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A Gipsy in the Kitchen goes Mexico – Città del Messico

Creato il 08 aprile 2015 da Agipsyinthekitchen

Vi siete mai trovati ad affrontare la vostra più grande paura? Avete mai guardato negli occhi un mostro che pensavate fosse solo nei libri di favole ed invece eccolo lì, davanti a te pronto a sbranarti se non trovi subito uno scudo che possa darti ristoro e proteggerti per un po’, mentre affili le armi e prepari la battaglia?

Ogni giorno mi sorprendo di quanto sia difficile mantenere un equilibrio precario tra chi voglio essere e come in realtà mi trovo costretta ad agire. Gli attacchi sono multipli. Arrivano da ogni fronte – persino da chi si crede/reputa amico.

Perdo la pazienza. Mi sento un fiume in piena, vorrei che ogni atto pensato fosse azione compiuta subito, e mi aspetto lo stesso tipo di atteggiamento da chiunque io approcci. Sono quella che gli inglesi definisco “demanding”, suppongo.

Cambio idea, spesso, tante volte, anche in uno stesso giorno. Mi domando se sono abbastanza: almeno 15 volte al dì. Mi trovo così tanti difetti che nemmeno riesco più a contarli.

Divento vittima e carnefice, in una stessa situazione. Anche se il ruolo della vittima mi riesce meglio e ritrovare poi la realtà in una illusione mi trascina via di senno la maggior parte delle volte. Vorrei solo a volte non pensare così tanto. Mi piacerebbe risettare la memoria alla pagina 0, quando ancora mi fidavo di tutto e tutti senza riserve.

Vado in paranoia con la stessa velocità con cui Valentino Rossi corre i mondiali.

Temo per i miei sogni. Penso: e se tutto ciò che ho sempre voluto, non si realizzasse?Quando sono in buona penso: “vorrà dire che la Vita mi regalerà molto altro”. Quando invece la giornata è no, affogo in mal senso, abbandonando ogni retaggio di buon – senso. I motivi per considerarsi “rotti” pare ce ne siano a iosa, dunque. Pare che il nostro cervello, piuttosto che concentrarsi sul bello, decida a volte di creare ostacoli necessari per far si che noi possiamo ingegnarci a trovare soluzioni tangibili. Pare.

Poi è un attimo: BOOM. Bomba.

Qualcosa ti rimette in pace con la realtà. Qualcosa o qualcuno ti fa capire che  tutto questo insieme di fili aggrovigliati, di sbattimenti inutili che altro non fanno che provocare danni, sono solo inutili congetture. Fumo negli occhi. Illusioni. Bullshit, per rubare un termine ai nostri amici inglesi.

La bella notizia è che quando ciò accade, tutto si ridimensiona istantaneamente. Tutto assume connotati diversi e si passa immediatamente all’azione, abbandonando tutto quello che fino a poco fa ci faceva aggrovigliare le budella, ristabilendo le priorità e guardando con occhi lucidi la straordinaria meraviglia di ciò che abbiamo intorno.

La brutta notizia è che purtroppo sono sempre fatti choc, notizie allucinanti, al di fuori del bene e del male, a farci riprendere le redini della felicità: può essere la malattia di qualcuno che amiamo o semplicemente conosciamo. La morte di un affetto. Un lutto.

Pare che la privazione si diverta a creare nuove ricchezze. Pare.

Perché quindi. Perché dobbiamo sempre rimandare?Perchè non capiamo che siamo legati a questa Vita da un sottile filo di aria che si evolve in un respiro, e finito quello, ogni altro organo interno si interrompe e dopo?

Dopo nessuno sa cosa ci sia. Nessuno è tornato indietro per raccontarlo. Ci siamo solo noi, che rimaniamo qui a piangere chi non c’è più, sperando abbia trovato allora la luce, abbia comunque deciso in questa luce di starci ancora un po’ accanto, perchè la nostalgiasi fa più fitta quando sappiamo che è per sempre, che contiene un che di eternità in questo distacco.

E allora:

Lo sapete che i pastelli un po’ sbeccati colorano allo stesso modo dei pastelli appena comprati? Lo sapete che a volte deciderete di lottare per qualcosa, farete tutto nel modo giusto, eppure non funzionerà lo stesso, ma andrà bene lo stesso così? Sapete che anche le più brutte giornate finiscono con l’imbrunire e comunque siamo così fortunate da farle annegare magari in un bicchiere di buon vino?

Quindi: cerchiamo di fare sempre e più spesso cose che ci terrorizzino. Si perché è l’unico modo per acquisire sicurezza e autostima. Facciamo una lista di cose che amiamo fare. Poi facciamo un’altra lista di cose che facciamo quotidianamente. Dopodichè compariamole e agiamo di conseguenza.

Dobbiamo imparare: ad aspettare ciò che è giusto, pregare per ciò che è sbagliato e lavorare per ciò che meritiamo.

Cerchiamo di avere più pazienza. In primis con noi stessi. Va bene così. Stiamo facendo del nostro meglio per far funzionare ingranaggi non semplici. Perdoniamoci: non siamo super eroi. Rispettiamoci. Concediamoci piccoli lussi, che oggi ci siamo, domani chissà e comunque viviamola fino in fondo questa vita che altro non ci richiede se non di dare una chance alla leggera esaltazione di essere non solo felici, ma anche sereni. Facciamo quindi nostra questa ” serenicità”. Sbagliamo 1000, perdiamo 2000, ma cerchiamo di non dimenticarci mai che chi siamo non è da  celebrare con premi e coccarde, am solo con una variabile indipendente da ogni attributo esterno: la nostra soddisfazione.

Smettiamo di aver paura di sbagliarci. Sbagliamoci, va bene così. Credo che negli ultimi mesi non sono mai stata così felice di sbagliarmi su diecimila e più cose. Perché a volte vinci. Le altre volte impari.

Esercitiamoci: se oggi fosse veramente l’ultimo momento per noi per dire ciò che pensiamo, per amare chi amiamo, per baciare chi adoriamo, ecco cosa faremmo?Facciamolo subito, per carità. Ricentriamoci e ricentriamo le nostre priorità ADESSO.

Perdoniamo chi ci tradisce: non è semplice teoria Cristiana ma puro egocentrismo. Noi vogliamo/amiamo chi ce lo sta facendo. L’importante è che non perpetuino questa presa in giro/ mancanza di rispetto. Ad alcuni capitano degli incidenti di percorso – non a noi, certo. Ma siamo indulgenti. Fa vivere meglio.

Viaggiamo, continuiamo a viaggiare.

Sempre e Comunque, anche se non siamo confortevoli, anche se ci spezza il cuore, anche se siamo stufi e strastufi di vivere con la valigia. Viaggiamo, perché il viaggio – ogni viaggio- ci cambia, lasciando in noi tasselli di infinito di luoghi in cui forse mai più ritorneremo, ma in cui avremo lasciato la nostra traccia, trattenendo in noi sorrisi e tesori che nessuno mai ci porterà via.

Questo viaggio in Messico è stato spettacolare. Città del Messico mi ha travolta. Non riesco ancora a dire se amo o odio questa città così piena di tutto, così fremente, così straripante di gente, cibo, colori e emozioni. Non riesco ancora a decifrare l’onda di destini che mi ha travolta.

So che mi sono persa nei profumi, nei sapori, nelle gioie di questi destini incrociati.

E’ come se Don Julio, così caparbio nel ricercare il suo legame con l’eternità, ci avesse guidato dall’alto, in una sorta di storia predefinita. Lui che scrisse la sua vita sull’onda di un’emozione. Che decise di rinunciare all’orgoglio pur di vedere il suo sogno reale. Lui che da una pianta fece un impero. Da bambino sognatore ad adulto consenziente di creatore di un mondo nuovo. Basato su Amore, passione e rispetto.

Lo sapete che in Messico esistono più di 300 variazioni dell’agave ma solamente quella blu è l’ingrediente per produrre la tequila di Don Julio. Per produrre una Tequila di qualità ci vuole tempo, materia prima e terroir proprio come per i  vini. Sapete come si chiamano i raccoglitori di agave blu che con pazienza trattano le foglie in modo tale da togliere ogni sentore amaro?Jimadors. Sapete che a  Los Altos, dove si trovano le piantagioni di Don Julio, nella provincia di Jalisco, si ha il  microclima perfetto che combinato con il terreno perfetto rende la nostra Agave blu la migliore del pianeta? Sapete anche che ci vogliono 10 anni per avere l’agave perfetta?

Che miracoli compie l’attesa.

Indirizzi

Mercado de Medellín, Medellín and Campeche, Roma.

Xochitalco

Panadería Rosetta, Colima 179, Roma.

El Depósito,Alvaro Obregon 21, Local 1, Roma; 52-55-5207-8152. Cabrera 7, Plaza Luis Cabrera 7, Roma.

Maximo Bistrot Local, Tonalá 133, Roma Norte; maximobistrot.com.mx. Patrick Miller, Mérida 17, Roma Norte; patrickmiller.com.mx.

Café El Popular Restaurante, 5 de Mayo, No. 50-52, Centro Centro; cafeelpopular.com.mx. Jardín Botánico, Tercer Circuito exterior; Ciudad Universitaria, Coyoacán; www.ib.unam.mx/jardin. Centro Cultural Universitario, Avenida Insurgentes Sur 3000; cultura.unam.mx.

Metropolitan Cathedral, Plaza de la Constitución, Centro Histórico. El Mayor,República de Argentina 15.

Museo Antropologico http://www.mna.inah.gob.mx/index.html

The Shops at Downtown, Isabel La Católica 30; theshops.mx

Bósforo, Luis Moya 31. La Hermosa Hortensia, Callejón de la Amargura 4, Plaza Garibaldi 4.

Duo: Salado y Dulce, Amsterdam 53, Condesa; duosaladoydulce.com.

Si Ringrazia:

Don Julio Tequila

Abiti:

Stella McCartney Kids

Stella McCartney

Mauro Grifoni

Asos

 


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