
Come sappiamo dalle cronache quotidiane i terroristi di Boko Haram non danno tregua con le loro scorrerie e i loro rapimenti e le loro uccisioni né in Nigeria (specie nel nord, nord-est), né nei Paesi dell'area geografica circostante.
Il Camerun è uno di questi e la gente, che è terrorizzata, non sa più come fare per difendersi dal pericolo.
E' nata così per l'occasione, ma era già in programma da un anno ed era stata preceduta da un Forum interreligioso dal tema "Giovani musulmani e cristiani insieme per la pace e lo sviluppo", la "Casa dell'incontro".
E' il segno forte di una volontà di superare le divisioni e di favorire semmai l'incontro delle genti in un contesto in cui le due religioni monoteiste hanno sempre convissuto, prima d'ora, in armonia e anche con reciproco spirito di collaborazione.
Siamo nella diocesi di Yagoua e progetto e struttura sono stati fortemente voluti dai missionari del Pime, che operano da tempo in zona, cioè nell'estremo nord.
I missionari, infatti, non hanno voluto assolutamente lasciare sole le popolazioni locali, consapevoli che Boko Haram punta sovente per fare reclute e seguaci, sopratutto sul malessere giovanile legato alla crescente disoccupazione.
Nella "Casa dell'incontro", allora, ci si conosce e ci si conoscerà (e fin da giovanissimi) attraverso lo studio e la formazione (la struttura è dotata di una discreta biblioteca) e si risponderà a chi fosse di diverso parere che l'educarsi non è male, non è peccato. Semmai il contrario.
E cioè è : "halal" ossia "cosa buona" per tutti.
a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)
