tanto attesa coppa con le orecchie!
Inutile nascondersi. Sono interista e anch’io ieri ho goduto e sofferto dietro la mia squadra del cuore che bastonava i malcapitati tedeschi. C’è ancora piu’ piacere a vincere la coppetta di cui sopra da immigrato.

L’atmosfera a Jönköping non era di certo quella delle grandi occasioni. Sulla città splendeva un sole meraviglioso, ciò ha portato i nostri cari svedesi a passare pomeriggio e serata all’aperto con grigliate e sbevazzate varie. Qualche coraggioso ha persino già messo il piede in spiaggia.
Attesa per la finale: poca.
Ma non in casa mia. In casa mia dal pomeriggio tutto era pronto. Programma dellla serata

Ore 16: visione di alcuni video su youtube per entrare in atmosfera partita. I video comprendevano soprattutto i racconti delle epiche battaglie di quest’anno contro Chelsea e Barcellona

Ore 19: sintonizzazione della radio su internet sul sempre valido Scarpini. Per molti anni ho considerato Scarpini solo un esaltato, ma si sa che con gli anni si matura. Inoltre a chilometri di distanza mi avrebbe fatto piacere vivere un po’ di sano calore calcistico nazionalpopolare. I commentatori svedesi sono piuttosto freddi e noiosi, e durante le partite prendono eteeeerne pause di silenzio.

Ore 20: Dopo vari tentativi e combattimenti col computer capisco che Scarpini non sarà disponibile. La velocità che gira su internet è diversa dalla televisione. Ragion per cui mi dovrò sorbirmi il soporifero commento svedese

Ore 20:01 A commentare la partita c’è il mio vichingo preferito: Glenn Strömberg!! Mitico condottiero di quell’Atalanta che nella stagione 1987-88, pur essendo in serie B si spinse fino alla semifinale di Coppa delle Coppe. La sua grinta porterà fortuna ai colori nerazzurri, che anche lui ha difeso a suo tempo pur essendo quelli dell´Atalanta, ma soprattutto porterà grinta ai ragazzi e meno noia a me.

Ore 20:30: Ci siamo. Le squadre entrano in campo. Tutto pronto. Vino per me sul tavolo e popcorn per la mia ragazza (piu’ o meno obbligata a rimanere a casa con me a vedere la partita). Lei non capisce davvero quanto sia importante questa partita. Nessuno non amante del pallone che rotola può capire cosa voglia dire vivere a Milano la propria gioventu’, scuole superiori e università, da interista, deriso da milanisti e juventini che si godevano una coppetta dietro l’altra mentre noi ci consolavamo solo con il nostro mitico “mai stati in B”.

Ore 22:00 circa: Il mitico Milito gonfia la rete per la seconda volta. La coppa è vicina. Ma qui in Svezia non esiste la scaramanzia. Ragion per cui la mia ragazza abbandona il mio consiglio di mantenere il riserbo sull’andamento della partita fino al fischio finale. Minuti finali con le mani sulle palle per evitare eventuali gufate da parte di chi non capisce che, nel calcio, la sfiga esiste, eccome se esiste!!!

Ore 22:30 circa: E’ il trionfo!! Il Capitano alza la coppa al cielo, Mourinho che piange perchè già ci lascia dopo cosi’ poco tempo e qualche dichiarazione con poco stile di gente che già pensa al portafogli dell’anno prossimo. Chi se ne importa, per stasera si festeggia.

Ma Jönköping è deserta. Non si sentono di certo schiamazzi o caroselli. Non è mica l’hockey questo!!
L’ultima scena del mio trionfo, una scena un po’ da sfigato: davanti al pc collegato con la webcam della Gazzetta dello Sport, e in diretta da piazza Duomo in Milano a godere guardando tutta quella gente festeggiare. Che ci vogliamo fare: la coppa dell’emigrato

Buona Europa a tutti



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