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WRC: FIA World Rally Championship 4 – Recensione

Creato il 06 novembre 2013 da Videogiochi @ZGiochi

Cover WRC: FIA World Rally Championship 4

PC - PS Vita - PS3 - Xbox 360 TESTATO SU
PC

Genere: ,

Sviluppatore: Milestone

Produttore: Bigben Interactive

Distributore: Bigben Interactive

Lingua: Italiano

Giocatori: 16

Data di uscita: 25/10/2013

Pegi 3 PS3X360PC

EUR 47,98EUR 58,40EUR 39,59

VISITA LA SCHEDA DI WRC: FIA World Rally Championship 4

Pro-1Modello di guida sopraffino Contro-1Tecnicamente lascia ancora molto a desiderare

Pro-2Effetti sonori eccellenti Contro-2Una maggior varietà avrebbe reso l'esperienza molto più appagante e longeva

Ultimamente, quando si tira in ballo il mercato videoludico, si utilizza spesso il termine “saturazione”, il che effettivamente è vero. Prendiamo ad esempio FPS o TPS, ormai ne abbiamo in tutte le salse e di tutti i colori, tra sequel, ispirazioni gratuite e qualche sporadica idea originale, ma se volgessimo lo sguardo altrove, magari verso i simulatori di guida? Si tratta di un genere che esige particolare perizia da parte degli sviluppatori, i cui standard si fanno sempre più elevati con il progredire della tecnologia. Nella scorsa gen il ventaglio di opzioni era piuttosto ampio, ai brand più celebri si affiancavano numerose produzioni minori tutto sommato riuscite, mentre ora il cerchio si è nettamente ristretto, e le poche software house ancora in gioco per convenzione hanno preferito optare per un approccio arcade, più redditizio e semplice da gestire, compresi i big del settore, lasciando un vuoto apparentemente incolmabile.

Per i patiti della corsa su strada qualcosa si trova sempre, a differenza dei fan dello sterrato, che in questi ultimi tempi sono rimasti a secco di un titolo che replicasse fedelmente l’esperienza di un campionato di rally. Con la dipartita del buon Colin McRae Rally, il testimone passa a Milestone ed il suo WRC, che dopo diversi capitoli spartiacque sembra aver imboccato la via della simulazione, e a seguito di un completo revamp del franchise, eccola approdare nei negozi con WRC 4, che abbiamo avuto l’occasione di provare in anteprima. L’impegno del team italiano avrà dato i suoi frutti? Scopritelo nella nostra recensione.

wrc4-evidenza

IO DIVENTERO’ IL RE DEI PI…LOTI!

Sfruttando al massimo la licenza ufficiale del Fia World Rally Championship, il titolo Milestone propone un tour completo fra le tredici location dell’edizione 2013, a cui prendono parte la bellezza di 65 team di meccanici e 55 piloti in carne ed ossa, un roster ben fornito. Il sobrio menù principale rivela un’ossatura essenziale e dalle note classicheggianti, configurando una manciata di modalità di gioco comuni ma immancabili in produzioni del genere: Stage Veloce, o gara singola in gergo, Rally, una sfida più impegnativa e dalla longevità cangiante per la conquista del titolo iridato nei panni di una delle celebrità del WRC, e la new entry di quest’anno, Carriera. In questa modalità nuova di zecca, il giocatore può creare un alias e fare il suo debutto nel mondo del WRC, personalizzando a loro volta copilota, manager, numero di gara e targa dell’autovettura. L’evento è distinto in 4 discipline, che denotano l’esperienza dei piloti partecipanti e della potenza dei veicoli, partendo dalla Junior WRC, limitata alla sola Ford Fiesta, così da permettere alle giovani promesse di emergere grazie alla loro sola abilità, salendo progressivamente in WRC 3, WRC 2 e WRC, per un totale di 15 vetture, a cui abbinare le livree delle varie scuderie. Ogni stagione prevede diverse tappe in giro per il mondo, a loro volta suddivise in 6 intermezzi, e il vincitore sarà decretato in base alla somma dei parziali; a seconda del nostro piazzamento riceveremo inoltre Punti Reputazione, che ci permetteranno di salire di rango e stipulare contratti con sponsor sempre più prestigiosi, fattore non da poco, considerato che potremo sceglierne solo uno per campionato; semplice e intuitivo, una volta configurato l’assetto quel che resta da fare è correre, l’unico avversario da battere sarà il cronometro.

Ora, se da un lato la carriera rappresenta il fiore all’occhiello del titolo, la sua essenza, incorporandone tutte le caratteristiche chiave e dimostrandosi molto godibile grazie all’ottimo modello di guida (di cui parleremo nel dettaglio in seguito), dall’altro non possiamo constatare una certa mancanza di contenuti che impediscono a WRC 4 di prendere il volo come dovrebbe. Dopo aver concluso numerose stagioni seguendo diversi modus operandi, le soddisfazioni nel dominare ogni svolta e tornante dei tracciati non sono mancate, così come non ci è dispiaciuto affatto il feeling con l’auto, che ha reso la pratica estremamente verosimile e coinvolgente, ma questo nell’ottica di un amante dei motori. Analizzando la cosa da un punto di vista prettamente ludico, avremmo gradito una maggiore varietà, eventi che si discostassero anche solo leggermente dal concept di base, e con questo non intendiamo aggiunte del caso come gimcane o demolition derby, quanto piuttosto sfide per testare l’abilità del giocatore in condizioni proibitive, prove a tempo, stage in cui vincere nonostante alcune restrizioni (come tot secondi di svantaggio o parti danneggiate), una “scuola guida” per insegnare i trucchi del mestiere, o ancora la possibilità di sbloccare feature extra, come componenti rinforzati o più efficienti, le auto o le ambientazioni che fecero la storia del rally, piccole chicche insomma che avrebbero potenziato senza intaccare nulla la rigiocabilità e la longevità di un pacchetto di qualità ma troppo scarno per riuscire a intrattenere a lungo quella fetta di utenza bramosa continuamente materiale fresco.

COME!? LE AUTO NON RIMBALZANO SUI MURI!?

Lo avevamo accennato nello scorso paragrafo, e qui lo riconfermiamo: il modello di guida di WRC 4 è eccellente, realistico come pochi e fruibile sia dagli esperti che dai neofiti, merito di un set di assist (compreso un sistema di rewind e ben 10 livelli di difficoltà) e settaggi per personalizzare l’esperienza al volante a seconda delle proprie esigenze, creando nelle condizioni migliori (leggasi aiuti disattivati, visuale all’interno dell’abitacolo, cuffie surround e un buon volante munito di force feedback) un’enfasi paragonabile alla vera guida su superficie sconnesse (con i compromessi del caso, ci mancherebbe); in mancanza di attrezzatura, pad e tastiera si rivelano alternative valide, ma ovviamente manca quel quid per immedesimarsi completamente nella parte. La cura in ogni singolo aspetto del gameplay è encomiabile, e dimostra l’impegno di Milestone nel perfezionare il brand: il senso di velocità è ottimo, finalmente un simulatore in cui andare intorno ai 60-70 kilometri orari non significa avere l’impressione di essere incollati al terreno, accorgimento che permette di prendere le distanze dalle curve con estrema precisione, il comportamento del mezzo è molto convincente, il feedback in relazione al fondo stradale, alla trazione delle ruote e alla messa a punto funziona alla grande, e anche la fisica svolge egregiamente il suo lavoro, determinando una ripartizione dei danni accurata e credibile, con crepe sui vetri (purtroppo in bassa risoluzione), parafanghi che si staccano e deformazioni sulla carrozzeria; su quest’ultimo appunto dobbiamo comunque lamentare l’inamovibilità di alcuni elementi dello scenario, portando l’auto ad incastrarsi talvolta contro muretti o rocce che normalmente dovrebbe riuscire a scavalcare (o sfondare nel caso dei guard rail colorati) senza problemi (danneggiando le sospensioni invero, ma il sunto è quello).

Prendere confidenza con i controlli richiede un po’ di pratica, sovrasterzo e sottosterzo sono frequenti dato l’uso intensivo dei freni e del freno a mano, e il level design sembra essere studiato appositamente per accentuare queste difficoltà, proponendo tracciati tortuosi, stretti e irti di dossi e strapiombi. Ciò implica uno stile di guida piuttosto cauto, lontano da virtuosismi o azzardi senza una conoscenza millimetrica della topografia locale, delineando un ritmo di gioco “lento”, ma in fondo non parliamo di un arcade, concentrazione e polso fermo sono le fondamenta della vittoria e della corretta chiave di lettura del titolo.

YUURE DA!

Sebbene il comparto in singolo costituisca il cuore pulsante di WRC 4, il titolo Milestone non manca di includere una modalità multiplayer, meno appariscente rispetto alla dei racing game più competitivi, ma efficace. Online fino a 16 giocatori possono gareggiare contemporaneamente per stabilire il tempo minore su uno o più tracciati, tuttavia, a differenza della formula asincrona adottata in passato, tutti i piloti partiranno all’unisono come ghost, snellendo sensibilmente le sessioni. E’ possibile unirsi alle lobby preesistenti oppure crearne una e impostare il proprio set di regole; una volta selezionato il circuito, avremo inoltre del tempo per cambiare auto e sistemare la messa a punto. Non abbiamo avuto modo di eseguire molte prove, ma in ogni circostanza l’impressione era che i server non fossero particolarmente affollati, fattore che ha probabilmente determinato la poca latenza in game; vedremo se la musica cambierà con il diffondersi del titolo. Offline invece lo split-screen è stato sostituito da una modalità Hot Seat, in cui fino a 4 partecipanti dovranno darsi il cambio al volante; non sarà il massimo per le rimpatriate più chiassose, ma con la giusta compagnia il divertimento non manca.

LA GUIDA SPERICOLATA UCCIDE… ED ANCHE IL TEARING!

Dal punto di vista tecnico, Milestone ha scelto di adottare lo stesso Spike Engine dello scorso anno, introducendo alcune feature inedite, come un nuovo sistema di illuminazione dinamico, che permette di correre nei vari momenti della giornata, dall’alba al tramonto, ma nel complesso l’impatto visivo di WRC 4 è decisamente sottotono, anche per gli standard console. La versione PC da noi giocata in particolar modo soffre di un cattiva ottimizzazione per gli hardware più prestanti, con un FSAA incapace di nascondere texture in sub HD e una sincronizzazione verticale che non ha impedito al tearing di prendere il sopravvento, mostrando alla massima risoluzione disponibile il volto di un titolo della scorsa generazione. Dopo una piccola aggiustatina da driver siamo riusciti a trasporre il gioco per come dovrebbe apparire nelle sue condizioni ottimali, e con sorpresa WRC 4 sembra avere qualche freccia niente male al suo arco. Tralasciando l’evidente gap tecnologico dalle produzioni ad alto budget (non giustificabile ma comprensibile), i modelli poligonali delle auto sono di pregevole fattura, così come la realizzazione del fondo stradale, meno tutto ciò che sta fuori dalla carreggiata, soprattutto le inquietanti presenze a forma di essere umano all’inizio di ogni stage (sento ancora il loro sguardo vuoto posarsi sulla carrozzeria… Andate via. VIA!).

Le 13 location presenti, che spaziano dai pendii del Sud America alla macchia mediterranea, senza disdegnare zone rurali tra i boschi, valli avvolte della neve ed altro ancora, regalano scorci suggestivi, specie i tratti soleggiati grazie all’utilizzo di tinte accese, rimarcando l’assenza di effetti ambientali come pulviscoli o banchi di nebbia, che comunque avrebbero giovato non poco all’atmosfera generale; ogni paese presenta un peculiare pattern, che include conformazione del territorio, clima, flora e dettagli architettonici, il che rende ogni rally unico e irripetibile, ma allo stesso tempo parecchio ripetitivo a causa dei continui ricicli; in pratica faremo la spola da un capo all’altro di un unico percorso per sei volte di fila, non c’è personalità tra un segmento e l’altro, la stessa curva o la stessa parete rocciosa fanno capolino anche 4-5 volte, pecca che tende a stancare sulle lunghe (ereditata tra l’altro dai suoi predecessori), il che è un peccato considerata la mole di soluzioni che si possono applicare al design di un tracciato e dei suoi elementi di contorno. Colorata e funzionale quanto basta l’interfaccia, salvo gli indicatori digitali del cruscotto, un pelo troppo essenziali, e buono il sistema di telecamera, in grado di riprendere in tempo reale il mezzo praticamente da qualunque angolazione.

Sul versante audio sono stati invece compiuti notevoli passi in avanti. Il ruggito dei motori è stato registrato interamente daccapo e direttamente in pista, in modo da avere un feedback quanto più fedele alle controparti originali, trasmettendo così un suono estremamente pulito e convincente del motore, dello scarico, e persino del manto stradale, con ghiaia, fango e acqua che schizzano al passaggio delle ruote, frastuono curiosamente sempre molto percettibile indipendentemente dalla nostra distanza dall’auto, che dà il meglio di sé ovviamente con la visuale interna; una gioia con le cuffie. Puntuale e chiara la voce del copilota, dimenticabile l’accompagnamento del menù (non che lo ascolteremo spesso).

IN CONCLUSIONE
WRC 4 si è rivelato un titolo completo solo a metà. Milestone è riuscita a trasformare il suo brand di punta in un simulatore a tutti gli effetti, realistico senza risultare necessariamente rigido, accessibile e completo, presentando un modello di guida combinato ad un'effettistica che sapranno soddisfare i piloti navigati con una sinestesia al volante che in questa generazione era venuta a mancare, ma al tempo stesso la carenza di contenuti uniti ad una realizzazione tecnica superata gli impediscono di raggiungere le soglie dell'eccellenza. Il brand si è sicuramente evoluto rispetto a WRC 3, ma di strada da fare ce n'è ancora tanta, tuttavia confidiamo che il team di sviluppo possa limare gli ancora tanti spigoli e rendere WRC il rally che tutti aspettavano, magari approfittando dell'imminente salto generazionale. Nel frattempo, se il puro piacere di scorrazzare sullo sterrato vi attira, e non badate troppo a texture slavate e chicane con la brutta abitudine di ripetersi, WRC 4 non vi deluderà. ZVOTO 7
Voto dei lettori7.67
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