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A l'interieur

Da Mariparacchini
(2007, Alexandre Bustillo e Julien Maury)

Ci sono tante belle cose che si possono fare invece di vedere un film.
Se siete incinte, o avete intenzione di esserlo a breve, per esempio, io questo film lo eviterei per lasciar spazio nel cervello allo studio dell'uso del Chupa Chups nelle civiltà precolombiane.
Questo perchè A l'interieur è CATTIVO CATTIVO CATTIVO.
CATTIVO.
CATTIVO.
BRUTTO E CATTIVO.
No, brutto no, affatto.
Ma Bruttoecattivo tutto attaccato sì.
La signora che vedete nella miniatura del video qui sopra si chiama Sarah. Mentre aspetta il suo primo figlio ha un brutto incidente in macchina, in cui lei e il piccolo che porta in grembo restano illesi. Muore invece il papà del bambino.
Qualche mese dopo, precisamente la sera prima del giorno previsto per il parto, una strana donna suona il campanello di casa di Sarah, e quello che vuole non è solo fare una telefonata.
Toccare le donne incinte è pericolosissimo, un tema che va trattato con pinze dorate e guanti d'argento.
I due registi francesi lo trattano con un paio di forbici insanguinate e un casino di sadismo.
Ma ce la fanno, funziona.
Portano a casa un filmone di quelli difficili da dimenticare.
Devo riconoscere che Sarah non è un personaggio per cui sono impazzita da subito. All'inizio la vediamo soffrire molto una perdita terribile, e poco altro ci è mostrato di lei, a parte che ha una madre degenere e cretina che dopo che la figlia ha perso il compagno da soli 4 mesi le chiede se si fa il capo. Ma insomma, a parte ciò, poco altro vediamo.
Forse è voluto, perchè nel film quello che ci interessa non è tanto Sarah nella sua complessità di donna e blablabla, ma Sarah-mamma che tira fuori un bel paio di coglioncini quando l'incolumità del figlio è messa a repentaglio. Potrebbe anche essere una donna con poca personalità, ma in questo contesto non ce ne frega assolutamente niente. E' una donna che prende a pugni lo specchio per farci uno spuntone con cui colpire l'altra donna, l'assalitrice, ovvero il personaggio che da solo avrebbe potuto reggere il film.
Di lei, la cattivona, non sappiamo niente. Non ha nemmeno un nome. Eppure è terrificante.
Arriva di soppiatto, guarda dalle finestre, poi sparisce, poi spunta dietro di te, e una volta entrata in casa è impossibile fermarla dall'ottenere quello che vuole.
Personaggione di quelli potentissimi, di cui vediamo chiaramente il volto per la prima volta solo illuminato dal fuoco della sigaretta (in una scena gigantissima, spettacolare, me la sono fatta sotto).
Questa squinzia qui fa una paura maledetta, perché è un pazza isterica.
Davvero, non per dire.
Non ha organizzato un piano preciso per andare a prendersi da Sarah quello che vuole, ha alzato le chiappe ed è andata a prenderselo. Guidata solo dai sentimenti è entrata in casa e l'ha presa a forbiciate e si è pure lasciata andare a sfoghi isterici da donna con la stizza premestruo quando non ci è riuscita.
Il che la rende molto più pericolosa.
Giocano un po' a guardie e ladri in giro per la casa, perlopiù in bagno, c'è tanto di quel sangue da cominciare a fare un po' di impressione anche a me che di solito resto quasi indifferente, ci sono un bel po' di morti, ma fino alla fine ci sono loro due a sfidarsi, entrambe decise a non cedere, guidate da quello che dovrebbe essere il migliore dei sentimenti, il più forte.
Unica pecca sono state secondo me le scene del feto che non ho capito che effetto volessero dare, che sensazione volessero dare allo spettatore.
Se lo scopo era farci dire 'Oh mioddio no povero bimbo' credo abbiamo proprio sbagliato film e pubblico.
Se non è questo, non capisco quale possa essere.
A parte questa piccolezza, film incredibile, con due attrici da applausi e inchini.
Poi però si arriva alla fine.
LO SO che non poteva che finire così e che qui non stiamo guardando l'ultimo film di Barbie.
Però con quella scena finale, miei simpatici amici francesi, vi siete appena digievoluti da Bruttiecattivi a MALEDETTI BASTARDI SCHIFOSI.
Fate dei gran bei film, però.
Cià.

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