10 libri che…meglio una pietra sopra!

Creato il 17 settembre 2014 da Temperamente

Chi mi conosce sa che alle mode del momento ci sto dietro tanto quanto il soffio del vento in un pomeriggio afoso. Sulla rete, poi, le mode spopolano e si estinguono con la stessa immediatezza con cui sono comparse e si sono diffuse.

Se in primavera stormi di adolescenti hanno alzato i gomiti – con conseguenze anche tragiche – per le neknominations e in estate ci si è voluti rinfrescare la coscienza, gettandosi secchi d’acqua ghiacciata per finanziare la ricerca sulla SLA, finalmente Facebook si è fatto intermediario  di una catena letteraria, che non tiene stretto nessuno, ma crea culturali e nuovi rapporti. Tanto che per quest’ultimo tam tam mediatico, ho ricevuto ben 3 nomination (ringrazio chi l’ha fatto e mi scuso per non aver prodotto una mia personale lista, questione di tempo!).

E giacché sulla rete lasciamo tracce di noi e dei nostri gusti, Facebook ha pensato bene di stilare una classifica di titoli più ricorrenti, dando vita a una top ten che si è servita di centotrentamila status, contenenti parole chiave quali: “10books” o “tenbooks” pubblicati nelle ultime due settimane d’agosto.

Così il mago di Hogwarts è vincitore assoluto. Tolkien si colloca con Il signore degli anelli e Lo hobbit, rispettivamente al terzo e quarto posto, dopo Il buio oltre la siepe. Jane Austen è in testa alla Bibbia con Orgoglio e pregiudizio. Seguono Guida galattica per autostoppisti eThe hunger games. Penultimo Il giovane Holden e in coda Le cronache di Narnia.

L’apprezzamento delle opere contemporanee è rivolto soprattutto a opere fantasy… sarà che abbiam voglia di vedere oltre la nostra realtà? Sarà che i libri ci permettono di conoscere mondi paralleli? O sarà semplicemente che su certi libri è meglio metterci una pietra sopra?

Riprendiamo il titolo di una raccolta di saggi di Italo Calvino per proporvi la nostra personalissima classifica, fatta di romanzi che non consiglieremmo, non rileggeremo, abbiamo lasciato in sospeso, stroncheremmo ancora e chi più ne ha più ne metta.

Dai classici ai contemporanei, signori, ecco a voi “10 libri che…meglio una pietra sopra!”

1984 – G. Orwell: l’ho letto 3 volte per motivi di studio e ho avuto sempre sempre la stessa impressione (se non aggravata dalla consapevolezza di quanto m’attendeva già). L’angoscia permea le pagine e a chiuderle non ci si scrolla l’idea di essere “under pressure”, come direbbero i Queen. (Susanna) linka La pensa diversamente la nostra Azzurra che l’ha recensito qui

Bianca come il latte, rossa come il sangue – A. D’Avenia: perché dovremmo essere interessati alla storia di un amore che finirà malissimo tra due adolescenti, infarcito di luoghi comuni e banalità? Perché? (Azzurra)

Qualcuno con cui correre – David Grossman: due anni fa l’avevo stroncato (leggete qui) e sono pronta a farlo ancora. Stile anonimo, storia banale, dinamiche già viste e molto prevedibili. Caro Grossman, so che sei apprezzato in tutto il mondo – quindi il problema forse sono io -, ma mi rincuora sapere che gli adolescenti non sono tutti così piatti come i tuoi Tamar e Assaf. (Angela)

Vita e opinioni di Tristram Shandy – L. Sterne: se non volete rimanere invischiati in una serie avviluppata e labirintica di opinioni e congetture, state alla larga da questo mattone. Non ve ne pentirete! Vi sarete risparmiati mesi di lettura straziante. Soddisfatti o rimborsati! (Glenda)

Il ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde: la lotta tra l’essere e l’apparire il suo messaggio morale, molto attuale e da apprezzare, ma è un libro un po’ troppo pessimistico e la lettura non mi ha entusiasmata per la quasi totale assenza di azione. Non sono andata oltre il terzo capitolo: chissà forse un giorno gli darò un’altra chance! (Simona) Anche per questo romanzo, possiamo offrirvi un punto di vista.

I promessi sposi – A. Manzoni:  lo ammetto: non ho seguito tutte le loro vicende dall’inizio alla fine. Con tutto il rispetto per Manzoni, ma Lucia non è l’emblema della simpatia! E tutto poi scorre in maniera così fittamente descritta che… meglio avvalersi del secondo diritto dei lettori di Pennac: saltare le pagine.  (Susanna)
Glenda, invece, è decisamente di un altro parere. Date un’occhiata qui.

Non ti muovere – M. Mazzantini: il problema non è la storia irreale, né il suo colore angosciante che la permea sin dal principio, né la cifra stilistica ridondante dell’autrice, né il suo essere così decisamente sopravvalutata… ah, no, scusate: il problema, i problemi, sono proprio questi. (Azzurra)

La solitudine dei numeri primi – Paolo Giordano: non ci siamo proprio. Questo romanzo è ottusamente banale e sconfinatamente deprimente. Se questa è letteratura, allora smetto di leggere per dedicarmi all’apicoltura: il vuoto dei personaggi di Giordano è incolmabile. Bocciato. (Angela)

Emmaus – Alessandro Baricco: contrariamente ai critici più spietati, sono sempre stata una grande amante di Baricco, delle sue atmosfere surreali, dei suoi paesaggi stranieri, avvolti dalla preziosità delle sue parole. Tutto questo, però, è stato ribaltato da Emmaus e da una caduta in un realismo poco curato, così come i protagonisti scialbi e controversi di questo romanzo che riesce non a rapire ma a mettere in fuga il lettore. Peccato! (Glenda)

Petrolio – Pier Paolo Pasolini: un’opera senza dubbio coraggiosa e impegnativa, che ha in sua difesa l’essere incompiuta e frammentaria. Forse troppo frammentaria. Non vi è linearità e talvolta vien voglia di far saltelli tra le pagine. Si giunge comunque alla sua (non) conclusione, ma a fatica. (Simona) Posizione condivisibile anche in questa recensione.

Ps: che ci crediate o no, i giudizi sui libri presi in considerazione hanno scosso anche noi stesse. Ma in fondo, de gustibus

Susanna Maria de Candia


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