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1. Premessa

Creato il 10 febbraio 2013 da Vivianascarinci

A partire da oggi, per un lungo periodo, la diaria racconterà un’unica storia: La regina della neve di H. C. Andersen. Il racconto originario è composto di sette storie separate. Qui nella diaria la mia versione sarà suddivisa in un numero di paragrafi largamente maggiore rispetto ai sette capitoli con cui Andersen ha scandito la sua storia. Ognuno di questi paragrafi corrisponderà a un post.  

La regina della neve

nella riscrittura quasi fedele di Viviana Scarinci


1. Molto spesso nelle favole di Andersen, come nelle favole di molti altri narratori,  c’è qualcosa di importantissimo da recuperare. Qualcosa che forse neanche c’era stato segnalato all’inizio della storia ma che sappiamo comunque perduto e che può anche non essere evidente. Lo intuiamo, ma  non è  chiaro in che modo sia la causa di tutto. Ne Il brutto anatroccolo ad esempio ciò che il pulcino ha perso prima dell’inizio della storia è la specie cui appartiene, e noi, come lui non lo sappiamo fino alla fine, grazie alla magistrale tessitura in cui Andersen, come se fossimo quel pulcino, ci impiglia facendoci patire lo stesso smarrimento del protagonista, il quale non trova la sua identità, e insieme a quella, il suo bene,  in nessuna circostanza che il destino gli propone. Ne La regina della neve è un bambino a perdersi e non sono un papà o una mamma che lo stanno cercando ma una bambina come lui che è l’unico essere umano ad avere qualche speranza di poterlo recuperare. Nel caso de Il brutto anatroccolo anche il destino per un lungo periodo sembra ignorare l’identità del pulcino. Non sembra curarsi di lui, come se lo stesso destino potesse agire efficacemente solo su quelle vite che abbiano avuto modo di rinvenire al di là delle numerose falsificazioni, il loro vero atto di nascita. Nella storia che stiamo per raccontare sembra che il destino sia la personificazione di quella stessa città che James Hillman (1) ci descrive come incurante di noi finché qualcuno o qualcosa si faccia carico di recuperare il  bambino che abbiamo smarrito. Continua …


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