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29 Settembre 2013, Tuglie (LE) – Una serata evento con Lupo Editore, un dialogo tra editoria, autori, libri e musica.

Creato il 25 settembre 2013 da Lucianopagano

APPUNTAMENTO IRRINUNCIABILE CON L’EDITORE COSIMO LUPO
E LA PRESENTAZIONE DI ALCUNI ROMANZI FIRMATI LUPO EDITORE:

“IL SIGILLO DEL MARCHESE” DI GIUSEPPE PASCALI,
“IMMAGINA LA GIOIA” DI VITTORIA COPPOLA,
“GRAZIE PER AVER VIAGGIATO CON NOI” DI FAUSTO ROMANO

CON LA PARTECIPAZIONE MUSICALE DI MASSIMO DONNO
CON IL SUO “AMORE E MARCHETTE” (Ululati-Lupo Editore)

Dialogano con gli autori Maria Novella Guarino (Presidente dell’Associazione Città del Libro) e Mauro Bortone (giornalista)

Domenica 29 settembre 2013, ore 20.30

Giardini “B&B” Residenza Mosco – via Cesare Battisti, 7 – Tuglie (LECCE)

Se maltempo l’evento si svolgerà presso la Biblioteca comunale – via Risorgimento – Tuglie (LECCE)

Tuglie accoglie un evento eccezionale firmato Lupo Editore che verrà protagonisti alcuni scrittori di romanzi firmati Lupo Editore quali “Il sigillo del marchese” di Giuseppe Pascali, “Immagina la gioia” di Vittoria Coppola, “Grazie per aver viaggiato con noi” di Fausto Romano con la partecipazione di Massimo Donno e “Amore e Marchette” (Ululati-Lupo Editore).

Intervengono Cosimo Lupo e partecipano il presidente dell’Associazione Città del Libro Maria Novella Guarino e il giornalista Mauro Bortone.

Domenica 29 settembre 2013, ore 20.30 – Giardini “B&B” Residenza Mosco – via Cesare Battisti, 7 – Tuglie (LECCE). Se maltempo l’evento si svolgerà presso la Biblioteca comunale – via Risorgimento – Tuglie (Lecce).

Il Sigillo del Marchese – La morte della ventottenne Beatrice d’Acquaviva d’Aragona – sposa di Francesco Castromediano e amatissima marchesa di Caballino – si abbatte sul feudo come una tragedia inaccettabile. Ma mentre la piccola corte salentina cade nella disperazione, c’è chi di quel lutto inatteso gioisce; don Pietro Altomonte, arrogante signorotto leccese, incarica i suoi “bravi” di recuperare i documenti che attestano i diritti dei Castromediano sui possedimenti caballinesi, per impadronirsene. Il crudele Ferrando e Lupo, l’uomo dal fiuto infallibile e dal tormentato passato, corrompono, intimidiscono e giungono ad uccidere per scoprire il nascondiglio di quelle carte, ma senza esito, tanto più che il segreto di don Francesco è ben altro… Nell’arco di ventisei anni, da quei primi eventi fino alla morte di Francesco Castromediano, tra storia e leggenda il racconto scorre nelle vie del borgo di Caballino e nelle campagne circostanti, tra le mura del convento voluto dalla marchesa devota a san Domenico di Guzman e nella coscienza turbata del priore padre Bonaventura, inquieto depositario di segreti propri e altrui. Nel frattempo arriva il flagello della peste a ricordare agli uomini la loro fragilità, ma anche a pareggiare i conti. E la memoria di un amore straordinario troverà i suoi testimoni.

Giuseppe Pascali
Nato a Lecce nel 1970, è laureato in Materie Letterarie all’Università degli Studi di Lecce. Giornalista, scrive per ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’ occupandosi di Cultura e Spettacoli ed è direttore responsabile del quotidiano online ‘Salentoinlinea.it’. Ha realizzato numerosi servizi su lirica, musica sinfonica e bande musicali del Mezzogiorno d’Italia. Ha intervistato personaggi dello spettacolo tra cui Giancarlo Giannini, Katia Ricciarelli, Al Bano, Monica Guerritore, Margherita Buy, Sebastiano Somma ed Ennio Fantastichini e scrittori come Roberto Pazzi e Valerio Massimo Manfredi. Ha seguito seminari di approfondimento giornalistico con Duilio Giammaria, Antonio Caprarica (Rai 1), Piero Dorfles (Rai 3) e Salvo Sottile (Canale 5). Addetto stampa del Concorso Internazionale "Tito Schipa" per giovani cantanti lirici. Ha pubblicato con Capone Editore i saggi La banda di Lecce. Dal concerto cittadino alla Schipa-D’Ascoli (2006), Bande di Puglia. Il teatro sotto le stelle (2008), Gli Spiziotti. Storia della banda dell’Ospizio Garibaldi di Lecce (2009). Nel 2011 ha pubblicato il romanzo Il maestro della banda (Edizioni Grifo), ristampato in seconda edizione nel 2013.

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Immagina la gioia - L’inquietudine fa di Eva una giovane donna schiva ma curiosa del mondo, abituata ad esprimere la propria creatività nella scrittura e a mascherare la fragilità sotto l’abbigliamento colorato che sceglie con attenzione quasi maniacale. Cresciuta nella adorata Mira e nel calore di una famiglia siciliana, tra le marmellate di nonna Annina ed esperienze di viaggio, a dispetto di tali certezze Eva nutre un’intima lesione affettiva che la rende gelosa di Pietro, il fratello minore che – dieci anni dopo di lei – ha allietato i genitori con la sua attesissima nascita. Contrariamente alla sorella, il ragazzo ha un carattere solare, sostenuto da una sfrenata passione per il calcio e arricchito dal primo amore adolescenziale. Forse è anche la percezione di questa sua forza interiore a suscitare in Eva un bisogno quasi competitivo di riscatto, il desiderio di riuscire a completare il suo romanzo, a trovare il colpo di scena, il finale perfetto che convinca un editore a pubblicarlo. È nella casa avita di Sciacca, su suggerimento di nonna Annina, che la ragazza cerca la giusta ispirazione per portare a termine la sua fatica. Ma la vita spariglia le carte e nel giro di pochi mesi la realtà si impone sulle fantasie e sul tranquillo scorrere del tempo, mentre nuove presenze e vecchi segreti spuntati da cassetti polverosi aprono gli occhi e il cuore di Eva.

Vittoria Coppola, ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale – Università del Salento. La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura.

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Grazie per aver viaggiato con noi – Un aeroporto di Parigi, ore 2:00. Il dottor Giorgio Severini, di ritorno da New York, a causa dell’errore della sua segretaria nel calcolare il fuso orario, è costretto ad aspettare nel freddo aeroporto francese l’arrivo della mattina successiva, per imbarcarsi per Roma col primo volo disponibile. Avendo perso il suo amato bagaglio rosso, si ritrova senza identità; e intraprende un lungo monologo interiore, che lo porta ad analizzare i luoghi e gli avvenimenti più significativi della sua vita: il presente a Roma, il ricordo della casa natale, l’adolescenza e l’iperidrosi.
E sarà proprio in questa lunga notte di viaggi interiori e sorprese finali che Giorgio scoprirà che il filo che lega lo smarrimento d’un oggetto e la perdita di se stessi è sottilissimo. E, una volta spezzato quel filo, qualcosa cambia. Un viaggio interiore, che condurrà a riflessioni e a scelte inaspettate.

Fausto Romano
Nasce a Galatina, nel Salento, nell’A.D. 1988. Fin da bambino l’arte lo affascina: studia pianoforte per otto anni, canto per tre anni, danza per una settimana. Ma è servendo messa che
capisce che vuol far l’attore. Dopo gli studi superiori riesce a entrare nella prestigiosa Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “S. D’Amico” di Roma, dove si diploma in recitazione nel 2012. Oggi Fausto vive nel quartiere romano di san Lorenzo. Dalla finestra della sua stanza vede solo la tangenziale che lui definisce: la sua “siepe leopardiana”.
Soffre di un disturbo bipolare: di giorno fa l’attore e di notte scrive. “Grazie per aver viaggiato con noi” è il suo primo romanzo.

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Massimo Donno – Amore e marchette (Ululati/Lupo Editore)

Nelle undici tracce che compongono l’esordio di Massimo Donno c’è il segno di un cantautore che conosce la materia umana, e che ama mescolare l’ironia e la poesia alla quotidianità surreale dell’amore, fino a includere non solo le atmosfere – in un dialogo costante – ma anche le voci del passato prossimo di Pier Paolo Pasolini (nel brano "Tango") o del grande Alberto Sordi (in "Bologna A.D. 2012"), mescolandole al presente delle sue suggestioni autobiografiche, come fa ad esempio nella traccia dal titolo "Il mio compleanno". Un cantautore, Massimo Donno, che non ha paura di guardarsi e, soprattutto, guardarci dentro con il ritmo di una musica leggera e ironica. "Amore e marchette", nuova produzione dell’etichetta Ululati, vanta, tra le collaborazioni di eccellenza, quelle con Massimo Geri (presente anche nel video del singolo "Amore e Marchette", realizzato dal talentuoso regista Gianni De Blasi), Nilza Costa (nel brano "Il bianco ed il nero") e Guido Sodo, nel brano intitolato "La colpa". «Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d’autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. È una capriola, una giostra un pugno e uno sberleffo un bacio e uno schiaffo. Cartina tornasole delle nostre vite imbarcate su fragili vascelli». Oliviero Malaspina.

Inizia lo studio della chitarra a tredici anni. Tra il 2000 – 2001, insieme a Luca Barrotta e ad altri musicisti, avvia il suo primo progetto di folk d’autore, "Allegra brigata Bodhran", ensemble che, ai testi di Massimo, unisce i suoni tradizionali del sud Italia, dei Balcani, del klezmer. I lavori realizzati sono "Memorie" (2001), "In cerca d’autore" (2003), "Demo" (2006), (demo-cd autoprodotti), con una semifinale al "Premio De Andrè" dentro questo percorso. Dal 2005 ad oggi, realizza diversi spettacoli tra cui "Ti saluto dai paesi di domani…" sulla vita di Fabrizio de Andrè; "Le Otto ore" ispirato alle musiche tradizionali di lavoro e immigrazione di tutta Italia; "One hand Jack", tratto da un monologo di Stefano Benni, con musiche di Fred Buscaglione.
Negli anni Donno è ospite di progetti altrui, in cui opera da turnista. Collabora con l’attore Simone Franco, con Alberto Bertoli (figlio di Pierangelo), con l’osservatorio astronomico di Bologna e l’associazione per la Divulgazione delle Scienze Sofos, per la realizzazione dello spettacolo di osservazione astronomica/divulgazione scientifica dal titolo Racconti di cielo – Armonie tra mito e scienza. Insieme al cantautore Gigi Marras, guadagna la finale al premio Bindi 2011 e la finale al Premio Musicultura 2012 (Ex Premio Città di Recanati), entrando nel cd ufficiale con i brani dei 16 finalisti. A giugno, con un suo brano "Amore e Marchette", vince "Promo", mini-concorso su Ciao Radio, radio Emiliana, ricevendo il maggior numero di voti. A luglio 2012 è stato finalista al Premio Bindi riscuotendo ottimi risultati di pubblico e critica. A settembre 2012 è stato finalista al Festival delle Arti di Bologna, contest organizzato da Andrea Mingardi.
È stato finalista alla 14esima edizione di Biella Festival autori e cantautori 2012, classificandosi tra i primi cinque. È stato semifinalista al Tour Music Fest, il più grande festival europeo dedicato alla musica emergente, con la commissione artistica presieduta da Mogol.
Scrive di lui Oliviero Malaspina: "Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d’autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. Ci concede una musica tra sogno e realtà. Il disco in ogni traccia è una capriola, una giostra un pugno e uno sberleffo un bacio e uno schiaffo. Cartina tornasole delle nostre vite imbarcate su fragili vascelli. Semantica del testo e sintassi musicale si armonizzano perfettamente nel suo creato di opposizioni binarie. Dalle quali scaturisce una bellissima opera, un’opera aperta. Un’opera che perdere è come fare peccato".

INFO
http://www.lupoeditore.it

Ufficio Stampa OverecoAgenzia
http://www.overeco.it



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