2 giugno e solidarietà

Creato il 02 giugno 2012 da 19stefano55
Ho deciso di posticipare il post che 4-5 lettori stamane avevano letto di un paio di giorni, in quanto la giornata di oggi, 2 giugno  e festa di tutta la Repubblica mi induce a fare una semplice e probabilmente ingenua proposta di modello di solidarietà laica per chi viene danneggiato dal terremoto nelle attività produttive. Ascoltando le varie interviste ho sentito che per molti il problema massimo non era la casa ma la fabbrica, l’azienda agro-alimentare, insomma il luogo dove poter far rinascere il lavoro per sè e per la collettività. La perdita del cliente veniva percepita come non più raggiungibile in questo periodo di crisi e di lotta competitiva esasperata. Molti si stanno attrezzando ma ovviamente non tutto è possibile e ci vuole un aiuto. Vedo pertanto scorrere sulla Tv i famosi versamenti con sms da parte delle compagnie telefoniche. Buona cosa ma siccome li vediamo tutti i giorni per tutto, non so quanti sono invogliati.  E’ comunicazione fredda, troppo passiva. Ho pensato invece a questo. Perchè non fare un gemellaggio fra comuni ad hoc? Le aziende che avevano mercato (ed è già un messaggio positivo far sapere che esistono) , che erano in regola con la sicurezza per le norme che in quei luoghi si applicavano, potrebbero essere le prime ad avere un sostegno economico tramite varie e diverse sottoscrizioni che i comuni gemellati potrebbero promuovere. Il comune x delle Marche, Veneto, Calabria, ecc.. si gemella con il comune disastrato e canalizza le risorse per lo sviluppo economico su un tot numero di aziende . Nel comune gemellato un ruolo principe lo devono avere le associazioni di volontariato che organizzano la raccolta in tutte le forme possibili stabilendo una cifra minima possibile  e raggiungibile in 3-5 mesi. Un esempio che potrebbe essere totalmente errato ma almeno produce qualche idea è : un paese di 10.000 abitanti dia 300.000€  alla fine di 3 mesi. Viene una media di 30 centesimi al giorno che spesso non vuole neanche chi chiede l’elemosina. Può darsi che la cifra sia troppo bassa ma è una solidarietà attiva, dinamica, da Italia Unita. Una condizione: se l’azienda aiutata recupera il mercato, la produzione, sia disponibile nell’ambito del concetto di Responsabilità Sociale di Impresa a consentire ai comuni gemellati ad uno stage rimborsato di 2-3 giovani per apprendere un lavoro che può essere sempre un investimento e una rete professionale. Se qualche lettore apprezza , la proponga e l’adatti al suo contesto.  

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