
Sono a rischio gli archivi del poeta della ‘negritudine’ e primo presidente del Senegal, Léopold Sédar Senghor. La notizia arriva dalla Bassa Normandia, la regione francese in cui l’ex capo di stato (che era anche membro dell’Academie Française) aveva vissuto con la moglie durante gli ultimi anni della sua vita.
Ora centinaia di pagine scritte dall’autore dei ‘Canti d’Ombra’ (una delle sue più celebri raccolte poetiche, del 1945) o da lui consultate per le sue ricerche rischiano di essere distrutte dai roditori: le autorità locali hanno dunque stanziato 150.000 euro e trasferito le carte (per un totale di 25 metri cubi) in un luogo più sicuro, per provvedere al recupero e al restauro.
Mentre mancano poco meno di due mesi al 14° anniversario della scomparsa (avvenuta il 20 dicembre 2001) anche la stampa senegalese denuncia un caso d’incuria che riguarda Senghor: la tomba di famiglia a Joal (località dove l’ex presidente nacque nel 1909), scrive infatti Sud Quotidien, sarebbe in stato d’abbandono.
Un esempio di come, nel paese che guidò per vent’anni, la memoria di Senghor si stia in parte perdendo, soprattutto tra i più giovani.
a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)
