11/12/2014 - Uno storico accordo 'taglia CO2'

Creato il 11 dicembre 2014 da Orizzontenergia

“È la prima volta che i due paesi - CINA e USA - si impegnano formalmente e parlano di cifre precise. Da tempo all’ONU si discuteva di come mettere in pratica il principio di responsabilità comune... Tutti siamo responsabili per le emissioni..."

Un’intesa storica è stata firmata lo scorso mese di novembre tra Cina e Stati Uniti, i due paesi che emettono più CO2CO2
Gas inodore, incolore e non infiammabile, la cui molecola è formato da un atomo di carbonio legato a due atomi di ossigeno. È uno dei gas più abbondanti nell'atmosfera, fondamentale nei processi vitali delle piante e degli animali (fotosintesi e respirazione).
al mondo, per la riduzione di emissioni di gas serra. Secondo l’accordo, gli Stati Uniti ridurranno la quantità di gas serra tra il 26 e il 28% rispetto ai livelli del 2005, la Cina lo farà entro il 2030 e produrrà il 20% dell’energiaenergia
Fisicamente parlando, l'energia è definita come la capacità di un corpo di compiere lavoro e le forme in cui essa può presentarsi sono molteplici a livello macroscopico o a livello atomico. L'unità di misura derivata del Sistema Internazionale è il joule (simbolo J)
da fonti alternative.

È la prima volta che i due paesi si impegnano formalmente e parlano di cifre precise. Da tempo all’ONU si discuteva di come mettere in pratica il principio di responsabilità comune, ma differenziata, secondo il quale tutti siamo responsabili per le emissioni, ma in maniera diversa”, spiega Antonello Pasini, esperto di cambiamenti climatici dell'Istituto sull'inquinamento atmosferico (Iia) del Cnr. “I paesi che inquinano di più devono mettere in pratica azioni più incisive di riduzione”.

Negli Usa, Obama ha registrato l’opposizione repubblicana. D’altro canto, i vertici cinesi appaiono più sensibili al tema ambientale. “Ho potuto notare personalmente che il problema è sentito, anche perché lì si muore di 'inquinamento’ come noi neanche immaginiamo. Lo sviluppo economico non può più andare a scapito del benessere della gente”, prosegue il ricercatore.

La recente pubblicazione a Copenhagen del documento di sintesi del nuovo rapporto IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) dell’Onu chiama in causa le responsabilità dell'uomo sulle emissioni di gas serra, che devono essere ridotte dal 40 al 70% entro il 2050 e sparire dal 2100. Il tempo a disposizione è dunque poco ma, come afferma il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon: “Se si continua come adesso, l’opportunità di contenere l’aumento delle temperature al di sotto di due gradi centigradi svanirà entro il prossimo decennio. La buona notizia è che se agiamo subito, avremo i mezzi per costruire un mondo migliore e più sostenibile”.

Con il trattato d Kyoto (1997) i paesi industrializzati, tra i responsabili delle grandi emissioni di gas serra, dovevano dare il 'buon esempio’. Anche se le Conferenze degli ultimi anni non hanno portato molte novità per fermare il riscaldamento globale, nelle ultime settimane la situazione sembra cambiata. “Oltre all’accordo stipulato tra il Presidente degli Stati Uniti Obama e il Presidente della Cina Xi Jinping a Pechino, i paesi dell’Ue hanno recentemente formalizzato un impegno sugli obiettivi climatici per il 2030, per la diminuzione delle emissioni del 40% e un incremento della produzione di energia alternativaenergia alternativa
Energia derivata da sorgenti diverse da quelle fossili (carbonecarbone
Il carbone è una roccia sedimentaria composta prevalentemente da carbonio, idrogeno e ossigeno. La sua origine, risalente a circa 300 milioni di anni fa, deriva dal deposito e dalla stratificazione di vegetali preistorici originariamente accumulatisi nelle paludi. Questo materiale organico nel corso delle ere geologiche ha subito delle trasformazioni chimico-fisiche sotto alte temperature e pressioni. Attraverso il lungo processo di carbonizzazione questo fossile può evolvere dallo stato di torba a quello di antracite, assumendo differenti caratteristiche che ne determinano il campo d'impiego.
I carboni di formazione relativamente più recente (ovvero di basso rango) sono caratterizzati da un'elevata umidità e da un minore contenuto di carbonio, quindi sono 'energeticamente' più poveri, mentre quelli di rango più elevato hanno al contrario umidità minore e maggiore contenuto di carbonio.
, petrolio, gas) e da quella nucleare. Si tratta tipicamente di fonti rinnovabili di energia.
”, conclude Pasini. “Dal punto di vista scientifico, le stime effettuate dimostrano che gli accordi non bastano a combattere il riscaldamento globale: per raggiungere questo obiettivo è necessario che anche gli altri paesi, soprattutto quelli in via di forte sviluppo, come India, Brasile e Corea, inizino a diminuire le emissioni”.

L’Europa sembra pronta a rafforzare il suo impegno: oltre alla riduzione nel 2013 dell’1,8% rispetto al 2012, potrebbe raggiungere in anticipo gli obiettivi posti per il 2020, come rivelano la relazione della Commissione Europea sui progressi relativi all’azione del clima e i dati dell’Agenzia europea per l’ambiente. La conferenza annuale ONU sui cambiamenti climatici che terminerà il 12 dicembre a Lima (Perù), sarà una tappa cruciale per un accordo mondiale 'taglia-CO2’, in vista della conferenza di Parigi del dicembre 2015, che mira a trovare un’intesa che sostituisca, dal 2020, il protocollo di Kyotoprotocollo di Kyoto
È un accordo internazionale sull'ambiente siglato nel 1997 da oltre 160 paesi per la riduzione delle emissioni climalteranti. Entrato in vigore a febbraio 2005, prevede entro il 2012 la riduzione complessiva delle emissioni di gas serra del 5,2% rispetto ai livelli del 1990 (considerato come anno di riferimento). Per i Pesi in via di sviluppo non sono stati previsti obiettivi di riduzione. Il protocollo di Kyoto ha introdotto dei meccanismi (i cosiddetti "meccanismi flessibili") per l'adempimento degli obiettivi di ciascun Paese, favorendo la cooperazione internazionale. Essi sono il Clean developmenti Mechanism, il Joint Implementation e l'Emission TradingTrading
Attività di acquisto e/o di vendita di prodotti (materie prime o commodities) sui mercati internazionali.
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Marina Landolfi - CNR


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