E poi all’improvviso alla cassa a fianco una coppia inizia a predisporre la spesa sul nastro trasportatore.
Lui: cinquantenne alto, spalle larghe, cuffia nera, giacca da lavoro di un servizio vigilanza anonimo, anfibi, pantaloni con millanta tasche.
Lei: forse sessantenne, magrissima, capello lungo un po’ sciupato dalla tintura castano ramato, cappottino 3/4 nero corto con bavero in pelliccia sintetica, cintura stretta in vita, cappello a bustina, collant color carne trasparenti, scarpe tacco 15, nero lucido, con cinturino e minigonna color salmone che si intravede appena sotto il cappotto.
Non si capisce se siano “veri”, reduci da una festa di carnevale (sebbene il carnevale sia finito ormai) o se faccia parte di un gioco erotico in cui lei impersona una pin up anni 50 e lui l’uomo vero, l’uomo con la divisa .
Lei riempie le borse. Lui paga. Così, giusto per dovere di cronaca.
