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A chi giova la pubblicazione delle intercettazioni

Creato il 01 giugno 2010 da Demopazzia

A chi giova la pubblicazione delle intercettazioni È abbastanza singolare che in tutto questo parlare di intercettazioni telefoniche nessuno, a quanto mi risulta, abbia sottolineato un aspetto piuttosto importante. La fuga di notizie riguardanti indagini in corso con la pubblicazione di intercettazioni non favorisce certo le indagini. Spesso anzi ne segna la fine. Gli indagati vengono a conoscenza delle tesi dell’accusa in anticipo e possono attuare tutta una serie di strategie per difendersi al di fuori dal processo. Eventuali altri personaggi coinvolti ma ancora non conosciuti possono facilmente evitare di finire sotto l’attenzione dei magistrati. I giornalisti spesso finiscono per essere delle marionette in un gioco nel quale ci capiscono ben poco. La libertà di stampa è sacra. E sfido chiunque a non pubblicare la notizia di un’inchiesta nella quale è coinvolto un pezzo grosso. Quello che volevo dire è che la relazione “fuga di notizie” / “giornalista” è più complessa di quanto ci venga presentata. Il giornalista farà pure l’interesse suo, del suo editore e del suo pubblico, ma difficilmente questo interesse coincide con quello della giustizia. L’indignazione o la consapevolezza dell’opinione pubblica non sono necessariamente elementi che favoriscono la conclusione di un processo con una condanna degli accusati. Al contrario. La sovraesposizione mediatica di indagini, giudici, magistrati, indagati finisce col far passare l’idea che tutti possano essere indagati per qualsiasi cosa e che nessuno venga poi condannato, lasciando all’opinione personale di ciascuno decidere se credere o meno all’innocenza dell’accusato o alla fondatezza delle indagini. Sto dicendo che sui giornali e in tv non si debba parlare di indagini e processi? No. Sto dicendo che spesso la difesa ha più interesse che se ne parli che non l’accusa e che quindi i promotori delle leggi contro le intercettazioni ci prendono per il culo più di quanto non crediate. Quelli che scrivono leggi per limitare l’uso e la pubblicazione delle intercettazioni  sono gli stessi che nel caso si trovassero ad essere indagati ne favorirebbero la pubblicazione gettando discredito sulla procura, sui giornalisti e sull’intera indagine.


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