Incastrato fra due manifestazioni di robusta tradizione - la storica kermesse lagunare,
da un lato, ed il sempre più intraprendente appuntamento all'ombra
della Mole, dall'altro - il giovane Festival romano (quello che si
terra' a breve sarà la nona edizione), nonostante l'aggiustamento - pare
definitivo - della sua collocazione, continua a correre il rischio di
giocare il ruolo del proverbiale vaso di coccio tra quelli di ferro.
Probabilmente anche per tale motivo la macchina organizzativa,
presieduta per la terza volta da Marco Müller, ha messo in campo alcune
contromosse: la più plateale e di rottura rispetto alla consuetudine, e'
quella di affidarsi alla valutazione del pubblico attraverso il sistema
della Giuria popolare. Più interessante, la scelta di proporre -
nell'ambito del possibile - una varietà di lavori tale da tracciare una
linea continua tra il cosiddetto Cinema mainstream (le sue
declinazioni d'autore, le sue multiformi vie di fuga) e l'emergere di
linguaggi che, grazie all'innovazione tecnologica, stanno velocemente
quanto inesorabilmente ridisegnando i contorni oltreché dell'estetica
dell'immagine, quelli della sua creazione e fruizione. Sette sezioni
sono state predisposte al fine di soddisfare la curiosità del
pubblico-dei-grandi-numeri, così come quella degli attratti dall'insolito. Accanto
agli ultimi parti di personaggi celebri o di culto (per dire, il
Fincher più recente, con la coppia Pike/Affleck; la serie tv di
Soderbergh; il nuovo di Miike - tra l'altro insignito di un premio -)
troviamo, infatti, autori magari meno noti ma di una certa attrattiva
(pensiamo al Daldry di "Trash"; al Moverman di "Time out of mind" - con
R.Gere -; al Anderson di "Stonehearst asylum"; al Gilroy di
"Nightcrawler", con J.Gyllenhaal) a cui si possono affiancare il Gunn
del blockbuster "Guardiani della galassia", il redivivo Kevin
Smith di "Tusk"; così come il J-P. Jeunet di "Lo straordinario viaggio
di T.S. Spivet", e un certo numero di ipotetiche sorprese: "X + Y"
dell'inglese Matthews; "Eden" di M. Hansen-Love; "A girl walks home
alone tonight" di A.L. Amirpour; "Phoenix" di C.Petzold e il nero
francese "La procheine fois je viserai le coeur" di C.Anger. Tutto in
abbinamento e stimolante continuità con, ad esempio, "Grafica e iPhone,
istruzioni per l'uso"; "Tutti i segreti dell'animazione in 3D"; "The
salt of the Earth" di J.Salgado e W.Wenders, fino alla presentazione (e
premiazione) di web series, uno dei recenti frutti dello scambio tra Cinema e Rete. Con tutta evidenza, c'è da scegliere. Staremo a vedere.
TFK
Magazine Cinema
Incastrato fra due manifestazioni di robusta tradizione - la storica kermesse lagunare,
da un lato, ed il sempre più intraprendente appuntamento all'ombra
della Mole, dall'altro - il giovane Festival romano (quello che si
terra' a breve sarà la nona edizione), nonostante l'aggiustamento - pare
definitivo - della sua collocazione, continua a correre il rischio di
giocare il ruolo del proverbiale vaso di coccio tra quelli di ferro.
Probabilmente anche per tale motivo la macchina organizzativa,
presieduta per la terza volta da Marco Müller, ha messo in campo alcune
contromosse: la più plateale e di rottura rispetto alla consuetudine, e'
quella di affidarsi alla valutazione del pubblico attraverso il sistema
della Giuria popolare. Più interessante, la scelta di proporre -
nell'ambito del possibile - una varietà di lavori tale da tracciare una
linea continua tra il cosiddetto Cinema mainstream (le sue
declinazioni d'autore, le sue multiformi vie di fuga) e l'emergere di
linguaggi che, grazie all'innovazione tecnologica, stanno velocemente
quanto inesorabilmente ridisegnando i contorni oltreché dell'estetica
dell'immagine, quelli della sua creazione e fruizione. Sette sezioni
sono state predisposte al fine di soddisfare la curiosità del
pubblico-dei-grandi-numeri, così come quella degli attratti dall'insolito. Accanto
agli ultimi parti di personaggi celebri o di culto (per dire, il
Fincher più recente, con la coppia Pike/Affleck; la serie tv di
Soderbergh; il nuovo di Miike - tra l'altro insignito di un premio -)
troviamo, infatti, autori magari meno noti ma di una certa attrattiva
(pensiamo al Daldry di "Trash"; al Moverman di "Time out of mind" - con
R.Gere -; al Anderson di "Stonehearst asylum"; al Gilroy di
"Nightcrawler", con J.Gyllenhaal) a cui si possono affiancare il Gunn
del blockbuster "Guardiani della galassia", il redivivo Kevin
Smith di "Tusk"; così come il J-P. Jeunet di "Lo straordinario viaggio
di T.S. Spivet", e un certo numero di ipotetiche sorprese: "X + Y"
dell'inglese Matthews; "Eden" di M. Hansen-Love; "A girl walks home
alone tonight" di A.L. Amirpour; "Phoenix" di C.Petzold e il nero
francese "La procheine fois je viserai le coeur" di C.Anger. Tutto in
abbinamento e stimolante continuità con, ad esempio, "Grafica e iPhone,
istruzioni per l'uso"; "Tutti i segreti dell'animazione in 3D"; "The
salt of the Earth" di J.Salgado e W.Wenders, fino alla presentazione (e
premiazione) di web series, uno dei recenti frutti dello scambio tra Cinema e Rete. Con tutta evidenza, c'è da scegliere. Staremo a vedere.
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